171 MDXXXI, NOVEMBRE. 172 riporleran,o, sviseremo. Eri sera gionse de qui la signora di Chamerin, venuta per transito, alozala nel vescoado. È parente di questo reverendissimo episcopo. Va conira di una soa sorella data per moglie al conte di Gaiaza, prima a Mantoa, et poi a trovar esso conte. L'habbiamo voluta visitar ; si ha excusalo esser mal in asseto. Lo illustrissimo duca di Mantoa intrò in Manjoa, con la consorte et una bella compagnia, venere, fo a dì .... a hore 21. Da Sibinico, di sier Bernardo Bulbi conte e capitanio, di 26 octubrio, ricevuta a dì 21 novembrio. Come cri al lardo gionse de qui uno cittadino sibinzano, parte alli 12 di l’instante di Bossina, riporta di novo che, essendo per avanti fuziti molti morlachi dii Signor turcho e andati a stanliar a una terra chiamata Bicach a li confini ungarici, sottoposta a l’arziduca Ferdinando, et ha-vendo ordine con altri morlachi di una vaiata chiamata Unaz, sopra Tenina per una giornata in zercha, veneno alli 10 dillo de notte con zercha cavalli 200 eorvali et 200 pedoni, e levorno di dilla vaiala da animali IO milia in zercha con molle famegie de morlachi, e li condusero, parie voluotariamenle et parie per forza, verso Bichach. Si judica se ne alienerano anche di altri morlachi, et questo perchè hanqo tanto la niala compagnia da turchi che non poleno vivere. Tlfferius, che in Bossina et dilatino e altri vilazi contorni sono' molto infelati di morbo. Et che alli 10 fu uno grandissimo terraiuolo, et maxime in Verbosana, dove stantia il signor bassa, per modo che cazeteno tutti li soi meziti, over ehiesie, et praecipue quella dii bassa, dubitandosi hora di esser sorbiti da la terra, perchè erano caschati etiam molti casamenti, dove il prefato signor bassa con li soi subditi, havendo questo per molto mal signal, sleleno tutti sbigotiti. Insù-per dice che de lì se divulgava, per persone venute da Constantinopoli, il Signor turcho trovarsi in Bur-sa nel mezo di la Natalia, alquanto intrigato con il Soffi, e questo perchè dicono che uno tìol del dito Signor turcho et molti ianizari, con il magnifico basa di la Caramania, havea rebellato et acostato al ditto Sophì. Da poi disnar, fo Gran Conseio, per balotar le voxe di l’altro Conseio, atento lo gran pregierie si fa da li elecli per tutta la terra et a far elelion. Il Serenissimo non vene, et fossemo pochi, et fo ballota 18 voxe, e tulle passono. Da Constantinopoli, di sier Fiero Zen ora-tor e sier Francesco Bernardo baylo, vene teiere di 4, 8, et 12 octubrio, per via dì Ragusi, le qual zonse nel venir zoso dii Gran Conseio. Et li Consieri andono dal Serenissimo ad udir dite letere. Il sumano scriverò qui avanti. El, per letere particular da Constantinopoli, se intese come a di 28 selembrio erra lì morto sier Zuan Contarmi qu. sier Marco Antonio, dito cazadiavoli, qual fo per danari provedador di l’armada, homo valente in mar, ajidato a Con-stanlinopoli per far qualche nova cosa. Se lì rupe una postumalion nel petto, et zorni .... poi zonlo a Constantinopoli, che andò per terra, morite. A dì 23, la malina. Il Serenissimo con li Con- 78* sieri, poi aldito messa in chiesiula, restono lì con sier Gabriel Venier, sier Piero Morexini et sier Zuan Contarmi, avogadori extraordinarii. Et sier Zuan Contarmi propose come Santo di Santi, fo scrivan ai tre Provedadori sora i conti, 1’ haveano examinato con il Colegio, qual ha confessa il tutto, sichè lo expedijrano in Quaranlia, et merita esser apichato. El qua! à chiamato lui sier Zuan Contarmi e ditoli in secreto che, volendoli perdonar la vita, voi manifestar e far recuperar alla Signoria da ducati 10 milia in suso, che non si ha notitia alcuna, et perhò essi Avogadori voleano licentia da la Signoria di poterli perdonar la vita. Hor fo varie oppinion fra li Consieri, el concluso eh’ el desse una scritura, e col Conseio di XL si potuia terminar di perdonarli la vita overo non, et quel fusse preso, sarja valido. Vene in Colegio l’orator dì l’imperador per cose parlicular, iusla il suo solito. Di Brexele, di sier Nicolò Tiepolo el do-tor, orator, di 6 novembrio. Come è nova, a dì 23 dii pasato il re di Danemarcha, par, se imbarchò, con le gente che havea, per passar ne li regni soi, et levatosi le ha condulte secho tutte, che non sono meno de fanti 7000 boni senza altri 3000 venturieri, i qual sì dice haversi obligati a esser li primi che desendino a combater con li inimici purché conseguendosi vitoria, siano poi dal re secondo li soi meriti remunerati. Da poi, di lui nè di tal gente si ha sentito altro, se non che il re, che hora po-siede, con li Grandi dii Slado e quella parte di pupilli contrarii al re scaziato si è molto ben preparali a le difese, per ¡1 che dii successo si fanno varii discorsi. Ma questo è certo ch’el levarse di tal gente ha liberato la Holanda de excesivi danni, e lutti questi Paesi, che erano disperati. Gionse alli 30 dii passalo qui a la Corte il signor Rocandolfo, capitanio generai dii serenissimo re di Romani, aconipagnalo da molli cavali ; non si pò intender