475 MDXXXI, FEBBRAIO. 476 dori, riavessimo ancora il diio retoro haver ammanate molte meretrice publice, quando intendea essersi impaciate con huomeni, et ancora da alcuna di queste meretrice ha ver voluto mezo il guadagno, cosa vituperosissima ; et haver ancora dito retore condanaio uno povero maestro de scola, ducali quaranta, che altro non havea al mondo, oponendo-gli che havendo esso retore fato scriver da questo maestro di scola lelere in greco al subassi di Stali-mene et in altri lochi che non mandassero frumenti a Schiro, essendosi questo scoperto, il relor mandò a chiamare costui et li disse : Traditore, tu mi hai scoperto, io te ne pagherò come tu meriti. Et lo fece metere in prigione, dicendoli : lo voglio che tu paghi ducati quaranta. Et il meschino, non havendo il modo a pagare così presto, havendone pagati parte, lo squassava, pigliando scusa che per altro il squassava. Gli dieea : Trova presto li danari altramente li farò morire in prigione. Et il povero ha dovuto vender luto quel che havea per pagar diti danari, et va per tal causa mendicando a le porle, cosa di grandissima compassione. Haveudo haute le debite et conveniente iustificationi, et consideralo ogni cosa da considerare, sententiassimo che ’I retore dovesse restituire li ducali quaranta, quali havea tolti indebitamente a quelo povero maestro di scola, et cosi di le condanason fate indebitamente et secretamente facessemo refar queli poveri, et esso relore in nostra presentia ha resliluido dinari volontariamente, indebitamente tolti, come a par per li libri di la canzelaria. Fu rescrvato conira di lui ogni prociesso criminale. Fumo ancora date altre querele. Come andando in casa dii relore una povera giovane donzella per alcuni servitii, il dito 232* relore la condusse in una sua camera, et mandata fuora una sua femena, per forza ebbe da fare con la dita giovane carnalmente, a la quale non giovava cosa alcuna il piangere et ondare, caso di grandissima imporlantia. Aule le convenienti iustificationi, sententiassimo che a la dila giovane fosse pagala la dote, secondo la sua condilion, quale dote fu ducati cinquanta, reservando eie. Fu edam data querela, che havendo il relore per alcun .tempo tenuta una femina, et havendola poi lassata, gli parenti di dita femena volendola maritare, gli parse domandar li-cenlia al retore, il quale gli dele bona licentia, quali poi messero ad ordine le noxe. El essendosi una sera sposata, et dovendosi la note acompagnar col marito, et hessendo tuli gli parenti a loia, il relore gli fece fare comandamento che la noviza dovesse andar subito da lui in palazo. La qual andata con alcuni de li soi parenti, il retore, mandali fuora li altri, la tenne in palazzo, et sino ad hora la tenea ancora contra il voler dii marito, cosa di grandissimo vituperio a uno magistrato. Et se noi vi vole-simo scrìver tute le querele che habiamo haute di questo retore, non ne basterebe uno quinterno di carta ; ma pensale che siamo stati giorni trenta-trè ad aldir queste sue quarele, nè mai habiamo fato altro, et ancora ce ne son rimaste assai, quale habiam rimesso al successor suo. Per le qual cose ci è parso non poter far altramente con iusticia, che rimover il dito relor di l’officio, el così l’hab-biamo rimosso, mandandolo a lì signori Avogadori con il suo processo. Et ancora che nostra natura non sii fare dispiacer ad alcuno, et specialmente a gentilhomeni, et Dio sa con quanto dispiacere hab-biarno aldilo le querele fate conira di lui, pur manco male ci è parso fare dispiacer a lui con ragione, che a Dio et a la iustilia et a la illustrissima Signoria, la quale non vole che simil deliii rimangano impuniti. Et in loco suo habiamo messo il nobil nostro missier Zuan Aloyse Moro dii magnifico missier Lorenzo. Et perchè in easa dii relor furono trovati alcuni cavezi di pano et alcuni yerri et savon, quale vendea, gli habiamo tolte dite robe secondo la leze di la mercanlia dila di sopra ; ma non è cosa che imporli ducati 50, la pena non è stata scossa, ma l’habiamo rimessa da poi la sati-sfation di queli che habiamo senlentiati. llora se pensa che ijon gli sarà tanta di la sua roba che sa-tisfaci ogni cosa, et havendo lui nascosti tuli li danari soi, se gli hano sequestrate tute le robe. Molte altre mercanzie se gli sono trovate, come tele, cere et sede, quale non habiamo voluto luorle, benché con ragione lo potessimo fare. Ma perchè 11 capitoli dii loco li concedono che mesi 8 avanti il compire dii suo rezimenlo possino investire li soi danari in robe da trazere, et ancora che fossero al compire mesi 10, non habiamo voluto procieder così rigorosamente. Et Dio volesse che con onor nostro ha-vessimo potuto far 'di non farli dispiacere. Non altro. Da poi fossemo expedili da Schiro, havendo 233 pur hauto alcune querele contra il magnifico missier Marino Malipiero retor di Schiato et Scopello ; andassimo a Schiato, che fu a li 8 de decembre, .et formalo sopra ciò processo, el con diligenlia exa-minali li testimoni, fo trovato il dito retore ha ver dii mexe di setembrio proximo passato armali alcuni bregantini, et queli haver mandati in mare a cigliar uno certo navilio di mercan lie lurchesche,