J37 MDXXVIII, MARZO. 138 87 Copia di una lettera dì sier Andrea Zivran proveditor di la stratta, data in campo da presso Troia un tiro di bombarda, a dì 15 Marmo 1528, a hore 3 di nocte, scritta a sier Cristofolo Zivran suo fratello. Heri ve scrissi quanto havea de qui. Nui hozi havemo acquistato il monte de! nostro allogamento a despregio de inimici et presentatogli !e nostre ba-taglie in un bellissimo pian con tanto bono ordine, phe ciascadun di noi ne cresea l’animo ad comba-ter. Da poi salutatili con le artellarie et loro stavano in battaglia nel suo alozamenlo forte, nè mai volsero ussir al fatto d’arme. Il signor Lutrech vide loro non voler la zornata : nui siamo venuli a alogiar sopra un monte al fianco di loro un tirar di bombarda, dove se sta, e chi haverà pane scaziarà il compagno di alogiamento. Fumo alacate assai scaramuze, sempre loro haveano la pegior. Da poi allogiato lo esercito, per ordine de lo illustrissimo Lautrech andai con la mia banda conira a le vitua-rie per farli scoria insieme con 100 homeni d’arme francesi, dove se metessemo sopra una collina in battaglia. Inimici se spinseno a la volta de nui per serarne che non potessimo ritornar al campo. Vedendo io la furia che adosso ne venia, dissi ai capi-tanei francesi che’l saria stato bono a retirarsi verso il campo; ma perla loro superbia volsero stare fermi. Vedendo io questa sua ostinatione, non volsi mostrar viltà de animo ; cosi io andai a la volta di inimici et così li afronlassemo et amazassemo doi di loro, et assai lanze furono rode in quello impeto, lo cominzai a retirarme per tirare li inimici ne la nostra zenle d’ arme ; pensandomi esser soccorso da loro, me voltai et feci testa. Allora mi fu tolto 4 stralioti, et questo perché et mio banderaro mise la bandiera dentro, talmente che fu preso il banderaro con la mia bandiera. Io vili persa la bandiera, così mi voltai verso nimiei come rabiato cridando a stralioti : « Hozi dobiamo morir tulli per honor nostro » et cussi se voltò da circa ‘20 stralioti come .... missier Andrea Mauresi, missier Joanni Co-roneo, missier Nicolò Halli, missier Piero Frassina et il banderaro. Ne fu poi carcato troppo i panni adosso, talmente che ne convene voltar, et li fran-87* cesi non fazendo mai testa se misero in fuga, talmente che per spazio di uno miglio ne fu data la caza ; et de loro ne fu presi cerca 6 avenga me pensava havessemo reoeputo maggior danno di quello habiamo hauto. Monsignor di Laulrech biasima molto quei capitanei francesi, et lauda il nostro combattere, benché non eramo salvo 40, per esser state mandate le compagnie in diverse faclione. Biasma etìam li capelanei francesi, et che l’uno di loro la danno a l’altro, et sopra questo se sono disfidali al combattere. Inimici aspectano 6 pezi de artellarie, quali Jovedì ussirno de Napoli per venir in campo. Nui speramo che l’artellaria vegnirà inanzi per torglila per camino, et hozi li habiamo tolto assai vicluarie, et etìam anco: a loro ne hanno tolto assai a nui, come acasca nella guerra. Altro non mi accade, salvo che stago di malissima voglia per esser apresso inimici et mi sia stata sparpagnata la mia stratìa. Non mancarò con questi che ho a far il debito. Nui siamo per far la zornata, et piacendo a Dio, siamo per vinzerla. Iterum, vale. Ex litteris domini Ludovici CeresarU, die 15 88 Martìì 1528, sotto Troia. Heri il cavalier Piatese et io arrivassemo in campo da monsignor Lautrech con tutte le gente di Vostra Excellentia, le quale erano molto desiderate da tutto lo exercito et sopra il tutto da Monsignor prefato. Così lo cavaliere è stà tanto ben visto et acarezato da Monsignor et da tutti li capitanei quanto dir si possa, di sorte cheapresso monsignor Lautrech Vostra Excellentia non poteva mandar persona a lui più satisfatoria, per haver un bon nome apresso li altri capitanei, et per saper monsignor Lautrech che il cavalier gli ha conduto gente expe-rimentata et valente al combatter quanto altra ne sii nel campo. Per il cheel ringrazia molto la Exce-lentia Vostra, et mi ha detto che quella li ha mandato una bella gente et un capo che é mollo al proposito suo per il bisogno del combatter, che se avicina, et già è incomincialo hozi di sorte, che la Excellentia Vostra per la mia prima pò aspellare la nova de la giornata. Et per narrare a Vostra Excellentia più diffusamente la grande scaramuza che si è fatta con l’onore grande de li soldati de Vostra Excellentia et del cavalier, quella saperà come hozi li doi exerciti erano vicini tre miglia et ambi doi potenti et disposti al combatter. Quello de li cesarei è in forte sopra un picol colle, distante de Troia un miglio, questo de la lega è in piano apresso un fiume sotto quello colle. Monsignor Laulrech volendo torgli il passo de le vicluarie da la banda de Napoli hozi è marchialo ¡natili verso Troia, costigiando sempre il colle, et ha mandato Pietro Navaro con 2000 archibusieri da l’altra banda a pigliare il col-