509 MDXXVIII, MAGGIO. 510 come hessendo al monaslier suo de Lonà Martiri] prossimo se conferì prima a Desanzan et Rivoltella, dove non trovò alcuno del campo inimico. Poi andò a Peschiera, dove 1’ ebbe modo de parlare al conte Baptista da Lodron, dal qual, per li ragionamenti l’ebbe con lui, li parse comprendere come haveano hauto speranza sopra qualche tratato ne la città de Verona, dicendo che haveano trovato tutte le città de la illustrissima Signoria provisle, ndeo che i soi disegni non haveano potuto sortir effetto, mostrando che ’1 disegno loro fusse che le genie de la Illustrissima Signoria dovessino uscir in campagna, unde hessendo poi la ditta città de Verona vacua de pressidio se havesse potuta sulevar, el dolendose che ’I fusse successo altramente. Disse, 340* interrogato, che i par a iudicio suo li inimici esser da l‘2 in 14 mili i persone, per occupar poco spalio de terreno ; el che alleviavano di fora a la campagna. Nè li par che siano troppo bona gente, et che hanno pochi cavalli. Dice haver visto le arlellarie sopra la piaza de Peschiera, che erano pezi -24 in zerca, de li qual ue erano Ire grosse, et el resto da campo. Et che pativano gravissimamente di vitua-rie. Che al Desanzano ge erano alcuni banditi de quel loco, fra i qual era uno fìol de Vicenza Vacha, et questi sono quelli che vanno dando taglia per quelli lochi convicini ; et non haver visto più pur un lodesco in altro loco che in campo a Peschiera, et lì a presso. Referisse etiam, ha versi partito questa matina da Lonà, dove dice esser giunto uno da Lonà partilo questa nocte a 4 bore da Peschiera, qual ha dito a lui fra Zuau Battista, come el campo se levava questa nolte, el credeva che dovesseno tender verso Sollerin el Cavriana, per esser vollà le arlellarie verso quelle parte. Di sier Dome,nego Pizamano podestà di Brexa, vidi lettere, di 22, hore 13. Come ogni giorno ho scrilo, ma penso sarà mancato qualche mario d’esse perchè ne sono ritornale adrieto do mano de letere mandate per diverse vie et sempre tornate Pur scriverò ogni giorno quanto habiamo. Nui ha verno rimandalo il Proveditora Lonà entrato ne la rocha con fatili '25 ; da poi li havemo mandato altri 25 ; et perchè quelli de la terra non le ha voluto dar nè pane nè vino, subilo havemo mandà Ferazin con altri 50 fanti, quali habbia a inlrar in la terra et per forza far fornir la rocha de ogni vituarie almeno per zorni 20, el poi se ne ritorni de qui lasando fanti 50 cum el Proveditor in dila rocha. Et questo è sta optima spesa, perchè quelli de Lonà eh’ era per dar una taglia a li inimici et li portava vituaria in campo, ha cessalo di questo et sono restati su li soi termini, perchè havemo fatoli intender che tanti du ali i durano a li inimici, nui ne voremo allratanli Etiam el Proveditor di Salò è venuto de qui, qual immediate beri havemo fato ritornar ; et havemo aviso che 1’ mirò hei i sera in Salò a hore 24 ; al qual loco havemo mandato Antonio di Valtrompia con fanti 200 di dita valle, 341 quali havevamo fati far per questa cilà Etiam se ne faceva far a la summa de 500 de dito loco, et se ne vadi de lì con ordine se intendi col Capitanio del Lago il qual era a l’Isola ; et se ’1 Capitanio fusse ben voluto in quella Riviera, come è odiato, sarìa stato de gran frutto ; ma non è homo lo vogli sentir al mondo, el ben bisogna el vadi cauto non volendo perir. Quelli de Salò se ha conzato con nemici in darli ducali 10 milìa,zoé 6000 Luni proximo a di 25, el resto l’altro Luni ; et haveali mandalo obslazi in campo Noi havemo posto ordine non li pigerà, et pur se li adunasse per mandarli, habbia-mo posto ogni diligenti;! i siano tolti per nui el siano mandati de qui, perchè io altro non invigele-tno che al ben del Stado nostro, non solum a la conservation de questa cilà, ma luto el brexano ; et parendone questa cosa de taia esser de maxima imporlantia, perchè Iute le terre et comuni coreva» no ad acordarsi per n >n esser depredati, che certo inimici Iraria de questo territorio da ducali 40 mi-lia, che saria la ruina de I’ impresa. De novo molti avisi havemo da diverse bande; ma sono zanze. Da Cassan, di sier Tomà Moro proeeditor generai, di 21. Come ha, inimici esser soto Bia-grassa con artellarie, et fanno Irinzee et cabioni. Quelli denlro per nome del signor duca de Milano stanno di bono animo, el con uno canon hanno butalo a terra el pavion del signor Antonio da Leva, et manchò poco non fusse morto, et fo morti alcuni soi familiari Et per alcuni ussiti de Milano venuti al nostro stipendio se ha, come li lanzinech diceano haver inlelligenlia in Brexa el Verona, però aspec* lano el tempo de li ; ma tute queste (erre sono state advertite da lui aziò provedano etc. De «pii è stà provisto in Bergamo 4 compagnie, in Brexa 5 et tre de cavalli lezieri, oltra li 750 fanti sono venuti de .Verona Li danari ancora non è zonti, che se aspela qui in campo per pagar le zente. In Crema etiam se ha provislo al bisogno di fanti. In li Orzinovi et altri luogi nui stiamo a l’erta, aspetando avisi de progressi de inimici che sono a Peschiera ; et venendo verso Brexa, audaremo a incontrarli per favorir Bergamo el altri lochi. Avisa, 6 pezi de ar-