191 MDXXXI, NOVEMBRE. 192 et si poni fin a tutte diferentie, ut in parte. La copia è qui avanti. Et andò in renga sier Polo Trivixan da santa Maria Mater Domini, fradello di l’abate, et disse come questa causa à più capi, e di parte si con-vien andar al judiee ecclesiastico, et che questa parte non se dia meter, con altre parole in suo favore. • Et li rispose l’altra parte, sier Alvise Gradenigo savio dii Conseio, dicendo, questa parte è justa per cavarli di lite, e eh’ el signor di la terra cognossa una volta si questa abbatia è juspatronatus da chà Gradenigo o non. El narò più cose, et fo molto longo. Da poi parlò sier Lunardo Emo el consier, cu-gnado di sier Polo Trivixan, et rispose a quello havia dillo sier Alvise Gradenigo. E niun di quelli messe la parie andò a responderli, come il dover volea. Andò la parte: la prima volta, 37 non sincere, 65 di no, 55 di la parte ; et la seconda, 31 non sincere, 70 di no, 59 di la parte. Nulla fu preso. La pende. Fu poi posto, per li Savii tutti, una letera a sier Piero Zen orator a Conslantinopoli, in risposta di soe. Prima, ringratiar il magnifico Imbraim di le parole dite, con parole verba prò verbis. Item, se li manda sumani di novo, et avisi di la fusta fu robala da quel in porlo de . . . ., et le operation di sier Alexandro Bondimier, capilanio di le fuste, in recuperar e andarli drio il malfalor fino a Ma-ran, et si manda per soa instrution aziò lo notifichi a la Porta. Ave lutto il Conscio.. Fu posto, per li dilli, una letera a sier Carlo Capello oralor nostro in Anglia, in risposta di soe di 20 oclubrio ricevute, zercha quello li ha ditto li consieri regii dolendosi, le galle non portano più specie, come le portava, ma veri et altri imbrati, perhò la Sigftria non mandi più galle a quella insula, et se li risponde con optime raxon che la colpa non è nostra, ma dii mondo mudado, che le specie che venivano a Venelia vanno in Portogallo, et che li mandemo di vini, cargano le galle lane, stagni e panni, con utile di Soa Maestà, le qual galle vanno con tanto pericolo; et altre parole asai injustifi-cation nostra, sicome in ditta letera si conlien, scrila per Gasparo Spinelli secretarlo, la qual non ave niuna di no ni non sincere. Et Pregadi veneno zoso a horre 4 di note senza far altro. A dì 28, la màiina. Non fo lettera alcuna da conto leta. Fonno aldito 11 do oratori di la jomunità di Ve- rona, videlieet domino Lunardo Nogaruola el ca-valier, conte, et domino Zuan Antonio di Passion dotor. El qual Passion parlò zercha quello richiede, videlieet.............. Nolo. Eri parlile da questa terra sier Marco Antonio Contarmi qu. sier Carlo, va orator alla Cesarea Maestà in luogo di sier Nicolò Tiepolo el dotor. Da poi disnar, fo Colegio di le Aqué, ordinalo per aldir, intervenendo li molini fo di sier Nicolò Valier, per i qual intravien li Procuratori de ci-tra; ma non fo il numero, et nulla poteno far Se intese, in Risina esser zonta la nave dii Ra-gazoni, vien di Cypro con forbenti et orzi di la Signoria nostra. Il formenlo è stà fato lire 9 soldi 8 il staro. In questa malina, sier Anzolo Cabriel, sier Alvise Badoer el sier Stefano Tiepolo, avogadori estra-ordinarli di fuora, disseno a quelli, è per sier Polo Nani, per sier Francesco Griti pagador et per il colaleral zeneral, come li voleno menar in Gran Conseio al principio di questo altro mexe. Et il primo Gran Conseio voleno meter una parte in questa materia, et è una parte presa in Gran Conseio dii ........... Noto. Eri a dì 27, in Pregadi, fu posto una parte, non nolada per eror in loco suo, posta per li Savii ai Ordeni, atento le letere dii consolo noslro di Alexandria, di 9 oclubrio, le galle sarà sforzade a romper muda et cargar specie el altro, pertanto sia preso che, cargando poi muda, sia scrito al capitanio di le galìe debbano venir di longo, et quello sarà cargà poi muda sia posto in uno magazen bolado, nè si possi trazer quelle senza licentia di questo Conscio. Ave : 161, 5, 6. Die 27 Novembris 1531. In Eogatis. 87 Ser Paulus Nani, Consiliarius. Ser Petrus Mocenico, Ser Franeiscus Contareno, Ser Marinus Justiniano, Sapientes Terrae Firmae. Niuna ct>sa essendo nela Repubblicha tanto dannosa quanto el dissidio fra particulari ciladini, si deve cum ogni studio incumber, quando si vede al-