415 MDXXXI, GENNAIO. 416 sua propria, el subilo in quella noie feceno molle momarie el allre cose di alegreza. Item, P ambasatore se comenzò aparechiar in quelo giorno in la sua casa davanti la porla Travera de Nostra Dona del Sablon, et dele ordine che subito fusseno missi segnali di festa con fochi ne la torre di la chiesia, come per le strade intorno intorno in gran numero di barili de pegola, che agion-gevano per fin al palazo di P imperalor per dove doveva venir Soa Maestà al bancheto, et così mandole a spazar la piaza che era intorno a la sua caxa et farla piana, el nel mezo di essa piaza fece metter uno alboro et una grande fogara, idest uno gran monte di legne, come in simel feste si costuma, el a la intrada de la strada che si principiava subito de la sua caxa fece metere doi archi lavorati a P antiquo, et di sopra le arme di Portogaio et quele di la regina da banda destra et sinistra, et così pure a lo altro capo di la strada uno altro simile arco, et di sopra il portale le mederne arme di Portogalo, et per tuta la strada fece gitare sabia per li cavali che havevano a corere el giocar a le cane. Sopra la piaza fu messo cento code di arlellaria et 21 altri pezi di arlellaria Ira grossa el piccola, et nel primo meler dii foco si rupe atomo per le caxe molti vedrazi, nè anche per questo Io ambasatore lassò di far trazere le arlellarie et code, però mau-dò uno bando che lutti queli che haverano hauto danno fusseno satisfali lina a uno quatrino, et cosi pubicamente lo fece fare, così etiam per segurtà de le persone. 202* Item, dentro in la caxa per havere più loco a fare lo bancheto ordenò lo ambasatore eh’ el fusse gitalo per terra uno pezo di muro, et di due caxe se ne fece una, aziò che lo imperalor mangiando in una de queste vedesse quello si faceva in P altra, dove havevano da mangiare le dame. Item, le ditte caxe furno tapezale tulle di lape-zarie mollo riche, et dove lo imperatore haveva a mangiare si fece uno cielo de lapezarie d’ oro, che per esser così cosa excelente et che mai s’é visto una simile, fu molto guardala si da lo imperatore come da quelli che erano venuti al bancheto, et a le fa-neslre dove lo imperalor haveva a star a veder il gioco di le cane et torniamenli fu messo panno di veluto verde et bianco. Item, vi erano sei trombetti portugesi vestiti di verdeet bianco con bandiere di seda el spere indorate et 12 homeni che fevano alcuni atti differenti di qupsli paesi et 13 homini che facevano una d.?nza . di spada, tutti questi vestiti di bianco et verde, et cimbari depenti et banderole di seta, li quali dal giorno ehe gionseno in ques'a terra hanno dato gran alegreza el instrumenlo a la festa per li modi strani et novità che in essi havevano, li quali adunavano molte gente per ciascheduno loco dove andavano. Item, al martedì a bore 4 da pò mezodi, si partì lo anibasadore di la festa per andare a palazo a levare lo imperatore et regina et damisele, el avanti di esso andavano li 12 homeni et Irombeli, et danza di spade ditto di sopra, dii che lo impera-tor hebbe gran piacer di vederli per esser cossa nova, et venirno cossi con Sua Maestà giocando lino a la festa dove si comenzò ad impiar li fochi ne la torre di la chiesia come etiam per le strade, et così ne la piaza apresso a la caxa el sonar le campane di la principale chiesia, et vene lo imperator con il principe et P infante et regina Maria et damisele, et furno ricevuti con mollo tirare de arlellarie et molle rochele et code di foco, che per tal festa erano parechiate in gran numero. .Item, intrò in caxa a le 6 hore el in tre fochi di camini si gito molti fassi di canella di la qual le dame et altri di queli signori pigliavano et portavano via quanto volevano, subilo se misse lo imperalor a la faneslra per veder il gran foco et li altri fochi dii che era luto illuminalo, el venero queli che bavevano de giocare le cane, la mila a la moresca con la tarcha et la lanza, l’altra mila a la tur-chescha, che erano 15 per parte, et rompeteno le lanze corendo P uno driedo l’altro in terra, dove uno di queli easchò et subito comenzono a corer P uno conira P altro et scaramuzar con torze acese, et lassate le torze, io loco di cane preseno alcuni vasi di terra colla pieni di semola che si rompevano con gran bastonate che sì davano P uno con l’altro. Questo durò da zerca hore due, dove lì erano geu-tilhomeni spagnoli di corte, il conte di Altemure, don Michiel di Velasco et don Alvise da Gonzaga et altri molti signori. Come fu fornito questo, non tardò molto che subito non venisse li toruìadori che erano 10 per parte, il quale torniamenlo si fece ne la corte deulro di la caxa dove era uno solaro dove si gelava fogeti et molle rode di fochi, et così sopra uno alboro vi era uno castelo di foco con uuo barile di pegola el qual si prese da sua posta, et così in quello intorno se lorniò. Questo castelo gito molti fogeti el rode di fochi et altri fochi strami in gran numero et con gran furia che fu una cosa molto superba da veder, et questo faceva dar magior bolla a li torniadori.