153 MDXXXI, vernador, de Paris, vestilo lui el il cavallo de panno negro, cum uno baslon negro in mano, cum 10 arzieri a piedi in sagio negro cum la sua livrea ; 13 archiepiscopi et episcopi, cum li piviali de ve-ludo negro et le milrie de damaschili bianco ; tre cardinali, lì eri il legato Gran canzelier, Borhon et Agramonte ; seguivano li araldi, %fmero 4, vestiti de negro, ma cum la sopravesta consueta de fiordelise d’oro in campo azuro. Veniva poi la leticha de madama, dove era la sua lesta fincta che ho ditto di sopra, la qual si vedeva coronata, et era coperta d’ uno palio soprarizo d’oro cussi ampio che per li cantoni si sostenia da terra per 4 genlilhomeni, et essa leticha erra portala da 16 genlilhomeni vestiti alla longa de panno negro cum li capuzi che li coprivano tutti si che non se li vedea se non li piedi. Andavano poi a cavallo il re di Navara suo zenero, lo illustrissimo duca di Vandomo, suo fiol primogenito, il conle de San Polo et il duca de Longa-villa, che sono principi de sangue regio, coperti de manti negri cussi longi che ciaschaduno havea 4 gentilhomeni che a piedi li sustinevano la coda, et li cavalli erano coperti de panno negro si che non se si vedea alcuna parte. Mi scordai dirvi che, olirà quelli che portavano il ietto di madama, intorno li erano zercha 40, tra marchesi, baroni etsignori, tutti vestili di negro a roba longa, cum li capuzi in testa. Et questi cavali cussi coperti, questi manti, quel son de campane et tanta obscurità de duolo portava incredibil mestilia a gli ochii humani. Seguivano apresso......sopra cinque chinee la sorella del Christianissimo re el de Navara, la duchessa de Vandomo, la figliola, madama de Navers el la contessa de Briano, cum li cavalli coperti come questi de li principi, et le donne cum manti longi simili a li principi, et la coda non era meno de 8 braza, ma sopra il manto haveano, de minor longeza, uno altro manto di tella bianchissima et sotilissima, et haveano queste donne, dinanzi alli manti, alcune pelle bianche vergale de negro, che si fanno in questo regno per portar solamente a tempo de duolo, zoè corolto; la testa loro è di nero a certa fogia di capuzo, osia capiron, del medesimo panno negro, che io non lo saperci dir, basta che sono così recluse che si varda dentro mrzo brazo a vederli la faza, la qual sotto quel negro tanto funesto è tutta involtata fino agli ochii et fino a la bocha de velli bianchissimi: el a queste principesse era sostenuta la coda da due genlilhomeni per ciaschaduna. Seguivano infine due car. Ile coperte di panno negro, cum 4 cavalli forniti, ma NOVEMBRE. 154 non coperti di panno, cum dui caratieri per una, cum vesta et capuzo in testa, sopra le qual due cardie erano le damisele dela qu. madama, numero zercha 40, vestile non cum manto ma cum certo habito longo de un brazo de coda el la lesta fornita solamente di velli bianchi. Perdonalime anche questo eror: da pni le principesse et inanti queste due charelle ultime seguivano 40 gentildonne a cavallo, vestile del medesimo duolo de queste ultime damisele. Gionta la cassa alla chiesa, fu posta nel coro sotto un baldachino, et sopra quella posta la letiera, sire leto preditto. 11 baldachin erra in 8 faze, cum tanti soleri, croci et pyramide, che lo iacea mollo eminente et capaze, respective alla gran-deza de infiniti lumi ; ma lutto erra de semplice legname negro et coperto de pano negro. La chiesa tutta erra cinta cum dopi! pani negri largì una mano, de li ladi de la colonna in zoso, et l’allra da la sumilà di volli in zoso. Sopra tutto questo ordine erano, in distantia da uno palmo da l’una a l’altra, quante candele potevano arder da due libre P una. Il coro tulio havea le sedie, scabelli el la terra coperta de pani negri ; circuiti circha alli muri dui ordenl de panni negri, nel mezo de qualli in tutta la longeza erano veluti negri integri, el dentro de quelli copiose arme de madama in tella negra de bon oro et argento, zoè el fiordeliso de Franza et la croce di Savoia, et sopra le candele, come nel resto de la chiesa. Intorno al corpo, in terra, sopra candelieri, ardevano 30 grandi cerei bianchi, et lo aitar era similiter fornito de cera biancha ; ma tulio il resto, che si portava et che era fermo, era de cera giala. Fu facilmente judicato che passavano 7000 lumi. Et essendo già hora di la notte, fu dillo il vespero de morti, fatto l’ofìcio per il reverendissimo Cardinal legato, da poi il qual, li altri dui reverendissimi cardinali, quelli dii gran duolo, zoè principi et principesse, et li ambasadori solamente li andorono a dar l’aqua santa. Il mer-core mattina, che fu alli 18 oclubrio, li cardinali, archiepiscopi et episcopi, li ambasadori, lutto il duolo, et tutli quelli che portavano lumi, reduti nella medesima chiesa, sleteno alla gran messa, solennemente cantata et celebrala dal reverendissimo legalo, in mezo a la qual, per uno episcopo frale, in lingua sua fu fallo un breve sermon, assai ineplo, perhochè, essendo quella memoria de femina, in mille anni forsi non ha auto il mondo una par, sugiello glorioso a una amplissima oralion. E dala l’aqua santa, còn l’ordine di la sera precedenle, ogniuno se ne andò. Il medesimo giorno, da poi pranso, fu