197 UDXXVIII, APRILE. 198 da Carpi, par ¡1 Re non voy el passi in Spagna. Scrive, aspelar lo episcopo di Bada oralor del re di An-glia mandalo a questa Maestà, et se aspella intender il zonzer de monsignor di la Morela in Anglia, qual è slà mandato per meller ordine a la guerra, ancora che quel Re babbi fatto Irieva per do mexi con madama Margarita per quanto aspetta a le cose de la Fiandra, iusta però le constilution antique, aziò li tnercadanli si possino levar di paexi. Scrive, il Gamba ra tornato di Anglia riporla al Papa quel Re esser contento il Papa pratichi la paxe, et voleva etinm haver l’asenso del re Christianissimo, el andar in Spagna lo episcopo di Pistoia per questo efecto, unde l’Oralor nostro conira operò dicendo al Gran maislro, a Madama et al Re non è da melerei nel Papa, perché el vorà Ravena, item Fiorenza per li Medici, et Modena dal duca di Ferrara; unde il Re disse era vero, et però fé quel ho dito di sopra. 130 Da Brexa, di sier Zunn Ferro capitanio, di 4, hore 9, particular, vidi lettere drizate a sier Gregorio Fizamano. Come à auto lettere di Cassan, di domino Antonio di Castello, continua di le preparation di legnami fatta per inimici per gilar el ponte a Trezo, el come uno signor di quelli di Adorni aparse a Zenoa, el qual par sia andato a Bussa; et scrive che Antonio da Leva par sia refredilo in gettar el ponte a Trezo ; ma ben é vero che ’1 castelan de Mus lenta pratiche strette con inimici, et se intende che il signor Alvise di Gonzaga et il signor Piero Maria di Rossi con alcuni altri fanno certa genie a piedi et a cavallo a nome de 1’ lm-perator. Li nostri fanti el cavalli ogni di sono in campagna verso Milano et loleno viluarie assai a li inimici, di sorte che li fano mollo palir, el spande-no mollo vino per le strade per non poler portarlo ; la qual lettera é data in Cassano a di primo. Item, esso Capitanio scrive come è slà ditto per uno che vien di terra lodesca, el duca di Zenoa ritrovarsi lì in terra todesca. 130» A dì 6. La malina, vene in Collegio il Capitanio zeneral ben acompagnalo da li soi, el siete più di bore 2, intervenendo li Cai di X et..... El qual parloe dal zorno se partì de qui prima, fino questo zorno........... Da Verona, fo lettere di rectori, di 4 . . Die 6 Aprilis 1528. In Rogatis. 131 Serenissitnus princeps, Coìisiliarii, Capita de Quadraginta, Sapientes Consilii, Sapientcs Terrae firmae. Quanto sia il bisogno quale si ha de danari per le presente occorrentie del Stado nostro ognuno benissimo lo intende, sì che è necessario far provisione aciò si babbi modo de supplir a le tante spese che occoreno : • L’anderà parie, che sia posta una (ansa al Monte del subsidio la qual si debba pagar da tutti li tansati a li Governadori de le inlrade in contadi, con don di 10 per 100 a quelli che la pagerano per tutto dì 25 del presente mexe, con don di 8 per 100 a quelli la pagerano per tutto di 10 del futuro mese di Mazo, passado el qual termine siano tirale le marelle immediate, sì che alcuno non possi più haver dillo benefilio. De parie 87 — 90 — 88 — 88 Ser Leonardus Emus, Sapiens Consilii. ila vendo quesla nostra ciltà per si longo tempo sostentila et hora più che più sostenendo una insù-porlabel spesa ne le cose di la guerra, è ben ¡usto et condecente che la sii in qualche parte sublevala da quelli la conservation de li beni et inlrade di le qual dipendeno da quella del Stato et cose nostre ; el praesertim a li presenti tempi essendo necessarissimo con ogni presleza ritrovar una grosissima sunima de danari, come a cadauno é noto; et però: L’anderà parie, che per auclorilà di questo Con-seio sii dimandà ad imprestedo al clero, sì di quesla città et dogado come de qualunque altra cità et loco nostro di terra ferma ducali 100 milia, da esser esborsali con tulle quelle comparlition, modi el condition che fu observà el exequì ne 1’ ultimo impresiedo rechieslo per deliberalion di questo Conscio, qual in ogni sua parie si babbi ad unguem ad observar et exeguir. El ludi quelli che impre-slerano la portion el rala a se spedante, siino facti creditori al Monte nostro del subsidio, el haver debino ogni anno il prò corrente a rason di 5 per 100 fino che li sarano restituili li danari prestali,