521 MDXXXI, FEBBRAIO. 522 253* » telligentia de turchi, non ne parse di diirlo, et scrissi a mio fratello che’l trattasse con lui. E1 qual non ha proposto condition vera o salda di pace e promovea sol uni partili di guerra conira alcuni altri, et non si ha voluto assentir. Et il re li mandò alcuni soi apresso lui, et ritornò con custodia in Yspruch, et con dilla custodia si convene partir per ritornar al re suo, dicendo il re mio fratello ha ragion nel regno di Ongaria, questui scriveva a signori per dimostrasi più grande et ,ha scritto etiam al pontefice, come ha per lettere di Roma. Dicendo ha inzegno vano, Iczier, maligno et molto pericoloso, e di darli poca fede, anzi da schivarlo. Esso oralor disse ut in liiteris. Quanto a li salnitri sollecita la lettera firmata zà in Bruselles, manca la signatura dell’ imperador; come fazi alcuna di le cose dii regno, mi è promesso che si farà. Ozi è partila la Cesarea Maestà di qui, come eri dicea voler far, va su per il Reno in nave a Magunlia, poi in Spira, spera esso orator lì trovar il successor ‘suo. Si dicea dovea indrizarsi per la via di Franch-fordia la più dritta ma ben più pericolosa, va in Norimberg, poi in Ratisbona. 11 reverendissimo Legato va per questa via in altra barca con 1’ impera -tor, io con li oratori, diman si partiremo al medesimo viagio. Il camin per questa Maestà si celerà, et etiam il re di romani sollicila. Il duca Federico palatino si ritornò da Anversa in Alemagna ; ho inleso porlo per nome di principi luterani alcune conditione di accordo, che già in Augusta se li ha-rìa concesse volentieri, stimava che lo imperatore non si partisse cosi presto. Et ha expedito il duca predillo senza più indugiare, el si mise in camino per qui ; nel ducato di Verlimberg col duca scaliato non si sente nulla, ma andando più avanti si faremo più chiari. Di sier Francesco Pasqualigo proveditor di V armada, date in galla a dì 26 decembrio. Zerca le cose di Schiros et Schiali, come sarà qui solo le letere scritte. Dii dito, dii Frodano, a la vela, di -27 zc-ner. La copia etiam sarà qui avarili. Dii dito, di'20, al Zante. Il summario sarà qui avanti. Dii dito, di 24, da Corfù. Come a'di 20 si levò dal Zante, a di 22 zonse de qui a Corfù, dove trovò le galle di sier Hironimo Coniarmi e di sier Lorenzo Sanudo, il cui infelice evento dii secondo si haverà inteso esser caplivo di albanesi zimarioti, la qual galia è senza governo et mal in ordine, la Contarina fa gran acqua et è mal condilionala, ha di bisogno di conza, la farà conzar, è sforzo revederla luta da basso. Il soracomito voria danari, el lui Provedilor non ha di darli. Domino Almorò Barbaro vene a disarmar. La Sagreda è in Dalmatia, aspela il suo disarmar, vien al presente a disarmar domino Zaccaria Barbaro et domino Jacomo d’ Armer, resta sohm con domino Andrea Duodo, sicliè ha dà ordine non polendo andar lui, ha scrito a sier Bertuzi Coniarmi go-vernador dii galion a seguir le galìe di Alexandria. Per la galla di sier Zaccaria Barbaro manda sier Vicenzo Baffo, era retor a Schiros, con la roba et processo con ordine si apresenti a li Avogadori ; et per veder di recuperar il soracomito Sanudo, manda a la Zimera do homeni pratici che hanno parenlà de li, per veder di piar qualche parlilo. Di novo hozi, per via di Salonichi, hessendo a Schiali, se intese, come il Signor turco havea mandato a levar da Salonichi gran quantità di stoppe et seo et calafati, le qual cose si manda a Con-stantinopoli per l’armata. Et come il Signor havea mandato il fratello di Curtogoli per far inlrar li corsari in strelo. Da poi sopra Cavo Mantelo, per una barca se parli da Syo a li 24 dii preterito, dice haver lassato de lì il capitanio Moro con galìe 7 et 3 galìe aspetava di Rodi, il qual vien di Alessandria, et per una fortuna ha perso do galìe sotil in golfo di Satalia et uua galeaza. Zonlo che sarà le tre galìe di Rodi a Syo si dia levar con li ca-lafadi da Syo, per andar a Constantinopoli. Item, esso Proveditor dimanda li sia mandato una an-lena. Nola. Dite nove è in questa lettera qui sotto, scritte in la superior di 24 per eror. Dii ditto Proveditor, di 20, dal Zante, ricevuta a dì 22 fevrer. Come a Schiros era stalo fin 7 et 8 hore di note, per aldir le querele eon-tra il relor, sichè è stato do mexi in l’arzipielago, » che molto li ha rincressulo. È venuti a me nuntii di Tine, dolendosi di molte cose conlra sier Mariu Pixani suo relor passalo, et conlra sier Zuan Pi-xani suo fradelo relor presente, et hessendo andato lì, haria hauto cause per do el tre mesi. Ila scrito a li relori di Candia, ¡usta li ordini di la Signoria nostra, mandi do lì uno consier a sindi-car. Et cussi a camin francese vene a Napoli di Romania, dove sorse un zorno ; a dì 26 sopra Cavo Molitelo trovò una barca partita da Syo, che li disse le nove scrile di sopra. Scrive haver hauto Ire nostre letere, et hozi li a visi dii provedilor di la Zefalouia di esser lì due galìe di Monaco, el in