371 MDXXXl, gennaio. 372 181 Fu posto, per li Savi dii Conscio e Terra ferma, che al magnifico orator cesareo alla richiesta di le do decime del clero se li rispondi post verbo, ge-neralia che nui desideramo la pace dii suo re. E tal parte ave 172, fu presa. La quale risposta si farà damatina per il Serenissimo ; et venissemo zoso di Pregadi a hore zerca 6 di notte. A dì 23, la matina. Fo in Collegio l’orator over nontio dii re Zuanne di Ongaria, al qual per il Serenissimo post verbo, generaiia li fo fato lezer la risposta fatali col Senato sicome eri fu preso, et laudamo le oppinion di la maestà dii suo re a voler far la paxe eie. 11 qual si parte poi doman, et va a Roma. Ringratiò il Serenissimo et la Signoria di tal risposta, et dii bon animo di questo Stado. Vene I* orator cesareo, al qual el Serenissimo disse Soa Maestà non si meravigliasse si non era sta rispostoli più presto, et esser stalo più consegi su questo, et tardi, perchè tutti voria satisfar la Cesarea Maestà et trovar qualche modo; ma està deliberalo, sicome sua magnificentia udirà per la risposta, el li fo fato lezerla, che per caxon dii Turco non si lassi meter dal Papa nel Dominio do decime al clero; el qual monstró haver a mal tal risposta et dimandò la copia, li fo dito che si le-zeria quante volte el voleva, et non si darà copia. Vene l’orator di Milan, al qual fo leto li avisi si ha hauto de Milan hozi per le lelere haute. Da Milan, di V orator, do letere, da Crema et da Brexa. Il sumario dirò qui avanti. Da poi disnar, fo Pregadi, per scriver a Con-stantinopoli, et leto le soprascrite letere. Fu posto, per li Consieri et Cai di XL, che essendo venuti in questa terra li oratori di la lì-delissima comunità nostra di Padova, domino An-Ionio Caodivaca el cavalier et domino Vieenzo Rosso dotor, rechiedendo la confirmation di una parte presa nel loro Conscio zerca le immoderate spese se fa in quella città a danno di le facultà di citadini ut in ea, et leta la parie, la copia sera qui avanti. Ave : 167, 6, 0. Fu posto, per li diti, la confirmation di un’altra parte presa ut supra, zerca il Monte di la pietà de Padoa : che de coetero el cassier et massaro dii Monte habbino conlumalia anni 4, con certe clausule, ut in ea. Ave: 152, 2, 4. Fu posto, per li diti, un altra confirmation di una parte presa ut sapra, che alenlo a Padoa li zudei mandano al Monte a impegnar a raxon di 5 per 100 a l’anno, et loro diti danari danno a 25, 30 et 40, però non si possi far più solo pena | ut in parte-, et la dita parte sia confirmata, con j questa addition, che quello vegnirà a impegnar per zudei, sapendo la verità, sia posto in berlina et si dichi : sapendo colui che impegnava el pegno esser zudeo. Ave: 142, 2, 2- Et nota. La dita parte voi quello habbi pena ducati 200, si non, li sia cavà l’ochio destro, presa nel Conscio di Padova a dì 3 Dezembrio. Item, in la parte dii Monte di la Pietà presa a dì 3 Zener nel Conseio di Padoa, voi che il massaro habbi contuniatia a la capsara, et quel di la capsara a la massaria per anni 4, qual comenzi poi saldà la cassa, i quali non possano in ditto tempo ni e ti am esser fatori di altro. Item, di una medema famiglia over casata non possino esser masser ni piezo, se prima el prin-cipal non haverà pagato. Ave : 64, 27. Fu presa. Fu posto, per li Consieri et Cai di XL, non 181* si havendo potuto trovar tanti dii corpo di questo Conseio et Zonla per iudicar la diferentia di le acque dii Chiapin et de Lago tra veronesi, vi-sentini et padoani che non habbino interesse in diti lochi, over non habbino carico di tansar, et per haver el numero di 25, come voi la parte, sia preso: che si possi tuor di offici si di Rialto, come di San Marco che entrano in Conseio, ex-cepto li governatori et provedilori al sai, i quali siano imbosolali el cavati fuora quanto bisogna et siano fino a la total expedilion, intendendo si cavi uno per officio in quelli sono tre, et da tre in suso do, ut in parte. Fu presa. Ave: 145, 7, 0. Da poi, venuti li Savi in Pregadi, fo leto per li Savi dii Conseio, Terra ferma et Ordini, una lettera, da esser scrita a sier Piero Zen orator et vicebaylo a Conslantinopoli, et si farà datar a di 15 di P instante, per la qual si avisa, haver auto una lettera di Ysprueh, di 15 Decembrio passato, de Hironimo Lasco orator dii re Zuanne, avisa il re suo haverlo mandalo per far la paxe, et la Cesarea Maestà P ha rimesso lì a suo fratello re di romani, qual par non la voi far, imde si partì per andar a li principi di la Alemagna, iusta la soa commission, et il re li ha fato intender che andando li romperà el salvocondulo, tmde ha scritto de questo al re de Poiana et al Papa et altri principi chrisliani, et scrive etiam a la Signoria nostra, per tanto debbi avisar Imbrain. Item, un’ altra lettera, pur al dito Zen, come è venuto in questa terra uno orator dii re Zuane, qual va al Papa, et protesta per lui non manca de far la paxe, exponendo che la Signoria scrivi