44 2 tò dalle finestre del palazzo. Era ella lina Morosina Morosini, tanto innanzi nella grazia del popolo, come lo era il marito per l'affabilità e dolcezza del suo carattere, che si volle ad onor suo rinnovare la ceremonia della coronazione di cui pochealtredogaresse prima di lei aveano goduto, fra le quali la moglie di Pasquale Malipiero doge 66.°e la moglie di Lorenzo Priuli doge 82.°Narra il prof. Ro-manin,ch'era la domenica/f maggio 1597 quando i consiglieri e altri nobili di Pre-gadi andarono col Bucintoro al palazzo già abitato dal doge Grimani a s. Luca, sopra il Canal grande, a levarne la dogaressa colla compagnia delle gentildon-neche formavano il suo corteggio. Discesero alla Piazzetta, ove a cura della corporazione de’ beccai era stato eretto un gran arco con bellissimo apparato, efece-ro il giro di tutte e due le piazze sotto un porticato di tende a tal uopo costrutto. Precedevano 3oo bombardieri, poi venivano i corpi delle arti, 166 gentildonne vestite di raso, damasco, velluto e tabi a tnarizzo bianco, tutte con ventagli bianchi, perle al collo, smaniglie, cinture, catenelle e coronelle d’oro in testa. Seguivano altre 24 dame vestite di verde e altrettante de’inedesimi drappi di seta di color turchino, poi 4p*'ocuralori e la moglie del cancellier grande vestila di nero a maniche larghe; indi 7 fra figliuole e nipoti della dogaressa, in vesti bianche ad argento e oro, cou perle e gioie in gran quantità, seguite da 6 damigelle vestite di verde e da 2 bellissimi nani maschio e femmina. Avanzavasi finalmente cou maestoso passo la dogaressa, vestita di drappo d’oro con manto’di soprarizzo e il corno ducale in testa, tra’due consiglieri anziani, mentre poi processioualmente la seguivano altri consiglieri, i procuratori e tutta la signoria. Così entrò la pomposa comitiva nella chiesa di s. Marco, ove la principessa si fece avanti l’altare maggiore, e letta dal gran cancelliere la commissione ducale, prestò il giuramento in presenza de’consiglieri. Fu quindi caDl, to il Te Deum,e la dogaressa salì in. , lazzo per la scala Foscara che esistila rimpetto presso a poco all’attuale tna' gnifica scala de’Giganti. Passò dinanzi tutte le XIX arti con bell’ordine disposte fra le quali distinguevansi piincipalinen! te in capodella scala a sinistra i barbieri poi gli oreGci, con bellissimo sfoggio dì oggetti d’oro e di argento; i sarti, i calzo-lai, i mereiai, gli specchiai che avetano fornito tutto il loro luogo di archi, trofei e specchi da tutte le parti; i varotlari che lo stessoavevanofattodi ermellino ed»|. tre preziosissime pelli; gli spadai chea-vevano disposto bell’intrecciamento d’«r-mi con un motto sulla porta dell’uflizio del Procurador che diceva: Ex bello pax. Poi venivano i dipintori, i tintori, i tessitori di panni. Ali’ uffizio dell’Au-ditor nuovo erano in bell’ordine disposti i fabbri, i falegnami, i muratori e taglili pietra ; erano più in là collocati i conciapelli, i pistori, i vetrai. Tutte queste arti furono prima in processione per la piazza sfilando avanti le gentildonne, preceduti da’ 3oo bombardieri nominati; poi occupati i loro posti nel palano offrivano alla principessa nel suo passaggio confetture colle parole Ben venga Vostra Serenità, ed ella a ciascuno rispondendo altra volta passava oltre. Giunta nella sala del Maggior consiglio, levati tutti i banchi, fu dato un sontuoso festino, occupando la dogaressa la sedia ducale fra’ consiglieri colle damigelle a’piedi e le sue gentildonne disposte intorno. La refezione fu portata a lume ili torcie iu giro per la piazza in 3oo cestelle dorate con confetture di vario genere, rappresentanti uomini,donne, fumane, barche e altri oggetti con ¡squisito lavoro. Il 3."giorno la principessa vestita d’argento e manto di restagno d oroauil 1 nella basilica di s. Marco colle sue gcn tildonne. Avendo Papa Clemente N I saputo di questa corouazioue, inviòa Ve nezia per internunzio apostolico il suo 1 '