381 MDXXVIII, MAGGIO. 382 Copia di la lettera del ducha di Braxvicha, anta per lettere di Verona, di 7 Mago 1528, irne 18. Henricus Iunior Dei gralia dux Pramisbicensis et Limburgensis, Caesare® Maiestatis capitaneus ge-neralis cxercitus eiusdem noviter ex Germania ad Italiani profecturi. Cura in prtesenliarum a praefata Caesarea Maieslate cura novo exercitu deslinemur in Italia rerum Sua; Maiestatis ibidem defendendarum gralia nec non inimicorum eiusdem offendendomi!! studio, id ne vos lllustrissimum Dueem Venetiarum dominum Andream Grilli bis praescntibus prò honorem et dignilalein nostrarn tyeuda curare volui-mus. Ex Tridenti IV Maij 1528. Subscriplio autem in lingua barbara cura sigillo. In questo zorno morite in questa terra domino Borlolomio da Fin dotor bergamasco, advocato ex-cellentissimo, di età di anni .... qual slava a San Moisè et da mexi.... non leva più l’exercitio di l’avochar. Andò a star a Padoa, poi vene poco è qui et è morto. Fu portato la «latina in chiexia con libri atorno, et in dila chiexia posto in uno deposito. 257* Adì 9. La matina per tempo vene lettere di campo sotto Napoli, zoè vicino . . . mia, di sier Alvixe Pixani procurator, proveditor generai, et sier Piero da chà da Pexaro procurator, orator, di 28, 29 et 30 Aprii, copiose. La copia è qui avanti. 258 Advisi de missier Gherardo Cadamoslo, del penultimo Aprile 1528-, sotto Napoli. Illustrissimo. Ilor hora è sopragiunlo la nova della vittoria di mare havula dalla nostra armata, quale sino a questa malina era venuta, ma non se vi ebbe la certezza. 11 modo è stato tale. Havendo li inimici persentito che Tarmala nostra era mal fornita d’huomini, deliberarono andar ad assaltarla, e cussi Lunedi proximo passato al far della sera, fatto una scelta d’huomini, se imbarcamo molli capitane!. Hieri alle 22 hore s’affrontorno, combaterno fino alla notte; al fine li inimici furono rotti. La cagione della lor rovina fu che sentendosi, il conte Filippino debole d’huomini nell’armata, havea mandato a richiedere a Monsignor che ’1 vo- lesse mandarli qualche archibusieri, et cussi monsignor gli mandò 300 archibusieri delle bande del signor Gio: Hieronimo Castiglione et conte Cesare Scotto, et li condusse Croccho; questi archibusieri erano gionti solo d’una hora inanti, nè li inimici lo sapevano, et questa fu la causa della sua rotta. Monsignor ha fatto allegreza di questa nova, et tiene che sia la tolol rovina di questo exercito imperiale che è qua. Illustrissimo signor. Questo è tenuto Giudirio de Dio, et tanto più trovandosi tanti capitanei sopra questa sì piccola armata, et con questa vittoria speriamo in breve haver Napoli; il fatto d’arme è stato crudele. Il governatore di Salerno che gli era presente, dice che durò fin alle quattro hore; fu fatto alle Aque vetri Ira la Cava et Salerno, el molli de nostri sono anchor morti nel combattere; per due volte si affrontorno. Et a vostra excellentia mi ricomando. Advisi del predet to Cadamosto de l'ultimo Aprile 1528, nel loco soprascritto. Nelle mie d'heri, scrissi a vostra excellentia la victoria havula por la nostra armata. Hoggi è arrivato il conte de Molitorio et Croccho quali furono nel fatto. Dicono questa vittoria essere stata mira-culosa, attento che gli inimici haveano più numero de navi et più gente et meglior, et assai più artigliarla. Refferissotio chefnel primo congresso li inimici inveslirno tre delle nòstre galere et gli misero suso le loro insegne, et che il vento et il sole erano contrari a nostri, per il che fu volta che si riteneano 258* perduti, et che per la contrarietà del vento erano sì impediti dal fumo de l’artiglieria, che non vedeano cosa che facessero. Dicono bavere inteso da essi prigioni, che questa armala era parlila da Napoli per venire a combattere la nostra, et che della vittoria se teneano sicuri; et che poi voleano voltare et venire in Puglia a repigliare tulle le terre che gli haveano tolte, et che a questo modo haveriano fallo levare el campo di qua, et per questo gli erano sopra questa armata questi signori. Hanno ditto essere morti circa a 300 fanti delli nostri et le nostre galere essere mollobatute, perii che s’attende hora a riconciarle. Monsignor illustrissimo ha mandalo missier Gio. Giovachino dal conte Filippino acciò conduca qua li prigioni, et gli è andato in posta; non so se li condurà, perchè temo che tutto l’acquisto sia suo, et il Croccho non gli pretende parie. De inimici sono morii meglio di 800 spa-