54o terminando capitolare, il Morosini fece inalberare bandiera bianca, inviando due uffìziali al gran visir deputati a entrar seco in negoziazione per la resa di Candì», terminare la disastrosa lotta e venire n concordia. Gli articoli di questa furono sottoscritli a’6 settembre, per cui fu ceduta a’turchi la contrastata città, a’i6, dopo due anni e 5 mesi del più sanguinoso stretto assedio del visir, divenuta un ci (»ilerio di mortali e un orrido spettacolo di desolazione; e restarono in potere de’veneziani nell’isola, le sole fortezze di Suda, Carabuso e Spinalonga co’ loro territorii, e Clissa con altre terre acquistale in Dalmazia e Albania. Fu concesso u’veneziani il portar via da Candia le milizie e i cittadini che non volessero rimanervi, con tutti i loro bagagli, viveri earmi. Si crede,che nel solo 166g, i veneziani e loro genti morti o divenut i invalidi ascendessero a i 1,000. Per ulteriore disgrazia, perirono poi per burrasca di mare molti di que’ legui, che conducevano il valoroso presidio e gli a-bitanti dell’ infelice città. Si salvò e portò a Venezia la miracolosa immagine della lì. Vergi ne, che con gran venerazione era nella cattedrale di s. Tito, la quale dipoi con decreto del senato fu collocata nella chiesa della Salute, per doversi esporre nella festa della Presentazione, con ¡stabilire tal giorno 21 novembre per annua visita votiva a piedi del doge col corpo sovrano. Sono concordi le testimonianze che Iu terribile contesa di questa piazza è costata la vita di 108,000 turchi, e 3o,ooo cristiani, uè manca chi sostiene, a confessione de’turchi, aver questi perduto 200,000 uomioi. Tutto fu portato via da Candia, sì dalle chiese, sì da pub-blici stabilimenti, sì dalle private ablazioni, comprese le monache e i religiosi, e 4>000 filanti clic seguirono la sor le de’ combattenti seco rccaudo tutte quante le loro sostanze. Quindi di Candia non rimase clic uno scheletro colle mura squarciate per lo scoppio di 1364 “**De> inca- paci perciò di più servire a difesa, ed or rendamente lorde dal sangue di tante migliaia di vittime. Quest’ ultimo Ulto descrive Casoni. » Ma dopo nuovi io-auditi cimenti, diminuito il nuraerode' guerrieri, dalle militari fatiche e dalle malattie, ridotta Candia ad un cumulo d’insanguinate rovine, rovesciata ogni barriera, su cui tener piede fermo, esaurita quindi ogni speranza di più lun^i resistenza, cessero i veneziani quella piar za li 6 settembre 1669, dopo 25 anni di guerra, ma a condizioni tanto onorifiche per cui le stesse europee polente, oltre Luigi XIV, spedirono ambasciatori alla repubblica onde far manifesto lo stu-por loro per così inatteso avvenimento”. Tale fu Tesilo dello strepitoso asse dio di Candia, con gravissimo danno della repubblica di Venezia, ma insieme con immortai sua gloria, per averne sì luu ga mente e con tanto eroismo disputato al-lu formidabile potenza diTurchia l'acquisto; avendo quasi sola guerreggiato,speri meritata ogni crudeltà degli elementi, e dato provedi magnanimità, destrezja,pazienza e costanza. Ricevette gratulaziom, uscita dalla tremenda lotta,da quegli tiessi ch’erano stati semplici spettatori 0 deboli soccorritori. Portatone il doloroso annunzio a Venezia, un coutemporaneo che vi si trovò presente, racconta Muratori, che gli parve di vedere il dì del finimondo; tanti erano i gemiti, le lagrime, gli urli, la generale desolatone. Il popolo fanatico e irragionevole, dopo tante perdite e nuova vendita di uobillà, dopo tanti sagrifizi, procedeva per la città deplorando la grande sciagura, vomitando spropositi contro la Provvidenza, maledizioni contro i turchi, e villanie senza fine all’ invitto e benemerito Morosini, chiamandolo ad alle voci tradì1 loie, per imputargli lu perdita della citta e per non aver voluto sostenere il felici ardire della sortila francese. Guai se quel-l’illustre geueralc fosse allora giunto 10 Veuezia, Ira un popolo così infuriato-