127 MDXXVlII, MARZO. Ì28 fa deposition. Disse dii possesso del vescoà di Padoa al fiol di sier Zuan Pixaui dal Banco nepote del Serenissimo, che si poi dir nominato senza bolle nè altro, etiam ad altri è sta dato il possesso, el parlò altamente contra il Serenissimo con grandissima attention del Conseio, mostrando le sue raxon et si agitava non con il Papa perchè l’ha dà il placet, ma da particular a particular, con altre parole etc. Et il Serenissimo iterum levò suso el parlò dolendosi che un cittadin li bastasse l’animo di parlar sì altamente contra di chi rappresenta etc., scusandosi che 'I non favorizava forestieri et che sempre l’invigilava al ben di la República come sa questi di Collegio nostro. Et sier Zuan Mattio Bembo el Cao di X£ messe la presente materia indusiar, et non si potesse dar il possesso del ditto vescoado ad alcun forestier se non con li tre quarti di le ballote di questo Conseio, ut in parte. Et sier Alvixe Mocenigo el cavalier si levò sul tribunal et volse dir alcune parole, et sier Marco Antonio Contarmi l’avogador, lo fé andar in renga a parlar et non li. El qual andò in renga, et parlò su la opinion del Cao di XL che era cattiva, et più faria sdegnar il Papa, et nulla rispose a quello havia ditto il Serenissimo. Et sier Zuan Matio Bembo si tolse zoso de la clausula di sopra notada, ma sotum messe de in-dusiar. 81 Andò le parte: del Consier di darli il possesso 111, del Bembo Cao di XL de indusiar 71. Di non 3, non sincere 17. Iterum balotata perchè il scontro andò zoso la parte sola di Consier 121, di non 51, non sincere 29, et niente fu preso. La pende, andará a uno altro Conseio, voi haver li do terzi. Et si vene zoso a la terza campana. Noto. Hozi se intese sier Zuan Contarini Caza-diavoli esser in Golfo con do nave di formento cárgate a Tunis et una piccola di vini. La qual nova portò certe nave con formenti zonte in Histria ; si che in Histria è zonto 18 milia stara di formento. Item, per via di Curzola, per lettere di 14 del presente, si ha esser zonti lì alcuni di Manfredonia parlino a dì 12. Dicono come spagnoli a l’inlrar hanno sachizà quella terra el amazati più di 200 homeni di Manfredonia. Item, che il formenlo lì valeva soldi 7 il staro, che lutti voleva vender el formento per scampar con il danaro per dubito di exercitì. A dì 25, fo il eorno di la Madona. La norie et un poco la malina fo gran pioza. Il Serenissimo vestilo di velulo cremexin, el cussi la barela, vene in ehiexia a messa con li oratori : Papa, Hongaria, Milan, Fiorenza, Ferrara et Mantoa el il Primocerio di S. Marco. Erano do soli procuratori : sier Dome-nego Trivixan el cavalier, el sier Lorenzo Loredan quali sono Savii del Conseio. Da Feltre, di sier Toma Lippomano podestà et capitanìo, et di Bassan, di sier Gabriel Barbo podestà et capitanio. Con avisi di preparamenti si fa di sopra, et come in Yspruch si preparava aloza menti per 10 milia fanti et...... cavalli per le cose de Italia, ltem, a Trento si lavorava arlellarie, si feva scale, etc. Da poi disnar si predicò a S. Marco insta el solito per il predicator di S. Salvador fra .... di l’ordine di S. Domenego. El Principe era vestito di veludo come questa matina, con li oratori sopranominali, et di più l’orator anglico, il vescovo Pexaro di Baffo, et non era il Primocerio, et solum do procuratori, sier Domenego Trivisan el cavalier, et sier Lorenzo Loredan savii del Conseio. Da Fiorenza, del Surian orator, di 19. Come quelli signori li hanno ditto haver nova da Orvieto, di 12, che hanno de lì aviso dal campo, che si è stato a le man et crudel balaia, et a la fin francesi è restati vincitori ; ma è nova non si crede. Da Bergamo, di sier Nicolò Salamon podestà, di 22, hore 19, vidi lettere. Manda una lettera hauta dal Longena, per la qual si vede il pensier di inimici esser di andar in Lomelina. Copia di la lettera di Fiero Longena da Caprino, a li 21 Marzo, hore 24. • In questa bora è gionlo da me uno mio nuntio qual haveva mandato nel campo de inimici, per intender li andamenti loro. Mi ha referto, sicome ha parlato con il capitanio Valcerca dimostrando esser di quelli del suo campo ; dal qual ha inteso, sicome hanno fatto consulto et deliberalo di non voler batter el ponte, imo che li lanzchinech se sono partiti et vanno a la volta de Milano, conducendo seco l’arlillaria. Li italiani et alcuni spagnoli sono restati in Lecco et circumcirca, quali italiani li hanno a far dimora per tulio dimane, perchè con ogni lor studio zercano in dicto termine voler fornir Lecco di carne. Da poi passato el dillo giorno hanno da partirse et andare a Milano per conzon-zersi insieme con li lanzchenecbi et poi andare nella Lurnellina, digando anche che quelli erano in Lecco gli havevano victuaria de pane et vino per tutto el