301 MDXXVIII, APRILE. 302 ponti su P Adexe, et hanno provato se sostenta le artegliarie, hanno imbolato sego assai che par vogliano dar guasto, et hanno comandalo da 300 guasta lori per conziar una via verso Nago apresso el Lago; si che potemo dir indubilamenle che i ve-gnerano. lo non son per mancar dal debito mio, et occorendo la occasion Deo dante se vederi etc. 202 Copia de lettere del campo da Cassati, di sier Tomà Moro proveditor generai, di 24, Tiore 23. Scrissi per le allre di la cavalcata de domino Paulo Luzasco et il Castro. Preseno alcuni presoni, et Zuan Batista fratello del caslellan de Mus li campò di poco. Manda una lettera de domino Martino Bovolino, qual dice cussi : Copia de lettere a li rictori de Bergamo, scritte per domino Martino Bovolino vicario de | Voltolino, date a Sondrio, a dì 19 Aprii 1528. Magnifici signori rectori eie. Per esser nui sempre boni amici de quella Illustrissima Signoria, avenga sapiamo che balliate aviso da più canti, ne ha parso darve nolitia de quello intendiamo. Viene uno exercilo de Alemania conira vostre signorie, et benché vociferano andar a Milano, veneno de certo per gueregiare cum vili, et menano grandissima quantità de vic-tualie. Inter alia, hanno 3000 bovi, et dicono de calar per Trento et sono bona parte zonti a Bolzano et per lì. Queste cose pensamo vi siano notissime et per queste sole non vi haveramo scritto; ma perchè beri el capitanio Tegen, el qual senza licentia, imo contra li comandamenti de nostri signori va al servitio de lanzinech, passò per qui, che veniva da Musso, et è anima et corpo de quello homo da bene del castellano da Musso, et è stato a conferir cum lui, et cum frela va verso dilli lanzinechi, se dubitemo non ordisca qualche cosa dal canto di sotto conira vui, però ne ha parso advertirvene a bon fine. Ben sapiamo che sete prudenti, in lutto havereti li ochi aperti. Dal canto nostro persisteremo in fedel amicilia et vi cinantia,- et se cossa importante intenderemo, ve ne advertiremo etc. Item, scrive poi esso Proveditor zeneral, come per altri avisi si sa come alcuni soldati del caste-iano de Mus sono venuti a Fornovo, loco sotto Bergamo in vai olirà Lagucbia, el hanno saohe-gialo uno loco ditto Nullo, el dicesi el castellano in lo accordo fallo cum spagnoli baversi servato Vaitorta et Avrea, qual sono lochi de la Illustrìssima Signoria nostra. Scrive esso Proveditor, ha- 202* ver scritto in bona forma al piedetto castellano de Mus zerca tal cossa. Di Lomelina, per lettere del signor Bannibale Fregoso de 22, se ha come 60 cavalli et 200 fanti erano passali Po solum per prender missier Zuan Batista Spedano, qual andava in Alexandria per provederli, ma discoperti li inimici se ne ritornò sano et salvo; et scrive come tulle le lor genie erano etiam passale Po exceplo due insegne, et crede che Tortona sera in suo dominio, et chi non provede de cavalli et fanti haverano etiam altri lozi. Da poi scrive i soprastano cussi, la causa non sa. Per lettere del alarissimo oralor Venier da ........di 23 si ha, come é^gionte nove alla I excellenlia del duca di Milano, che inimici dominano tutto di là da Po, el dubita sia per haver Torlona et forsi Vogera, che seria uno grandissimo danno et ruina al Stato suo, el che inimici sono acresuti de li 3000, et rechiede esser acomodato di 200 ho-meni d’arme, 100 cavalli legieri et 1000 fanti; et che la excellenlia del Duca ha mandalo al signor duca di Urbino poi a Venetia domino Scipion da la Telia; sopra le qual cosse è sia fato consulto et molto disputala la materia. E sta scritto al signor Janus gubernator a Marlinengo, che si atrova de lì, che tanto quanto scriverà tanto sera fatto. È sta scritto al signor duca dì Milan che a Pavia sono 700 fanti di nostri per li bisogni sia, et el Vi-coaro cum 60 cavalli legieri beri mandalo, et che Sua Excellenlia facia ancor lei provisione di genie, et se li ha mandato etiam uno a posta. Posìscripta. A hore 2 di nolle sono lettere de li rectori di Bergamo, li quali mandano questo reporto : Che Luni et Marti proximi passati si levorono insegne undeci da Leco genie del castellano de Musso, et avenga lor fnzino il nome de mille, ta-men non sono più di 600 et apena gli arivano, quale andorno a la volta de Monza per locar danari dal signor Antonio da Leva, et in Lecho restò solum il capitanio Mella con compagni cerca 80; et che Luni passò per lì il capitanio Tegen cum do servitori solamente che andava con grandissima fretta a la volta di Milano, et che Mercore da sera larda hora ragionò assai cum il caslelan predillo di Mus pur in Lecho, qual dopo molte parole gli disse ; 203