253 MDXXXl, DICEMBRE. 254 volle per mancamento di leze over di la chiara cognitione di esse, li dilli Coreclori debino- venir a dechiarir le oppinion loro nel Colegio nostro, el consequenter poner quelle parie in dille malerie che li parerano, si in queslo come nel Magior Conscio. Habino etiam earicho di remediar el examinar li capitolari di tulli li Judicali di palazo el di lìiallo, et di le Quarantie et altri Consegli et Colegii che rendeno ragione in questa cita, et intender chi sono li nodari el altri ministri de quelli, el come si governino nel luor di pagamenti el altre sue ope-ratione, et similiter de li advocali sì ordenarii come extraordenarii, et de li carati che se pagano sì a li judici come a loro advocali, et venir con le opinion loro a li diti Conseglii per el bono regulamenlo de dili oficii et par risecar le longeze di le lite el spese de li poveri litiganti, come più et meglio si potrà. Habino li dili Coreclori quelli nodari di la canze-laria nostra et altri ministri che li parerano bisognar, ilem per consultar quelli dolori di leze et altri iurisperili et pralici che li parerano de luor a darli quelle informalioneche li acaderano per poter redur le leze nostre a quel bon ordine et perfelione che si dè desiderar, provedendo al pagamento et mercede de li predilli con il mezo di dili Conseglii come li parerà convenir, reformando poi uno novo libro dei statuti el uno capitolar per cadauno de dili Olici, Colegii et Conseglii, di le cose a quelli pertinente, aziò cadauno judice di questa cita nostra possi intender quello speda a l’ oficio suo et come el se habbi a governar. Possino esser tolti de ogni loco et oficio, etiam con pena ; non possino refudar nè excusarse sotto alcun pretesto, nè de esser in altro officio, con pena, nè de prerogativa che hab bino di poter refutar ogni cosa, non obslanle qualunque parte, le qual prò hac vice siano suspese sotto pena di ducati 500 oltra le altre pene di refudanti, da esser scossa da li Avogadori di Co-mun et Capi di XL senza altro Conseglio, sotto la qual pena etiam li Consieri non possino far termi-nalion in contrario. Et se, de quelli che remanerano, alcun fusse in qualche Offilio, Conseglio o Colegio, siano fuori di quello, excepto che di la Zonla dii 123 Conseio nostro di X et di queslo Conseglio, dal quale debbano esser tulio el tempo starano in ditto offilio metendo balota, stiano per anni dui, et per tutto esso tempo non possino esser electi ad alcuna cosa, sì dentro come di fuora, salvo di la dita Zonla dii Conseio di X et a la Procuratia. El debbano aver di salario ducati 300 per uno per li dilli dui tinnì, neli et liberi de ogni conlribuizion et graveza, et se mai ad alcuna sarano astreli, sia tenuta la Signoria nostra pagar per loro. Qual salario li debba esser pagalo per li Camerlenghi nostri di Comun avanti ogni altro et inmediate da poi la parlila dii salario dii Serenissimo principe nostro, di mese in mese per rata. Ceterum sia dechiarito che, se in termine de li ditti dui anni non haverano dii tulio imposto fine a questa opera, debbano continuar ne l’oficio suo sino alla total perfelione sua senza altro salario, non possendo esser electi ad alcuna cosa, come è dillo di sopra ; praeterea sia preso che, per alcuna parte qual fusse posta di far qualche elelione, a la qual polcsse esser tolto cadauno de ogni loco et oficio el etiam con pena, non se intenda che alcuno de ditti Coreclori possi esser provato per niun modo, nè se possi far lerminalione in contrario sotlo le pene soprascritte. Et la presente parte non se possi aliquo modo suspender o revocar, se non per parte posla per tulti 6 li Consieri, 3 Capi di XL, el presa per li 5 sexli dii Magior Conseio, congregato al numero de 1300 in suso, et questa ¡stessa parte non so intendi presa, se la non sarà etiam posta et presa nel dillo Maior Conseio. De parte 1C8 De non 7 Non sinceri 13 Die 17 dito. In Majori Consilio. Consiliarii et Capila de quadraginta. Messeno la dita parte. Ave : 1141, 74, 3. Fu posto, per sier Toma Donado, sier Piero Mocenigo, sier Francesco Contarini, Sa vii a Terraferma, una parte, di far 3 sora i Statuti, con molle clausule. Ave : 7 di no. Et se dia meter a Gran Conseio. La copia è qui avanti posla. Fu posto, per sier Polo Nani el consier, sier Piero Mozenigo, sier Marin Juslinian, sier Francesco Contarini, Savii a Terraferma, una parie, zercha P abatia di San Cyprian da Muran, la copia sarà qui avanti notada, et è varia di P altra fo posla. Andò in renga sier Polo Trivixan, fradello di Pabaie presente, et fé lezer una scritura di l’abate, per la qual narava le sue raxon, e fè lezer il jura-mento, havia fato, di manlenir le raxon di l’abatia, (1) La carta 123* è bianca.