473 UDXXVIII, MAGGIO. 474 che è quela di Baldaserra Azale stia anchor lei pre parala et pronptissima. Et cussi di mano in mano cargaremo con queste gente et la persona nostra, et reimpiremo secondo il bisogno. A Bressa habbiamo scritto et dati li ordini debiti et fatto sapere il pen-sier nostro di presidiare quela città. 11 medesimo habbiamo fatto in campo avertendo queli signori del tutto, et racordando et sollicitando le repara-tioni di Bergomo et la prompteza per le provisioui di la difesa di quelo se bisognasse; et cussi per quanto sarà in nostro potere havemo l'oehio, la mente et la considera tione per tutto, nè perdoneremo a vigilia nè a fatiga o periculo alcuno al qual fusse necessario di exporci per servitio di queli Illustrissimi Signori, a li quali racordarete per parie nostra che voglino soliciiare il venire di le altre compagnie che se aspettano, et far che de'mano in mano ne siamo avisati, a ciò sappiamo come potercene servire. Et in bona gratia di lor signorie molto ne raco- 316 mandarete, facendoli intendere che habbiamo mandati fuora de li nostri cavali legieri per haver nova de inimici, et che non sono ancor tornati, et di quanto riporteranno saranno avisati. Olirà di questo, gli farete intendere, come, havendo noi poi che siamo di qua praticato missier Jacomello Novello, l’habbiamo veramente trovato persona mollo ca-paze de le cose de la guerra et experto et pieno di quele bone parti che convengono ad un soldato par suo, onde per questo et per la grandissima fede et servitù che gli moslra haver a questo Stato, certamente siamo de lui molto satisfatti, et benché possiamo essere certissimi che tulle queste cose siano ben note a la Illustrissima Signoria haveudola quela sì longamente experimentalo, non di meno per satisfare a la verità, et perché noi facendo ce»pareria mancar al debito nostro, vogliamo che gli lo expo-niate ancor per parte nostra. Bavendo scritto sin qui, è tornato chi mandassimo a spiar de nemici, et referisse come arrivavano’ tuttavia a Peschiera, et però expediamo in questa hora a la volta di Bressa con l’ordine sudetlo, et con tutta la solliciludine le dele compagnie. Nè altro ocorre. Stale sano. Da Verona, a li 18 de Mazo 1528, a fiore 20. Dux Urbini etc. Urbis praefec-ius ac Serenissimi Vene-tiarum Domimi Capita-netis generaìis, etc. Da poi disnar, fo Pregadi, et ledo assaissimo 317') lettere, et vene : Di Franza, del Justinian orator, da Boesì, di 28-del passato, 2, 4 et .... di V instante. Scrive di un consulto à fatto li oratori di la liga con il Gran Canzelier Cardinal zerca le provision da esser falle contra questi lanzinech che vien in Italia. Erano quel del Papa, 2 di Anglia, lui nostro, Fio* renza et Milan- Et par che lo episcopo di Pistoia nontio del Papa facesse mal ofìcio conira la Signoria nostra,*dicendo le manca di fede, causa di la mina del Papa, che lien Havena et Zervia al Papa contra il dover, che promette una cosa et fa l’altra. ltem, quel di Anglia, uno disse che la Signoria doveva render Ravena et Zervia, et l’altro orator disse questo non è tempo di parlar di tal cosse, ma atender a far le provision contra li nimici. Lui nostro iuslificò la Signoria destro modo per non iritar Pistoia. Quel di Fiorenza disse bisognava haver un bon capitanio, laudando tuor il duca di Ferrara. Et cussi non fo fato altro. Da poi, davanti il Re fono, et concluse Soa Maestà mandar pressidio di 6000 lanzinech et 2000 francesi i quali per 20 Mazo sariano a Ivrea, et li danari fosseno per pagarli. Et il Gran Maestro et Gran Canzelier disseno di la segurtà a Lion. Tamen il Re non lo disse. Et più, par che voglino che fiorentini ne pagano 2000 ; et par che quel orator fiorentin dicesse non haver commission, ma lenir li soi Signori asenteriano. Scrive, esser zonlo quel nontio di Anglia con l’ora-tor di madama Margarita dia passar in Spagna da l’Imperador per veder di acordo, el qual voleva qualche assenso da questa Maestà ; ma i non li volse dar alcuna parola per star su la reputation. Di Anglia, del Venier orator, di 24 Aprii, da Londra. Come quel orator di madama Margarita, con uno homo del Cardinal erano parlili per andar in Franza et de 11 in Spagna da l’Imperador per veder di tralar la paxe, come scrisse per le altre. Da Verona, di l’Emo podestà, Nani et 317* Contarmi proveditori zenerali, di 18, hore 22. Come inimici erano levati, come scrisseno, in ordinanza, et scrive l’ordine è andati a Peschiera et brusato le Cavalcasele; eh’ é segnai vadino in bre-xana. Per il che, il Capitanio Zeneral ha terminà et expedito da fanti 730 sotto tre capi per Brexa, zoé: Tognon da la Riva con 400, Piero Maria Aldovran-din con 181, et Cesare Grasso da Ravenna con 150, (1) La carta 316* è bianca.