123 gnoria nostra, fo esaminato de plano. El loro dicono, al tulio volerlo far apichar. Da poi disnar, fo Conseio di X con la Zonta, el preseno di tuor da la Zecba ducali G000 per pagar i creditori di fornenti, non a queli hanno comprato, con li 3 quarti di le bailóle, el fo ubligà alla Zecha il dazio di le gállete di Vicenza. Fu preso che le cose di le Raxon nuove, di certi inganni falti, sia comessi a sier Cabrici Venier et compagni, Avogadori extraordinarii. Fo scrito al rezimenlo di Cypro, zercha fermenti, ne mandi più quantità i poleno, e mancho orzi. Fo scrito al Tiepolo, orator cesareo (sic). A dì 9, la matina. Fo lettere di Boma, di V orator, di 4. Scrive, l’abbate di Farffa, di caxa Orsina, erra intrato in Vicoaro, castello che erra suo, unde il papa à auto dispiacer, et fa 600 fanti per mandarlo a recuperar. Scrive come il papa à auto l’aviso di la seconda rota di Sguizari lutheriani, et havia parlato a lui orator, dicendo, la Signoria e li altri potentati li doveria dar ajuto a li carolici, per esser cosa di grandissima importanza, et cussi li altri principi, aziò la guerra stesse di là. Replieha, si doveria aver risposta di la intelligentia. Item, che I’ ha inteso che, morendo il legato, la Signoria voi dar la caxa al ducha di Ferrara, et che la non doveria far questo verso Soa Beatitudine, ma aspetar si vedesse de iure. Con altre parole, sicome scriverò qui avanti. Da Iluigo, dii podestà e capitanio, di 7. Come questa note a hore 3 il Po rompete alla Frasinella in uno loco ditto il Quarto di Venante, dove rompete I’ altra fiata, e sono andate sotto le Salvadege. E, avanti si rompesse, l’aqua erra uno pè sora li arzi'ri e si leniva con arzereti e, fato la rota, calò l’aqua da horre 3 fin 8 più di un pè e mezo, e tultavia va calando. Si poi sperar, la Sca-doara, Canda, Vespara e Fralesina siano fuora di pericolo; a la Selva romperà; a Pontechio fato bone provisione II zndexe de Pontichio voria taiar l’arzere di la Polesda, perchè, s’el Po calasse, le aque sborararia, il che saria ben di Pontichio. 11 Po talhora eresse do e tre pie’ in un subito. Da Milán, di sier Zuan Baxadona el dolor, di 29 octubrio. Con avisi, a dì '23 di novo Sguizari catholici e lutherani è stali a le man, e catholici à vinto, come apar in le lettere qui avanti poste. Il questa mattina il Serenissimo fo strelo con li Consieri per certa materia importante, et non è di 124 Stado, e lerminono far Pregadi per chiamar Consei) di X con Zonta di Colegio solamente, et li Cai steteno assà iti Colegio, chiamali da la Signoria, e ordinà Pregadi e Conseio di X. Fo etiam Colegio di le Biave per certo mar-chado si tratta, qual si poteva far a lire 8 il staro, bora voleno lire 9, ma nulla fu iato. Si dice, è di stara 50 india, di Cicilia ; et uno altro, di stara 20 milia, di Palras, la Morea et quelli luogi. Da poi disnar, fo Pregadi, et lele le lettere so-prascrille, et di più una dii re d’Ingaltera scrive a la Signoria dii zonzer lì domino Carlo Capello oralor nostro de lì, qual sempre lo vederà volen-tiera, et lauda domino Lodovico Falier che in quella legation si ha portato benissimo, et è amato da tutta la Corte, qual vien a repalriar et lo ricomanda. Lettera latina assà bella. Di Cataro, dì sier Beneto Valier, retor e provedador, di.....setembrio, fo leto una lettera. Come quel emin di Castelnuovo li ha mandato do soi li a dirli, Modon esser stà preso da le galìe di rhodiani, havendo la guardia dii mar la Signoria nostra, et ha inteso voleno venir a tuor quel locho. Lui ha redopià le guarde e aricorda, bisognando, si fazi il dover come voi la paxe. Da Milan, di Y orator nostro, di 29 octu- 56 brio Come hozi è venuto nova, per lettere di Be-linzona, di 27 di l’instante, di Jacomo Fer, Henrich Portuor et Jacomo Ampro al reverendo Verulano nontio pontificio, che scriveno, li Sguizari, 10 milia, bini a borre 22 da sera, sopra la montagna de Zu-rìch, haveano combalutto con li soi inimici lutherani et hanno auto vittoria, tolto pezi 11 arlellaria grossa da rota et bandiere 4, una de Zurich, San Gaio, Tergovi, et do de Chamberg, nel qual confido è morta assà gente hilherana, e più che l’altra fiala, rispetto la notte che non hanno posulo salvarsi. Il modo è stato che li christiani Svizari si vestirono di tante camise, et sopragionli a l’impensata li deteno la slrata soprascritta, forsi ¡[istruiti da yspani quando se ritrovavano in Italia. Non restano li 5 Cantoni, con lettere a questo illustrissimo signor duca e al nuntio pontificio, che li par che sia di auclo-rità apresso loro, usar instantia di haver aiuto di danari et gente, et mostrano di temer mollo li grossi soccorsi che sopragiongeno ogni zorno a lutherani. Per lettere dii Tegio, secretano di questo illustrissimo Signor al serenissimo re di Romani, di 13 da Spira, si ha, la dieta è stata differita alla Epiffania proxima a farla in Ratisbona: dove si tien che, movendosi questo anno futuro le cose tur- MDXXXI, NOVEMBRE.