s5 MDXXXl, OTTOBRE. 16 Sier Marco da Molin, qu. sier Alvise procurator, Sier Francesco Mozenigo, qu. sier Piero, Sier Andrea Justinian, qu. sier Onfredo, + Sier Andrea Gusoni, qu. sier Nicolò, ' t Sier Vicenzo Grimani, di sier Francesco. Procuratici de Ultra. f Sier Polo Capeio el cavalier, qu. sier Vetor, f Sier Domenego Trivixan el cavalier, qu. sier Zacaria, \ Sier Hironimo Justinian, qu. sier Antonio, Sier Piero Marzello, qu. sier Alvixe, Sier Lorenzo Pasqualigo, qu. sier Filippo, Sier Carlo Morexini, qu. sier Batista. A dì 3, la malina. Li formanti cresseva ; falò lire 8 soldi 18 il staro, padoan, el il bonus in fontego: è in tulti do fontegi solum stera..... eh’ è cosa spaventosa, unde sier Daniel Trivixan, sier Zacaria di Prioli, sier Nicolò Justinian, pro-vedadori a le Biave, andono in Colegio a dir si facesse provision et presto, e alento le polize poste, come ho scritto di sopra, e la lettera mandata a sier Daniel Trivixan sopradillo, di grandissima importanti;). Fu subito manda per i Cai di X in Colegio, i qual steleno longamenle, et cussi come in tal zorno si suol far Conseio di X simplice, cussi fo ordenà la Zonla per far provision. Et sier Marco Dandolo dolor et cavalier, erra Cao di X, hessendo sta fato in suo locho, introe ozi Savio dii Conseio, et questa malina introe Savio a Terraferma sier Zuan Dolfin. Noto. Il vin è carissimo, mosli terani lire 4 la quarta, tamen è assà vini di fuora, et alcuni nostri zenthilomeni è andà per il Irivixan e padoan a incapararli a ducali 5 il caro, uno di qual è sier Ja-como Morexini di sier Vetor da San Folo. Da poi disnar, fo Conseio di X con Zonta. Fu falto Cao di X, in luogo di sier Marco Dandolo sopradito, sier Toma Coniarmi non più sialo. Manchò di la Zonta a inlrar sier Marin Corner, è a la villa, sier Antonio Sanudo, é amalado, el sier Luca Trun procurator, non vene, et dii Conseio, sier Alvise Mozenigo el cavalier, à mal a una gamba, et fo parla dì far in suo locho, atentò è passà 3 zorni et non è intrato, e per la leze è fuora. Fo lelo il capitolar di quelli dii Conseio di X, iusta il consueto, el sagramentà il ditto Conseio. Da poi, con la Zonta, fo lelo le polize trovade et la lettera scritta a sier Daniel Trivixan proveda-dor a le Biave, et parlato sul far provision, et erano varie oppinion, tandem fu preso una parte, la copia sarà qui avanti posta, zercha frumenti, con molte clausole, et riformà una parte presa 1455 a dì 4 fevrer. Fu preso etiam una parte, zercha i vini, che tutti quelli hanno acaparato vini, sia taià dite capare, el li debbino far condur in questa terra per tutto novembrio, sotto gran pene. ,Fu posto et preso, ch’el sia eleto 2 proveda-dori sora le Biave in questo Conseio, per scurtinio, con pena, possendo esser tolti di ogni locho e officio e officio continuo, etiam di quelli non inlri in questo Conseio, e siano elecli con pena, et mirino nel Conseio di X. Tolti numero 18, rimaseno sier Hironimo Zane, fo cao di X, qu. sier Bernardo, sier Lorenzo Pasqualigo procurator, fo di la Zonta dii Conseio di X, qu. sier Filippo; sotto, sier Hironimo Querini, una balola. Fo scritlo, per Collegio, con li Cai di X, una lettera a sier Nicolò Tiepolo dottor, orator a l’im-perator, ringratii quella Maestà di avisi, et vedi otenir si habbi tormenti de Cicilia per li nostri danari. Copia di la parte fo posta a dì primo octubrio 1531, in Gran Conseio, zercha risalvar le voxe a balotar il dì seguente. Consiliarii et Capita de Quadraginta. Non havendosi, per la tardità di 1’ hora, po-suto ballotar tutte le voce che sono stà proposte ozi, non posendosi differir la balolation di esse ad uno altro giorno, salvo per special deliberation de questo Conseio, L’anderà parte, che dimane, da poi disnar, sii chiamalo questo Conseio, nel qual ballotar si debbino li eletti a ditte voce che non si hanno oggi potuto balotar, et far etiam di le altre voce, come altre volte per simel neccesità si è fatto, non obslante parte alcuna in contrario disponente, la qual prò hac vice tantum sii suspesa. f De parte 1070 De non 128 Non sincere 0