305 MDXXXI, DICEMBRE. 306 Rebalotadi Sier Marco Barbarico, qu. sier Bernardo qu. Serenissimo . . . . 138. 96 f Sier Andrea da Molin fo cao dii Conseio di X, qu. sier Marin . . 145. 91 » A dì 31, domencga. La malina il Serenissimo udite messa in capella vestilo di veludo..... poi venuto in la sua camera con li consieri soli, iusta la parte di cri, con grandissima credenza lato venir li oratori di l’imperador, li comunicoe la lettera eie. aciò avisasse di questo Cesare. Da poi Soa Serenità fato heri invidar li deputati al pranso a compagnarlo a messa a San Zorzi, el cussi senza altre cerimonie, ma ben li oratori imperador Franza, Anglia et Milan, il primocerio et il Poi da Cataro arziepiscopo di Nicosia, procuratori sier Jacomo Soranzo et sier Andrea Justinian soli, et oltra li censori, 37 di quelli fo al pasto, et do che non fu sier Hironimo Malipieroqu. sier Jacomo mai più stalo con la Signoria el sier Hironimo Mar-zello qu. sier Antonio, ma ben sono di Pregadi, el vi fu sopra li altri il maio di triumphi sier Velor Morexini da San Polo. De Ingalterra fo lettere di sier Carlo Capello orator di 27 novembrio da Londra et 11 decembrio. In la prima scrive come ha ricevuto le lettere di la Signoria di 12, et per allre sue scrisse la licenlia otenuta, di le lane, per suedi 20. Eri questa maestà bave avisi di Germania et di Franza come il duca di Saxonia era acordato con Cesare et ritornato alla fede calolica, et che il Chri-stianissimo havia acordali insieme tulli li cantoni di Svizari, con obligation di dar a quelli scudi 150 milia a l’anno oltra l’haver speso in dillo accordo scudi 50 milia. Da poi disnar fo gran Conseio. Vene il Serenissimo, mancò sier Sebastian Justinian el consier. Fu falò podestà a Verona sier Marco Loredan fo cao di X qu. sier Domenego, patron a l’arsenal sier Antonio Donado è di Pregadi per danari qu. sier Bartolomio, et 3 voxe, el andò zoeo per l’bora tarda 4 altre voxe. Fu posto, per li Consieri, una parte, poi leto parte dii capitolar di avogadori di Comun quali po-leno dimandar che conseio voleno pur che i creda venzer. Item, la parte presa 1313 a dì 31 mazo che non si poi dar il Conseio di setembrio fin Pa-sqna zoè da San Michiel a Pasqua si non da malina, 1 Diarii di M. Sanuto, — Tom, L V. el però tulli 4 consieri messcno non obstante questa parte dar il mazor conseio a li avogàdori extra-ordinari sier Anzolo Cabrici et compagni, per menar sier Polo Nani et li altri ut in parte. Et nota. Sier Polo Nani era cazato, la messe sier Nicolò Bernardo, sier Hironimo da Pexaro, sier Lunardo Emo et sier Pandolfo Morexini. A rincontro sier Alexandro Bon, sier Zuan Barbarigo, sier Hironimo Sagredo cai di XL feno lezer una parie di darli le Quaranlie per non disordenar la terra, et venendo a questo Conseio si stava 5 rnexi et è 800 carte di processo, poi quelli hanno tolto li danari di la Signoria non vien menadi in questo Conseio eie. ut in parte. Et li diti avogadori sier Anzolo Cabrici, sier Alvise Badocr et sier Stefano Tiepolo andono a la Signoria dicendo li Cai di XL non polevano aslrenzcrli andar in le Quaranlie, non volendo loro avogadori andar. Hor li consieri 4 terminono potesseno metcr che parie voleva essi Cai di XL. El sier Alvise Badoer sopradilto andò in renga dicendo per 5 raxon voi menar questo sier Polo Nani stalo provcdilor zeneral in campo, ladro pu-blico, et li altri, et oppugnò a la parie di Cai di XL, dicendo it processo è zerca 600 carte e non si le-zerà le cosse impartinenle, nè si starà 5 mexi ma manco di un mexe, e che l’avogador ha autorità e si ben è sta principià un caxo in un Conseio, li avogadori poi andar a un Conseio mazor pur che il creda venzer, con altre parole exclamando da vero avogador; et venuto zoso andono alla signoria, nè fo mandà la parte perchè li consieri li disse li dariano il Conseio grande la malina, et restono salisfali : et fo dillo doman a 8 zorni da malina se li darà questo Gran Conseio per questa causa. De Ingilterra di sier Carlo Capello orator di Londra 16 et 24 novembrio. Come eri gionse qui domino Gioan Lasino secretano di Cesare, il qual, e li zorni superi vene di qui monsignor Dangius scaziato da sua moier la raina di Scoria sorella di questo Serenissimo re, da la qual è sialo veduto gratamente et appresenlalo el sla apresso di essa Maiestà. Dii dito di 24. Scrive la cagion di la venula dii secrelario è sta per adatar tutta la differenza di privilegii che questa maestà pretendeva de ampliar per la Fiandra, el udite le ragion Soa Maestà si Iia aquelato. Eri, essendo stalo il re da zorni 15 a Granuzi, andò in Alicort per cagion di la pesle la qual hora è alquanto rimossa, ma questi zorni passali qui in Londra ne mori da 300 in 400 alla set- 20