533 MDXXV1II, MAGGIO. ' 534 di quali sono : Saladino Ferro, Gotifredo di Pal-mier, Antonio de lndello per li nobeli, et per el popolo Ztian Balista Ficola notaro, Filipo Jacomo Mo-reliano et Marco Cicho calafato. Parloe dito Gotifredo, dicendo esser ritornati solo la Signoria de San Marco come erano prima ; et apresenlono alcuni capitoli da esser coufirmati. El Serenissimo li usoe grate parole et li comisse a expedirli a li Savi. 357 Vene l’orator de Franza et ricoinandò a la Signoria el capitanio Cosclio, dicendo è valente homo et de Pavia non è in colpa alcuna. Et el Serenissimo disse se vederia ; non Imendo fallato sarà quel era prima. Vene l’orator di Ferrara con lelere del suo signor Duca, in iustification sua che alcuni de qui diceva darla passo et vicluarie a lanzinech, che lui non è per far alcuna cossa et voi esser fermo in la liga. Il Serenissimo laudò tal opinion etc. Vene l’orator di Manloa insieme con uno secretano del Marchexe venuto a posta, nominalo Benedeto Agnello, con lelere di credenza ; el poi disse che ’1 signor Marchese pregava questo excel-lentissimo Staio volesse far uno salvoconduto a Pao- lo Luzasco che ’1 potesse venir a iuslificar la causa del suo non entrar in Verona, perchè voleva provar che li vene contra homeni de autorità a dirli che se P mirava in Verona, saria retenuto, et del resto voleva tornar a P exilio etc. 11 Serenissimo et tulio el Collegio con acerba ciera disse non voleva far niente, imo che P andava zercando fosse redopià la taia. Et cussi se partiteno bassi. Da poi disnar, fo Gran Conscio et vene el Serenissimo. Fu poslo, per li Consieri et Cai di XL, la parte presa in Pregadi de far un Procuralor. Sarà copiala qui avanti. Fu presa. Ave : . . . . Et in questo Conseio non fo alcun Censor, per esser amalati. 932 Electo Procurator di San Marco sopra le comissarie di Ultra, insta la parte hora presa. f Sier Zuan Pixani è di Pregadi, di sier Alvise procurator, el qual offerse ducali 14 milia, di quali ne porlò 12 milia, et li 2000 prò-mete portar damalina .... 762.165 non Sier Hironimo Grimani fo Cao del Conseio di X, qu. sier Marin. Item, fu fato del Conseio di X sier Polo Nani fo podestà a Verona, qual è Proveditor zeneral in Verona, savio sora i conli ; muti passoe ; et fu fato Signor de nocle de S. Marco, in loco de sier Filippo Minio a chi Dio perdoni. Item, etiam in suo loco XL Zivil ordinario, et rimase sier Zacaria Orio fo XL Zivil, qual è a le porle de Verona. Siché fo falò 9 voxe. " Del campo sotto Napoli, del Pixani et Pe-maro procuratori, fo lettere, dì 22. Come, hes-sendo slà ordinate eerte trinzee per monsignor di Laulrech el dato la cura al signor Oratio Baion ca-pilanio de fanti de fiorentini de la Banda negra, et (tessendo sta principiate a far, dove erano alcuni soi archibusieri a la guarda, et perchè inimici ob-slavano non se facesse, esso signor Oratio andò 357* disarmato per veder quello se faceva, a cavallo, et andato con alcuni soi un poco discosto, inimici erano imboscati, et li veneno contra* et lui volendo recularsi el cavallo li cascò, et a piedi hessendo abandonato da li soi, fo da le piche morto et spogliato: lo lassono in terra. Andato poi alcuni cavalli per soccorerlo, lo trovorno non ancora ben morto et spogliato, ma de lì poco morite ; eh’ è slà grandissimo pecato. Era valente, de anni ..... et fradello del signor Malatesta, naturai però, et fiol fo del signor Zuan Paulo Baion. Questa letera vene soto lelere de Fiorenza, per via del Proveditor de Ravenna. Zonse a hore 20. Da Fiorenza, del Surian orator, di ... . Come quelli Signori, volendo mandar li 2000 fanti promessi in qua, havia scrito a monsignor di Lautrech, non acadendo più de lì li soi fanti con el signor Oratio Bagion, li mandasse indrio, et se pur voleva tenir li fanti, mandasse el signor Horalio. Di Franza, poi venuto Conseio zoso, fo lettere di l’ Orator nostro, da Poesi, di 13, 14 et 19. Del zonzer lì Andrea Rosso a dì 13, et P audienlia habula dal re Christianissimo, dove era etiam P Orator nostro et li oratori de Anglia, Mi-lan et Fiorenza come collegati, exponendo ad haver il presto soccorso etc., per el calar di lanzinech. Soa Maestà rispose che questa provision era zà facta, et come sa POrator, mandava li lanzinech et le lanze soto monsignor de San Polo et monsignor de Obignì, remetendo in reliquis al suo Conseio. Da poi fue etiam al Conseio. 11 Re et il Gran Mai-slro erano andati a la caza. Nel qual Conseio disse il Gran Canzelier che zà era stà spazà li deputali a far li lanzinech, di quali 4000 prestissimi sariano ad Ivrea ; ma bisogna se mandi scorta de zente d’arme da passar seguri, et il Pagador con danari per la