169 Jiarbaniae, Cavìae et Serymiae », et scrive che la vieti di la Corle di Pranza, el voi venir a basar le mano al Serenissimo, el li dirà cose impor-lanle. Il Serenissimo, consultato con la Signoria, (rispose) venisse quando li piaceva, l’aldiriano volunliera. Questa donna è alozata a 1’ hostaria ; fo moier di uno, come lei dice, nominato .... In questo zorno, in !’ hospedalelo di San Marco, dove leze prè Batista Egnatio, domino Jovita..., lezeva a Vicenza, condutto per il Conseio di X a lezer alla Canzelaria con ducali 120 a l’anno, fé il suo principio licet fusse gran pinza, et principiò le oralion di Tulio, et .... et fo con pocha sali-sfation de quelli di la Canzelaria che lo udileno ; iamen poi andò miorando a lezer. A dì 22, la malina. Fo balotà in Colegio uno governador in Candia, et rimase domino Zuan Tie-polo qu. sier Marco, erra a la custodia di Lignago con fanti 25, di... . baiale, da domino.... (Hi-ronimo) Diedo qu sier Zuanne. T)a Milan, dii Baxadona, dolor, orator, di 13. Come di campo nulla c’ è di novo. Et per lelere di cinque Cantoni di Sguizari chrisliani, di 6, al reverendo Verulano nontio pontifìcio, quelli co-messarii ringraliano soa signoria di danari mandali e provision di gente, pregando a perseverar, el si lien sia per seguir acordo tra lhoro. Domino Francesco Fondra (Sfondrati) dotor, orator di questo illustrissimo Signor, è partito e va a Sguizari per veder siegua ditto accordo. Avanti beri gionsequi uno, venuto per le poste da Yspruch, per nome dii serenissimo re di Romani, con letere credential al signor duca, et lo à prega a dar aiuto di viluarie a li cinque Cantoni. Li ha risposto soa excellentia, mai non ha inanellato nè è per manchar di darli, et eh’ el desidera la viloria di Cantoni chrisliani. Di Lecho et Mus non c’ è altro, salvo eh’ el ni’ è slà dillo, quesla riolle è stà sublevalo fora di aqua 5 bregantini, el quelli armali, et non è slà sentili da le barche di questo Signor, et li portorono in Lecho, cosa che molto ha dispiaciuto a soa excellentia. Si dice die per il fiol di Mareho Sii, cugnalo dii castellali di Mus, si feva genie per liberar diio caslelan di l’asedio. Questo illustrissimo signor non è tornà ancora da Vegevene ; è solo lì con la soa fameia, e si lien non tornerà fino non zonga il Taverna, stalo orator alla Cesarea Maieslà. Dii ditto, di 15, Come ozi sono lelere al reverendo nontio pontificio da Zuan Batista de Insula. Scrive che, bavendosi fato inaliti Sguizari lulherani et inlrato in li confini di le forze loro et de Grisoni, 170 in l’alito canlo metendo le gente di cinque Cantoni calholiei, di mezo si liaveano messo, a bora si hanno retirati. El sono letere dii campo, di 5, a merca-danti, che i sono venuti apresso Zurich, aproxitna-tosi mia 3. In quel locho non è guadia, per esser andati lutti in campo, et sperano di far qualche bon effetto. Questo è acordato perchè Grisoni, aproxi-mali a Burgo et Veze, hanno ritrova alcuni accordi falli, per li qualli pare che non possono esserli con-Irarii a molestar quelli loci, sichè da Grisoni vieti ad esser aperto quel passo, et Grisoni hanno pensato haver falto mal abandonar la Vallolina, dubitando che da quella parie yspani li possano offender, perche sono rilornali adielro. Di accordo non è ordine alcuno ; la causa dice non polnr scriver, per convenir scriver in presa. La intenlion di cinque Cantoni è che li otto lulherani si faziano chrisliani, il che dislurba lo accordo, apresso che, per altri, è impedita la composition de diio accordo aziò quelli traila non sia causa di farlo. A di 5 gionseno 400 archibusieri in campo de li cinque Cantoni, el ne zonzeva di allri. È slà inviali in diio campo li 3000 ducati mandati da Roma, auli da li reverendissimi cardinali, con il scoso fato in questo Slado per il nontio pontifìcio, il qual solicila il scuoder, ma il danaro è dificile a poterlo aver. Il nontio dii re di Romani si ha doluto con questo illustrissimo signor duca che l’babbi dato aiuto alli 8 Cantoni. Per soa excellenlia è slà justifichà non esser la verità ; il (ulto per uno secretano dii duca li è slà falò intender, eie. Da Verona, di sier Ferigo Eenier, podestà, et sier Lunardo Justinian, capitanio, di 18. Come, da poi le altre sue, per relalion di nostri ho-meni venuti di là di Po, inlendemo, la cavalaria de li cesarei lutti esser alozali a la Mirandola, Concordia et loci circumvicini, con fama di levarsi e andar in altri alozamenti. La fantaria si erra spenta tutta armala verso il parmesan el piasentin. Poi, per il rilorno di uno dii signor Cesare Fregoso et per diverse vie, in conformità si ha che parie di ditta cavalaria erra pasala Po el alogiala nel stato dii signor Cagnin de Gonzaga, Cazuol, Castel Zufré el1 altri loci sopra le rive di Po,* per passar di qui so-lutti per visitar la marchesa di Vegevene. E da ogni parte inlendemo che una parte di le fantarie die passar Po per alogiar ne li loci di questi Gon- 78 zageschi, dislribuili per lutti li soi Stali, el da alcuni inlendemo chi voleno etiam alozar a Gambara el allri loci Gambareschi sopra el brexan. Havemo li noslri horneni fora e di qua e di là di Po; quello MDXXXI, NOVEMBRE.