425 MDXXVIIJ, MAGGIO. 426 d’oro et 500 di cose ; et cussi poi Pregadi la no-viza vene a palazo dal Serenissimo. A dì 14. La matina, la note e un poco la ma-tina piovete. Et vene lettere di le poste, ma quel le porla le bagnò tutte, adeo mal si poteno lezer. Pur fo lete. Da Verona, di rectori et provedifor Contarmi, di 13, hore .... Et il summario di queste si ha per lettere haute da Vicenza, come dirò de sotto. Da Vicenza, di sier Zuan Antonio da chà Taiapiera capitanio, di 13, hore 2. Hozi, a hore 14, ebbi uno reporto da li rectori et Proveditor generai Contapini da Verona, che per quello li era riferto, il signor Francesco Castelalto capitanio di Trento, con 6000 fanti, cavalli 200 et 6 pezi di ar-tellaria et 20 cara di monitione, havendo preso el camino do miglia sopra Roveredo, caminava beri a nona verso Schio per venir a questa volta ; il che ha spaurita tutta questa città. Pur la dieta nova non par reussir, "si perchè tutte le vie die riportano a questo territorio, excelto quella del canal di Brenta, sono pessime et non li può venir cari ma con dili-cultà li cavalli, si etiam perchè uno frate Carmelitano et dui altri di questo territorio parliti heri, come dicono, da Roveredo a hore 18, dicono de li a Roveredo non esser gente da guerra né haver inteso cosa alcuna de ditti fanti, artellaria et cavalli. 288 Oltra el qual aviso, ne ho hauto uno altro in conformità de li confini ; sichè non mi par li sia ragion alcuna vengano qui. Item, manda una lettera auta dal capitanio del devedo, qual dice cussi : Magnifico, honorandissimo patron. In questa bora Pè venuto uno mio el quale ha-veva mandalo a Trento, et se partile heri matina da Trento et ha lardigato per venir di notte. Me ha referito, come in Trento non li é soldato di sorte alcuna, et ben haver visto pezi 6 de artellaria su la piaza et haver inteso che lutti li cavalli sono di solo da Roverè. Ben dice haver inleso esser fra Igna et Bolzan, et erano ancora 5 bandiere, et anche diceasi el contrario Et haver inteso, che lo exercito si ha-vea retrato da la Chiusa. Ancora, che haveano scrito le zenle del paese, ma non volevano andarli si non • hanno el viver. In Lesego a dì 13 Mano 1528. Sottoscritta : Zuan Antonio Zen capitanio del devedo. Capitolo di lettere di Verona, di 12. Come inimici hanno fallo el ponte et passalo tulli li cavalli et le bagaie ; passavano Parlellaria, et le gente tutte stavano in bataglia, et faceano far le spianate. Per gente di veduta exporti di guerra, dicono che pono esser da 15 in 16 milia. Per uno di nostri preso et poi fuzilo, inlendemo che ragionavano di prender la Chiusa, et lo iclerogavano che gente era in Verona, et che provision si faceva ; al che lui rispose non saper cosa alcuna. Dicevano fra loro che volevano prender la Chiusa et poi venir a questa città ; il che non si crede, che havendo butato il ponte fra la Crovara et la Chiusa non mostravano di venir de qui, ma passar ben et andar oltra. Io Marin Sanudo con sier Marco Antonio Ve- 289') nier signor di Sanguanè mio nepote, fui in Collegio rechiedendo artellarie el monilion per il castello di Sanguanè, perchè venendo inimici verso Ponte Mo-lin, polriano venir a Sanguanè dove in castello si salva assà anime et animali, et far danno et haver il locho. Et quello vulsi avi, zoè do falconetti di ferro, do barilli di polvere, 50 ballote. Ave : 22, 1, 0. Venel’orator di Mantoa, qual disse il suo signor haver hauto ordine dal Papa di far fanti et custodir Parma et Piasenza. Vene P orator di Pranza con una lettera hauta, che quel Brunoro da Gambara è a Milan a servicii de imperiali, per la crida fatta, volendo la Signoria veniria a nostri stipendii. È da saper. Per lettere da Orvieto, del ca-valier Caxalio, si ha come il prolhonotario di Gambara, stato in Anglia et Pranza a nome del Papa è tornato a Orvieto ; il Papa lo manda governa-tor a Bologna a nome di Soa Santità. Vene P orator di Anglia. Fo balotato uno secretano da andar a Ferrara et parli imediate. Et balotato, per spese, darli ducati 50. Rimase Nicolò Sagudino. Fo ballotà Daniel di Lodovici, Constantin Ca-vaza, Hironimo di Alberti, Alvise di Marin, Nicolò di Gabrieli. Vene in Collegio domino Baldo Antonio Falcu-lio orator del Capitanio Zeneral, el monslrò una lettera a la Signoria per la qual ringratia molto di la lettera li ha scritto la Signoria, et farà con fede, nè mancherà etc. (1) La carta 288* è bianca.