91 MDXX.fi, OTTOBRE. 92 no, nel quale era uno Jacomo Verlet Muber de Zurirh commissario, il qual hanno detenuto, et fornito il castello a nome di 5 Cantoni. Il sopraditto Jacomo Pier richiede, per ditte lettere, danari el ar-chibusieri da questo Stalo, adeso che bernesi si moveva di caxa loro con gran numero di gente pollar guerra a li 5 Cantoni. Il signor duca non è restalo di offerirsi, sì alti 5 come alli 8 Cantoni de interponersi per acquietar le diferonlie loro. Scrivendo queste, è gionlo uno, qual referisse, ditti bernesi al numero di 30 inilia haver fallo la giornata con 20 milia de christiani el esser stali rotti el messi in fuga da dilli christiani con non mediocre loro danno et occisione. Il signor Dio sia ringraliato. 42’) Copia di una lettera scritta per sier Andrea Valier provedador a la Zefalonia, di 9 se-tembrio 1531, ricevuta a dì 27 octubrio. Per uno patron di barcha, de qui venuto da Chiarenza, si ha inteso il fiol dii Gran Maistro di Rhodi haver preso, con uno galion, 3 galie el do fu-ste, la citò di Modon, per tralado havea con lo ¡igà di janizari di dilla lerra di Modon; el manda la sua deposilion. La qual nova non 1’ ha per certa, pur avisa, eie. Constitus coram magnifico domino Andrene Valerio, provisori dignissimo Cephalo-niae, die 9 septembris, existenie in sala palata. Januzo Megalla de Cephalonia, habitante a Palechii, patron di barcha, novamente venuto da terraferma dii loco di Chiarenza, esaminato sopra la voce habula por via dii Zante dii prender la cita de Modon, et interrogato quanto el sa sopra il caso et presa predila, respondit: Zuoba da sera proxi-ma passala, che fo a dì 7 de l’instante, a borre 22 in zercha, retrovandomi nel loco de Clarenza in terraferma, vene uno ulacho da Modon lì a Clarenza, zoè a Castel Tornese, et disse come Modon erra sta preso dal fiol dal Gran Maistro di Rhodi, per trala lo che haveva cum lo agà de janizari che erra in ditto Incho di Modon, et che, subito huulo tal nova, quelli del dillo Caslel Tornese (rette una bombarda grossa, aziò che quelli turchi die'erano fuora inlraseno dentro. Et da poi la sera, a bore 24 in zercha, alcuni turchi vene li a la marina et disse al lamieri, zoè dacier : « Diedi a quelli navilii ehe si troll) La carta 41* i bianca. vano qui a queste marine che non se debba partir, et che non si dubitasse di cosa alcflna, perchè se rhodioti erra sia quelli che haverà tolto Modon, veniliani haveva bona pace con il Gran Signor». Tu-men lutti li navilii, dubitandosi, cargo le sue robe et se partite da quelle scalosie, et chi andò al Zan-le et chi qui a la Zephalonia. Subzonzendo etiam lui constilutlo che dilli turchi diceva che li dilli da Rhodi non poteva andar a Modon senza il favor de quelli dal Zante. Intentato si sa altro dechiarir dii caso soprascrito, respondit: lo non so altro, salvo che si dice, ditto fiol dii Gran Maistro haver preso ditta lerra di Modon con uno galion, 3 galie et 2 fuste, con il Iratato soprascritto. Lettera dii ditto provedador, di 10 dito, ricevuta ut supra. Inmediate, per saper la verità di tal nova, spazai per diverse vie cavalaroli qui atorno l’isola a li passi et porli, dove sogliono passar navilii, et a dì 10 se discoperse in questi mari 6 galìe»con mezze chebbe, uno galion, una fusla et uno schiera-zo, le qual passono per canal Viscardo, et passando Buso al loco de Radi smontorono alcuni soi horneni in terra per far aqua, et preseuo 7 homeni di questa insula, qualli condusseno fina al porto, da li qualli homeni si ha inleso, dilte galie, galion, schierazoet fusta esser dii Gran Maistro di Rhodi, el quelli a dì 3 di P instante haver preso la terra di Modon, con tralado che haveva con lo agà de janizari de ditta cita. El da poi, per non haver potuto prender il camello dii locho, ditti de Rhodi aver messo dilla a sacho, focho et fìama, et partitosi de lì, el leniva la volta verso il Pacsu per andar alla volta di Ponente, cargi de schiavi et schiave et robbe asui. Et che etiam haveva tolto tutte le artellarie di ditto loco, et quelle cargate sopra il dillo schierazo, d qual 42* schierazo erra corfuoto, qual si atrovava in ditto loco di Modon, qual erra stà preso da turchi. 11 Iralatlo fatto per dillo agà, per quanto se dice, è causato perché il Gran Signor doveva mandar per esso agà, el qual agà, dubitandosi di la vita per esserli stà fatto intender il Gran Signor volerlo far morir et impir la sua pelle di paia, mandò uno suo nepote alle ditte galie dii Gran Maestro di Rhodi, le quali veniva da la volla di Rhodi, nel qual loco si dice ditte galie aver messo in terra et preso pur asà anime, et essendose aproximada dilla armada alquanto apresso Modon, il nepote di esso agà di janizari andò sopra ditte galie et fece intender al !