217 MDXXXI, DICEMBRE. 218 capitani«) con 1000 fanti in Brengar, dove li 5 Cantoni haveano inviato Batista de Insula, et il resto dii campo dovea andar a trovar li ditti Bernesi con speranza di bono successo per la grati» di! nostro Signor Dio, per la qual pare che qualunque minima squadra de li 5 mosa verso lulherani, benché fusseno grossi, faza che se ritrazeuo et mutino aloggiamento per il timor grande che hanno quelli rimangano sfilati, non sapendo fugire, sonno fati passare per le piche, come scrive chi danno li avisi et referiscono quelli vengano dal campo, causato dal errore nel qual si trova quella dieta. Li 5 restano mollo mal satisfati dii re Christianis-simo, i qual tengono sia sta causa dii differir la dieta che si dovea far a Spira, in la qual speravano si havesse a concluder in suo favor, et perché non dubitano l’habi dà favor a lutherani, essendo sempre stali li oratori di Soa Maestà in campo loro et a quelli fato’capo. I qual, volendo al presente tratar accordo, hanno per sua secureza impetralo salvocondutlo dal campo de li 5 Cantoni, perché non si satisfano di l’animo de li ditti 5. Si ha avisi, per lettere del 13 et 14 del Panizone secretano di questo illustrissimo Signor in Sviza-ri, il duca li manderà esso oralor. Il marchexe dii Guasto ha in animo di far che parte di le soe gente siano alogiate sopra il cremonese, la qual cosa è molesta molto a questo Signor, perchè da quelli lochi spera trar il danaro per darlo a Cesare, ma, agiongendoli carico, non potrano portar la gra-veza, per il che à mandato uno secretano a ditto marchese per tratar non seguisca tal inconvenienti. Il Taberna, ritornato da Cesare, siete do giorni in caxa; è stà visitato dal mio secretarlo. Riporta, la Cesarea Maestà verso il signor duca esser ben disposta. Di Brexa, di sier Francesco Venier, podestà, et sier Michiel Capelo, capitanio, di 2, ricevute a dì 4 sopraditto. 1! conte Federico di Gambara li hanno mandalo una lettera, qual mandi inclusa : Magnifici et clarissimi signori et patroni mei observandissimi. Ritrovandomi quà in Caneto, ne venne nova di una bora di notte, che spagnoli erano venuti a Cavallone, villa cremonese vicina quà Ire miglia, et io subito li mandai uno messo per intendere et 100 chiarirne dii tutto, et così ritornato mi ha referto che sono gente spagnuola a cavallo, et ponno esser 1000 cavalli, et sonno allogiali in poche terre li cir- cumvicine. Le gente da piedi sonno ancora di là di Po. Pertanto m’ è parso darne subito aviso a vostre signorie et, accadendo altro, ne avviserò quelle, perchè non desidero altro che poter mostrar l’animo e il desiderio mio grande clic ho di servire la illustrissima Signoria et vostre signorie e quando zercha ce li sarà bisogno li offerisco 1000 homeni a ogni suo piacere insieme con la roba et la vita. Et a vostre signorie di continuo me gli ricomando. De Caneto, al primo deccmbrio 1531. Sotoscrita : De vostre signorie ser-vitor Federico di Gambara. Die ultimo novembris 1531. In Bogatis. 101') Consiliarii. Capita de Quadrayinta. Sapientes Consilii. Sapientes Terrae firmae, excepto ser Joannc Delphino, qui non vult se impedire. Sicome è stà previsto al Castello di San Felice de la cità nostra di Verona, cusi non manco sa dia proveder etiam al Castel Vechio di essa cità di uno caslelan conveniente alla importantia soa, essendo di la qualità che hé, sicome tutti intendeno, el se dia haver cura di la securilà de quello medesimamente, tanto più che in ditto Caslel Vechio se conservano lo munition et artellarie, el cusì ancho ha aricordato il nobil homo Marco Barbarigo, venuto ultimamente capitanio di Verona, in la relation soa. Perhó l’anderà parte che de coetero se debba elezer per qualro man di elelion nel nostro Mazor Conseio il castelan dii ditto Castel Vechio di Verona, il qual habbia ducali 30 al mexe neli per sue spese, come ha quello dii Castello di San Felice, da esserli pagali di la Camera nostra di Verona, né possi aver page morte nè alcuna altra regalia più di quanto è ditto. Star debbi mexi 16, per el qual tempo non possi uscir di castello sotto pena di la vita, non li possendo da li rectori nè altri esser concessa li-ccntia per alcun modo. Far se habbia la elelion el primo Mazor Conseio che sarà da poi presa quesla parte, et quello che sarà eletto sia tenuto andar in termene di uno mexe alla soa caslellanaria. A quello veramente che al presente è castelan sia dato lutto 'I (1) La carta 100* è bianca.