323 MDXXXI, GENNAIO. 324 vai ducati 80 il mier. si vende in Rialto ducali 2 il miro et in le contrade è gran penuria. Fo varie opinion, et de levar il cargo a li signori di la Ternaria et farne do per contrada col piovati, crescer P oio per Ternaria a soldi 7 la lira, et su queste cose si stele fino bore 3 di note. A dì 10. La matina non fo lettere alcuna. Li Sa vii si reduseno a consultar, e la Signoria de’ au-dientia. Vene l’orator dii duca di Milan, dicendo havcr lettere dii suo signor, di......... Come à auto aviso certo esser venuti alcuni capitani in terre di sguizari per asoldar bon numero di sguizari per andar a l’impresa di Zenoa. Item, che F acordo col castelan di Mus si tratta et si tien si concluderà. Vene l’orator dii duca di Urbin per danari per pagar le zenle tien il suo signor duca etc. Noto. Eri malina in Quarantia criminal, per li avogadori di comun, parlò sier Filippo Trun, fu preso : che uno pre’ Zuan Piero venelian da Toreia qual è sta relenuto, sia ben relenuto, e colegialo eie. col piovan di....., in locho di lo episcopo di Padova, incolpado aver revellà la confessioti di uno el qual dovea esser squarta per la sententia fata alias contra di lui etc. Audeno et questa con-fession revellò a uno per lire 100. Item, non voio restar da scriver uno caso se-quìto il mese di ........... Fu posto, per li Savii dii Conscio el Terra ferma, una lettera a sier Nicoiò Tiepolo el dotor orator nostro apresso a l’imperador, videlicet zerca Ira-tar la pace e concluder col re di Hongaria eie. Et sier Luca Trun procuralor, sier Jacomo Soranzo procuralor, sier Gasparo Contarmi savii dii Conscio, sier Marco Antonio Corner qu. sier Polo, sier Andrea da Molili, sier Zuan Dolfin savii a Terra ferma volcno che se la cesarea maestà li dica alcuna cosa di questa paxe, come da si lo exorla a concluderla. Sier Andrea Trivixan el cavalier, sier Francesco Donado el cavalier savii dii Conscio, sier Mariti Justima!i, sier Ifironitno Grimani savii a Terra ferma voleno che l’imperador dicendoli ut supra li risponda Soa Maestà è sapientissima, saverà ben procieder in questa materia come in tulle le allre sue operalion l’ha fato. Sier Tomà Mocenigo savio dii Conscio voi che si rispondi elio la illustrissima Signoria con il Senato lo exorla a concluderla per ben di la chrislianità etc. ut in litteris■ Andò primo in renga sier Andrea Trivixan el cavalier, li rispose sier Thomà Mocenigo, poi sier Francesco Donado el cavalier, poi sier Gasparo Contarmi, poi sier Lunardo Emo el consier, el qual è di l’oppinion dii Mozenigo, e lui e sier Alexandro Bon cao di XL introno in la soa opinion ; poi sier Gasparo Mali-piero fo savio dii Conseio parlò per la opinion . . . . . . demurn sier Andrea Mocenigo el cavalier fo avogador, el qual disse che.........Andò le parte 17 non sinceri, 24 di no, 40 di 1’ Emo et Mocenigo, 51 di Savii, 80 dii Trivixan et Donado. Iterum balotade......non sinceri, 83 di Savii,. 109 dii Trivixan, et fu presa. A di 9. La matina non fu alcuna lettera. Li Savi se reduseno insieme a consultar di scriver a Roma zerca le decime del clero. Vene in Collegio da la Signoria l’oralor cesareo, per li danari dieno aver li foraussiti, eh’ è il tempo, di ducali 5000. Risposto si procederà. Da poi disnar fo collegio di la Signoria et Savii per aldir li proveditori sora l’arsenal sier Nicolò Venicr et sier Thomà Mocenigo, et li patroni, di quello bisogna a l’arsenal per meter in ordine 50 galle acadendo il bisogno di armarle; et visto bisogna 100 tniiia ducati. Item a queste 10 è fuora 20 nulla ducali basta olirà li 8000 dati ai provedi-tori sora l’armar sier Piero Loredan el sier Alexandro Contarmi, che etiam loro erano in Collegio, poi bisogna far provision di biscoti etc. Fo parlalo assai senza conclusoli. Item, fono sopra li ogii che Eri gionse in questa terra Daniel di Lodovici secretano, stato a Maran, dove è venuli li comessari dii re di romani, el ha auto bona parte indriedo di quelle robe di turchi trasportate de lì etc. pur ne manca qualche parte. Item, eri, per Collegio, fo terminato mandar Vincenzo Guidolo secretano verso Montagnana a tuor in la Signoria li beni di Hironimo Guioto bandito, et in la signoria confiscati ; et Li avogadori hanno auto bona parie di danari dele il suo fìol per F acordo falò iusta la parte di Pregadi ; è sta fato comandamento a li avogadori, per sier Piero Mocenigo avogador, li dagi fuora, ma non li danno. Fo aviso per via di Zenoa che sora Cao Passero era rota una nave francese con specie, veniva di Alessandria, scapolò sohm 22 homeni et è danno per ducali 60 milia. Da poi disnar fo Conseio di X con la Zonla et 157 prima col semplice feno uno vicecao di X in loco di sier Tomà Coniarmi, è cazado per certa differen-