285 MDXXXI, DICEMBRE. 286 la (ralla di le vituarie l’havea venduta et non ne poteva dispónere. Quanto a le cose di la religione scrive, li cinque Cantoni erano per mandar ambasa-dori a Zurich con speranza che havessero lutti a ritornare alla vera ed indubitata fede. È ritornalo domino Francesco Sfondrato da Svizari : riporla che dove li 5 et li 8 Cantoni prima si dolevano di questo illustrissimo signor duca, borra per la juslifì-catione datoli si sonno aquietali tutti, e spera quelle cose habbino ad sortir bono exito et che ogniuno habbia a abraziare la vera et perfetta religione. Questo illustrissimo Signor è stalo di oppinion di far lega con li 5 Cantoni propostali, ma havendo poi consideralo che quando la fosse ben in confedera-tion con Ihoro, in caxo ch’el Chrislianissimo si volesse servir di una banda di svizari per qualche suo disegno dando grande summa di danari saria da essi servito o con voluntà di soi superiori o senza, e la liga si saria di gran spesa et poca valiludine, perhò ha mutato proposito de intrare, e star in ottima amicitia et vicinanza con Ihoro. Per lettere dii Gelino, di la Corte Cesarea, di 21 et 25 dii pasalo et 26, si ha che alli 15 di questo Cesare si dovea partir per Ralisbona, e la causa di tal dilatione è stata per di-sponer li principi di Alemagna ad andare in persona, essendone alcuni che remavano andarli. La causa di la dieta è stata per il duca di Baviera et uno suo fratello, li qualli mai hanno dato obedienlia al serenissimo redi Romani, et venendo alla dieta, ove non polrano recusare per esser vicini, si tien che non haverano più ad recusare di darli ubedientia. È pervenute lettere qui di la Corte predilla, di 25 da Bruxeles, al signor duca, prima capitate a le mari dii marchese dii Guasto, el qual le ha indrizale a soa excellenlia, per le qual Cesare lo prega sia contento che parte di le sue gente che sono in Italia, qualle non posono più alogiare dove sin’horra hanno alogiato per manchamenlo di viluarie, possi alogiar sopra il suo dominio, dovendone alogiare etiam sopto quello di Nostro Signor, sopra il Ferrarese et sopra il Mantoano, maxime che 1’ exeralo è disciplinato che dove el va non danno nocumento alcuno. Da Roma si ha che Nostro Signore havea mandalo al Chrislianissimo l’abbate Negro per juslificar le cause per le qual Sua Santità non poseva venir 136* allo abochamento con Sua Maieslà. Olirà di ciò che il conte Guido Rangone debba essere il capilanio de ventura designato per francesi, per il che esso conte ha mandato uno suo in Franza. Scrive quel Panezono, secretario di questo signor duca in Svizari, al reverendo Verulano, da Zurich a l’ultimo dii passato, che le atione di Sua Santità in quelli Iralamenti di Svizari sono siate di tanta satisfatione alli 5 Cantoni che di magior non hariano possulo esser, et il medemo scrivono essi cinque Cantoni, per lettere di 5 da Zug, ringratiando Sua Santità di le operation fate a beneficio suo, pregandola che la sia conlenta mandarli quella maior summa di danari per satisfar a li pagamenti di lo gente italiane, di le qual si tengono ben serviti, indirizandoli a loro cinque el non ad altri, li quatti sperano el desiderano esser remunerati da li principi chrisliani per il frutto che pertengono aver fato in questa guerra et le spese fate per lon. Di Leclio non si ha altro se non che il Visterino faceva condur quelle artellarie che sono in campo solto il ponte per balerlo. Da Crema, disier Antonio Badoer, podestà e capitanio, di 20 decembrio, ricevute a dì 25. Ozi è ritornati li mei nontii, mandali per intender li andamenti de li yspani. Riportano, li yspani e-.ser alogiati a li solili alozamenli, et ch’el marchese dii Guasto luni pasalo parlile da Corlemazor, andato ad alogiar al Borgo San Donino dove prima erra alo-zato, e non ritrovarsi fanti piùalozali di qua da Po. Da Sibinico, di sier Bernardo Balbi, conte e capitanio, di 8 di V instante, ricevuta a dì 23 ditto. Eri, gionto fu il magnifico Muralh cliie-chaia a Scardona, mandai il reverendo pre’ Zorzi suo fratello a trovarlo, el qual andò volentieri per servir la Signoria nostra, et ozi ritornalo riporta che, poi molle richieste fatte esso Murat di novo primo motu el si fece alquanto difficile, al tandem, disse che certo alla excelsa Porla si tralava accordo con il Sopliì, et che expeclavano di giorno in giorno l’oralor dii ditto Sophi per concluder, qual senza dubio harebbe a seguir, affirmando che per il serenissimo Signor turco si faceva et per mare et. per terra grandissima preparation, et che a tempo novo over passarebeno alla volta di Viena over in Puia, ma che esso Muralh judicava più presto si facesse tal preparation per la Puia che altramente, promelendoli che quando sarà il lempo et harà più zerteza di tal negotio che sempre li farà intender il tulio, aziò el mi possi dar notizia el io dinotar alla illustrissima Signoria. Nos post hac nominatorum gratiosissimorum ac jgy graliosorum dominorum nostroruui cum plenaria polestate missi oratores, videlicet nomine inclitissimi et excellenlissimi principis et domini domini Franci-sci Francorum regis eie. Johannes de Langach epi-scopus danaranchensis prefati christianissimi regis