87 MDXXXI, OTTOBRE. 88 rie et veneno galle 7 et 4 fusle che erano ascose drielo Sapientia, et inlrorono anche quelle a Mortoli, dove tutti quel giorno et domenica et luni fino a P hora de compieta aleseno a sachizar et tagliar a pezi homeni et donne, grandi et picoli, et portar la preda et li botini sopra l’armarla, et se parlirno arbnndonando la terra. Dove poi el sanzacho venuto, tutti quelli da Modon che trovò, che fumo fuora di la terra et che se butorno zoso da le mure, fece tagliar a pezi et mandete a chiamar (utti li spachi et timarali et altre gente de 39* arme dii suo sanzachato che tutti debbano andar a Modon, et cusì alla giornata vano persone asai, et elicmi havea fatto prender lo agà predillo, et falolo metter in ferri. A dì di lo. Deposi tion di Andronico . . A dì 25, la malina. Fo lettere di Roma di V or nior nostro, de 21. Come l’orator cesareo erra sialo dal papa suplicando fusse contento che li fanli ha in Reame, ot l’anno molli danni, li debbano far venir a slanziar su quel di Parma el Piasenza. Al che il papa disse non li pareva il dover queste altre andaseno a ruinar quelli populi, et che li haveano pagate fin 20 zener. Vene in Colegio Io episcopo di Chieli per la differenza di lo episcopo di Verona con li canonici, il qual lui fo quello li accordò ; el il Colegio ha voluto saper da soa signoria come passa la cosa. Vene P orator Cesareo insieme con il governa- dor Cesareo stato in Modena, chiamato...... (Pietro Zapnlo de Cardonas, conmendator di Mirabello) et insieme introno in Colegio. Vene P oralor dii ducha di Ferrara, venuto di Ferrara, dicendo, il suo signor ducha, oltra le lettere scritte, di novo ringratia questo illustrissimo Slado, el à auto Modena, el voi esser bon fiol et servilor. Da poi disnar, fo Colegio di Savii ad consulen-dum, per scriver a Roma verba generalia. A dì 26. La matma, fo gran vento, e tulio il zorno. Non fo lettera alcuna da conto. La Signoria dele audientia et li Savii si reduseno a consultar di scriver a Roma. Da poi disnar, fo Conseio di X con il Colegio di Savii, in maleria di biave, atenlo le biave è cresute; di lire 7 soldi 4 valeva il staro è salii a lire 8, perchè non si vede venirne da mar. Item, fono sopra una gratia de uno, al qual li fo cava un ochio e laià una man et bandito con laia, e venendo li sia cava P altro ochio e taià la man, et è sta preso, il qual voi accusar un caso enorme di uno asassinamento fato 4 mia lontan di Padoa per alcuni villani di uno, e l’hanno sepulto in caxa loro etc., hor fo proso che s’el dillo darà questa notitia, da esser conossuta per questo Coliselo, che sia asollo di la pena secunda. Fu posto una gratia di sier Silvestro Trun qu. sier Maffio, fo bandito per conlrabaudi a star in questa terra, hor voria andar in Padoa et pa Ioana et Trevixo et trivisana. Ave una ballota de si, 3 non sincere et 11 di no ; et fo preso di no. A dì 27. Se inlese, il legato star al solito, alquanto ha ripossato questa note, ma per iuditio di medici et di domino Beneto (Matteo) da Corte dolor,— lezeva in medicina a Padoa con ducati 600 a P anno, ha compito la ferma, et il papa voi vadi a Roma, et cussi è venuto qui a luor licenlia dal Dominio; suo fradellodomino Franceschin da Corte resta, qual leze a Padoa in leze, con ducali.... a P anno ; — hor ditto Corte, è stà col Augubio a visitar il legato, conclude morirà certo; ha la febre continua et non poi scapolar. Vene P oralor di Ferrara, pregando la Signoria, justa la promessa fatta al suo Signor, che, morendo il legato, siali data la caxa, ditta del mar-chexe, a mi vicina, dove esso legato habita, et il ducha, zoè lui oralor, scuode il fitto di le caxe da basso. Il Serenissimo li disse, non è tempo, ma sequendo la morte non si mancheria di far il dover etc. Vene il Galelo, nontio dii papa, instando etiam lui di la caxa predilla, dicendo, il papa la concesse a questo legato in vita ; morendo, 1^ ritorna a la Sede Apostolici«. Il Serenissimo li rispose, non è ancora sequido i) caso el si vederia. Da poi disnar, non fo ordinalo nulla. A dì 28. Fo San Symion. La note piovete 40* assai, et la malina in Colegio vene lettere di Milan dii JBaxadona orator nostro, di 21, con avisi di uno altro condito fallo fra 30 milia lutheriani el 20 milia catholici, et li catholici li hanno vinti con morie di molli capi, ut in litteris. Item, di Mus, sicome scriverò qui avanti. Et sier Piero Mozénigo, savio a Terraferma voleva Pregadi per scriver a Roma, tamen il resto dii Colegio non voleva, per esser ozi ponto di stella, et fo indusiato a farlo da poi doman. El legato sta malissimo, la virtù persa, et non puoi tuor alcun restauro ni rigòvro, sichè morirà. Da poi disnar, fo Colegio di Savii, ma pochi si 'reduse per non esser da far nulla. Il tempo è al sirocho, in Istria sono 12 nave di chebba et 20 altri