MDXXXI, OTTOBRE. 40 Signor mio. Partiti di Pavia il luni, si andò a 39 illustrissimo ¡1 signor marchexe, con uno saglio di Iella d'oro, acompagnalo da (ulti li genlilhomeni •li Casale. Così, essendo in mezzo il Signor noslro dii signor duca di Milano el dii signor marchexe, si fece l’inlrala, et si erede, che passasemo più de 1000 cavali, lo non dirò la gente che erra a le finestre et drielo la strada, perochè credo che vi fosse (ulto Casale per la strada dove sua excellenlia dovea passar. Prefalta excellentia, dismontata che fu in castello, andò da madama illustrissima, et io.non dirò le cerimonie che usorno fra Ihoro excellentie, perchè vi erra tanta genie et tarila cal-cha, tanto più che madama erra a lelo et in una | camera, che io che erra dentro desiderava di poter ussire. Hor stato così per un poco il Signor illustrissimo se retirò al suo alogiamento'et vesti tese, et de lì ad un gran pe^o cenò, et da poi cena andò da madama, acompagnalo da tutti* questi signori che sono venuti con sua excellentia, essendo prima andato a tuore il signor duca di Milano, et già il signor Antonio da Leva si hayea 15* fatto portare in camera di la prefalta madama. Jnanti cena, che mi erra scordato, sua excellentia sposò la signora dudiesa, facendo le parole il vescovo de yerzeì, le qualg forno brevissime;per il gran rumore che vi erra non si polerno intender se non da quelli che erano- propinqui. La signora duchesa era vestila di bianco, in capo havea il scufioto de li diamanti, così un coleto allo et maniche, con una veste di Iella d’arzento rizo sopra -rizo. Sua execllenlia, a judilio di tulli, è belissima. IJavea cento una Centura di zoie ligate in oro. Doppo cena il Signor, come de sopra è dito, andò in camera, et dal prefato vescovo insieme con la signora duchesa fu benedetto, et questa notte pa-sata sua excellentia ha consumalo il matrimonio. Hor qui si sta i,n quella alegreza et piaceri, che vostra signoria può pensare, et hoggi si fa festa in castello, dove veranno tutte le gentildonne di Casale. Copia di una lettera altra, scrita pur da Casale, alli 4 di octobrio, drizata a la prefata signora marchexa. Vostra excellentia bavera inteso quanto è successo sin a Pavia. Horra quella sappi che a Pavia giousero dui ambasialori di la excellenlissima madama di Monferato, missier Fasson et missier Antonio d’Altavilla, consieri di sua excellenlia, per visitar, scontrar et acompagnar lo illustrissimo disnafe a Gropello, luogo deserto el minato, unde se ritrovò uno bellissimo et abondantissimo disnare, non meno se si fosse stalo in Milano proprio. Post disnare sì posero ad giocare lo illustrissimo Signor mio, monsignor Abate, et il signor Cagnino, el il conte da Caiazo, a sanse, et monsignor Abate fu il vincitore. Finito il gioco, si montò a cavalo, et cosi caminando verso Vige vene si prese qualche spaso di fare corere in quela campagna". Sul tardi se gionse a Vigevene, el el signor duca de Milano, che erra lì, andò contra il Signor mio un pezo fora della terra, con li ambasialori che sono apresso sua exee-lentia et infiniti genlilhomeni, et el Signor mio andò ne la terra in mezo il legalo del Papa et il protho-notario Carazo ambas:atore di l’imperatore; _el signor duca.de Milano vene sempre ragionando col conte Nicola, et sua excellentia volse acompagnar il Signor mio fin alla camera, et siete un poco li pel palazo, poi rimontalo andò sua excellenlia alla rocha dove allogia. Lo illustrissimo Signor mio, spogliatosi li panni da cavalchare, montò a cavalo, et andando per visitar el signor Antonio de Leva al $uoallogiamento, lo scontrò, et di compagnia ritornò in palazo,a la camera dii prefato Signor mio, ove sle-tero ragionando un gran pezo. Dico bene a vostra excellentia, erra appagato di bellissime tapezarìe et, fornimenti di letto in excellentia, et el luogo, ove erra ordinato die mangiasse el Signor mio, erra lutto apparato de panni de razo finissimi, et faloji uno tribunalelo alto uno grado et posta la tavola, un tapeto di seta bellissimo, el eravi tirato di sopra uno baldachino di raso turchino alla reale; ma el Signor mio non volse mangiar lì sotto, né anche sul tribunale. In 1’ hora di la cena el signor duca de Milano mandò a dire al Signor mio che lui deliberava di acompagnarlo a Casale et essere ancor lui a le noze di sua excellenlia, come è debito essendo parente 16 come è, et voleva venir se non con 25 cavali de la fameia sua senza guardia alcuna. Poi mandò a dire al Signor mio che, se sua excellentia si contentava, veneriano alcuni genlilhomeni, che non sariano più de 25 cavali ancor loro. Il Signor mio mandò a pregare a sua excellenlia che non volesse pigliare questo incomodo; ma non li fu remedio, dicendo eh’ el voleva fare il debito. Cosi el marti se ne venne a disnare a Mortara, a tutte spexe dii signor duca de Milano, honoratissimamente. La sera se mirò in Casale sdpra un ponte fallo in Po per comodità dii pasare. Incontro sino al ponte vene el signor marchexe di Monferato, con gran compagnia de genti-