001 MDXXXII, si hebbe udito etìam lui orator, che parlò in conformità, disse che essi reverendissimi cardinali fe-vano ben a satisfar al debito di la patria, ma che erano membri di questa Santa Sede, et che lenlvan ubligalion, per il juramento fato, di aiutarla et de difenderla, el che poteano ben cognoscer la poca stima era sfa fata di lui, el che la forma li dispiaceva, et si li fosse sta richiesto licentia non PJiaria negala, ma questo è conira I’ honor suo, et che li era sla npgà di dar li possessi et privato di la sua casa, dicendo quanto a li danari spende questa Signoria per la impresa io li benedico, da questi in fuora, et quando cognoscerò quella Signoria farà quelo voi la iusìitia darmi li possessi et la raxa non mancherò di gratificarli, et vorò la balanza pendi dal canto loro più presto che dal mio, et che ’I suo ducato trabuchi 3 carali più dii mio dicendo la forma hanno falò non piaque, neèdisconlenlo,et ite-rum esso oralor disse, la illustrissima Signoria ha-verlo fato a confidenza etc. Hor il reverendissimo Pixani qual fo poi con Soa Beatitudine par habbi trovato quella dii voler ut supra. Dii dito, di 17. Come hessendo stalo col Pontefice, li ha dito esser ledere di Cesare, di 28 dii passato, che le cose da Constanlinopoli renfrescava, al qual havia referito che saria tempo si desse ordine a P armar galle et nave, et haver 60 galle, et scrivi in Calhelogna le galie vengino a Zenoa da mlssier Andrea Doria, il qual ha capi 12 di galle in ordine, et scriver in Sicilia et a Napoli se fazi la massa di P armata a Zenoa et venir poi a Brandìzo o Taranto et armar fin 30 navili di chebba, et voi cometer al reverendissimo Osmo o altri questo, senza convenir aspetar ordine di Soa Maestà et star do mexi, et che per terra voria si havesse 30 milia fanli et operarli secondo il procieder de l’inimico, fortificar li forti di Augusta in Sicilia, et scritoli etiam quella farà Soa Maestà di la persona sua, et che Italia havia bisogno di lei, et che’l tien che per Pasqua l’haria la risposta. Soa Bealiludine olirà le 3 galle ha in ordine offeriva a P imperador scudi 250 milia per lai cose da mar et da terra, et che l’era povero, ma non era per mancar ; poi disse saria bon unirsi col re Christianissimo, qual haverà 30 galle in Marseia et faria che Zenoa reslaria senza suspetto, el mlssier Andrea Doria potria alender a la impresa. Poi disse di oratori dii re Ferdinando che andavano al Turco niente intendeva. Esso orator rlngratlò Soa Beatitudine, poi lo pregò volesse consolar la Signoria nostra, rispose benediceva la 312* impresa, et li piaceva intender le preparatoli no- marzo, 662 sire, et che quelo.....ha fato non è sta per nui, ma perchè alcuni signoroti de Italia se ingerivano in far quelo non doveano etc. Soa Santità ha fato redur una congregalion di 12 cardinali per proveder a quello bisogna, et tra loro è slà rasonato per trovar danari acetar la sententia fata per il duca di Ferara, far cardinali per danari, dii Stato di la Chiesia far zente, le qual provision fono rifiu-date, risolvendosi per via de angaria solo la chiesia trovar 240 milia ducati in tre mexl, et con questa imposition de uno ducato per foco sarà 100 miiia ducali, vender feudi o beni di la Chiesia et offici licei molto siano calati per ste voce il sesto, ma questo fu posto da canto, et che li legali andasero a le loro logation. Scrive haver parlalo eon domino Jacomo Sai viali, pregandolo fazi bon ofìcio col Pontefice, rispose lo faria ; el parlando, disse saria bon a li 30 milia fanli se voi in Italia far un capo qual saria il re de Romani. Ne P ultimo concistorio fu Iralato la maleria dii divorilo dii re di Anglia, et i soi avocali dechiari alcune proposition a li capitoli dall, et li oratori cesarei recbiedevano la expedilion, dicendo questi serano per meler' le cose in longo, pur el Papa et ’cardinali volseno udirli, et questo etiam se farà in altro concistorio. Da poi fu data la chiesia de Brexia per la renontla fata dal reverendissimo Cornelio al fiol de domino Jacobo Cornelio, scrive di ducati 240 milia in una congregatlon parlicular è sta parlato che li offici se possi permutar In benefìci per danari, et dimandar a le congregatoli di religiosi una summa de danari, vender li beni di la Chiesia, far cardinali per danari, et par l’arcivescovo de Toledo voi dar ducati 80 milia, et ali-ri prelati de Alemagna una bona summa. La cosa è sta rimessa a una altra congregatlon, et in lutte el Pontefice ne Intravlen. Son lettere dii governador di la Marca de Ancona, andato lì per fortificar quela terra, scrive trova difficullà, perchè bisogna minar case et altri edifici, et meler dentro uno monle, et anconitani dubitano, perché altri Pontifici po-triano lì sopra far una forteza qual dominaria la terra. È stalo col reverendissimo Mantoa, et ringra-tiato di lo ofìcio fato in concistorio. Soa Signoria ringrata la Signoria et si offerisse etc. Sono letere de Spagna, di la morte del reverendissimo Cardinal de Sivilia : con li reverendissimi Trani, Cesiset Redolii farà P ofìcio. Eri el Pontefice fè ridur la congregalion, dove è sta risolto a gravar le religion de ducati 50 milia, vender feudi de la Chiesia et ca-stell, di qual trazerano ducati 50 milia, et de uno castelo el signor Renzo ha oferlo ducali 10 milia,