239 cendo che da Ire anni in qua il clero non hanno pagalo decime ; e fu dillo dii sialo di la Signoria nostra. Per il che lui orator andò da Sua Santità, dicendo, volendo meler decime al clero dii Dominio nostro, saria di farlo con scientia et voler di quella, perchè il clero nostro per le guerre passale hanno patito assai, et clic li cinque Cantoni è hora potenti et li altri Cantoni è disarmati. Soa Beatitudine disse, havia fato bene a venir, et ch’el volea mandar per me, e ch’el scrivesse, la Signoria fusse contenta ; dicendo, Cesare e il re Chrislianissimo non ha inanellalo et ha mandato monsignor de Auranges con danari a dilli Cantoni, et cusi questo nostro Stado per la fede et religion doveria etiam far come li altri; dicendo, il clero non hapatido, inmo per il caro viver, è stato, à ben vendute le loro intrate. Et ha-vendo Soa Santità mandalo in Fianza l’abate Negro, li dimandò la causa; disse, per dimostration di l’amor è tra nui, et havemo lettere dii re, di 16, ampie in favor di la causa dii re d’Ingalterra, la qual à mollo a suo core, et perhò dillo abate ju-slifìcherà Soa Santità, et che la cosa dia esser tralà per via che sii a beneficio di la religion christiana ; et che il re lo solicilava per il matrimonio dii duca di Orliens suo liol in la duchesina sua neza, et li ha comcsso ch’el dechiari il suo animo è di far quello ha promesso, aspetando il tempo di consumar il matrimonio. ltem havia mandato il reverendo domino Sisto Zuchel per avanti, dii qual è aviso, a dì 18 dii passato era a Lione, il qual andava per dolersi di la morie di la maire dii re, e restar de lì suo nunlio. ltem disse, Cesare e il re Chrislianissimo non si vederano insieme, ni etiam le 2 sorelle, ltem sono ledere di Fiandra, di 14, il reverendissimo Campegio scrive, Cesare averli ditto, ' fata la festa dii Toson di Santo Andrea, si avierà verso Ratishona. Dii moto e tumulto sequilo in Luca, con la morte di quelli principale li dispiace assai, tumultuando sì spessi li populi contea li nobili, e dubita uno giorno siegua qualche gran scandalo ; e dubitando, lo exercito cesareo andase lì, haveano tolto il mezo di l’oralor cesareo è in Luca, aziò li pacificasse, il qual havea preso lai carico et sperava 113» de aquielarli. E li dispiace in Siena fusse tumulto etiam fra nobili et il populo, et una di le parte havia fato intender al duca di Melile, che è'Ii già al-» cuni mesi a nome di Cesare, che li erano per prestar obedientia, il qual non manchava aziò non seguisse qualche scandolo fra loro, nè daria favor a introdur dentro li foraussili. Di lo esercito cesareo, Soa Santità disse che, esclamando ogni giorno 240 quelli populi dove alogiano non posendo più sopor-tarli, andaria in aslesana. Questi signori cesarei hanno letere, di 14, di Fiandra, che nulla c’è di novo, et esso orator fo da loro; disseno di l’andar di F abate Negro in Franza. Come li disse il ponli-fice, di la causa di Anglia eri in concistorio furono uditi in contradilorio li avochali cesarei et anglici circha lo articolo, s’el si debbi udire questo escusa-tor, venuto già molli mexi, tanquam unus e regno senza mandato, et, per esser la materia di molta importantia, non fu delerminà per il pontifice e reverendissimi cardinali cosa alcuna, remetendo il ju-dilio a uno altro concistorio. Sonno gionti qui alcuni danari per lo esercito cesareo; li oratori ge li invie-rano. Il reverendo episcopo di Cordova ha mandato di Spagna a donar al pontifice uno bellissimo el honorevol presente de cavali, mulli et mulle, fornimenti da letto et molte altre cose,, tutte bellissime, per valuta, per quanto si dice, di 15 milia scudi. Da Milan, di sier Zuan Basadona el do-tor, orator, di 'primo, ricevute a dì 9. È ritornalo quel genlhilomo di questo illustrissimo Signor, andò al marchese dii Guasto a veder di non dar alogiamenlo sopra queslo Stalo. Riporla che, esposta la intenlion predilla, li ha risposto aver scrito a Cesare eh’ el serà neccessario aver altro alzamento, el che si aspelaria la risposta, et in questo mezo 6lagino cusì come stano, et ha mandato ad alozar in Casal Mazor li cavalli. Quelli di Cremona ha fato intender che, olirà lo alozamenlo, il mar-chese predillo ha terminalo fare uno altro alozamenlo in alcuni altri lochi dii cremonese, per il che il signor duca ha espedito letere in posta al Gilino suo secretarlo a Cesare, pregando Soa Maestà contenti far remover le gente, perchè a Bologna in la capitulation li promesse non darli alcun carigo, et questo instesso è sta confirmato da Soa Maestà al magnifico Taberna. Beri fono ledere di domino Francesco Sfon-dralo, di 23, che la pace Ira li 5 Cantoni et Bernesi non era conclusa perchè erano diferenti sopra uno capitolo di questo tenor, che li 5 Cantoni con li adherenti non possino esser molestali ne la vera fede, et che li Bernesi possino slare ne la sua, volendo li cinque Cantoni ch’el capitolo se intendesse esser messo da ambe le parie, intendendo a queslo modo fare che li Bernesi afirmaseno, la fede di 5 Cantoni esser la vera fede; li Bernesi voleano a l’incontro che il capiioio sopradilto se intendesse esser falò da quelli che erano mediatori di la pace. E stando sopra queste difficultà, li agenti de li 5 Can- MDXSSF, dicembre