Il Uiiouo pi» che tutti gli altri confederali all* «lituiia, pel numero de’vascelli t de' soldati, come di morti, e lo leggo adCabuti, Devila et rebus gei lis Pii V; (mcoJo infiammati di vendicare la perfidia • le crudeltà turchesche, e la periti* del regno di Cipro, onde si copriro-•» di gloria immortale. Che Sebastiano Venier reso distinto dall’ anteriore carnet* dell’armi, acquisi!» altissima fuma e fu condotto all’ apice della gloria e degli ••ari. Il di lui senno, grande tperienza nelle cote di mare, l’intrepido coraggio, umio alle doti di gran capitano, a’ripie* [tu di raflìnato politico, tutte queste rare prerogative seppe sviluppare Della giornata delleCurzolari incu¡446 legni «i preten-Uuioo in linea, e colla morie di 30,990 (credo Callo tipografico nella cifra del a.° •umero,e sai à megli oleggercai),()go)lur-clu e 10,(56cristiani,e rinnovata lacele-U1I4 del promontorio d'Azio, famoso già per la sconfida di Marc’Antonio e per la villoría d’ Ottavio, che lo rese padrone iW mondo, accaduta ivi dappresso 16 semi» prima.Reduce alla patria,questa gratísima I' accolte col meritato trionfo, e poi I innalzò a doge, e l’uno e l’altro più »atto descriverò. L’armatura ch’egli indossava odia giornata di Lepanto venne 'lfc»ta alla repubblica da d. Giovanni <1 Austria, il quale ottenutala, tenne in ««lodi caro e prezioso dono. Osterva il Moachini, che te i veneziani per mancan-*• di aiuti degli alleati 0011 poterono ricuperar« Cipro, latciarono però in que-*** guerra due memorandi tettimoni di ! co virlù, la difesa di Famagosta, sostenuta dal Dragadino, che i turchi traditoci scorticarono vivo; e la vittoriaalleCur-trA*ty, die fu delle più famose ottenute in •»«re e dovuta specialmente al Venier; “•gnificoe sterile trionfo, come op-j"« Innamenle lo qualifica il lodatoconle »»dolo. — Imperocché fermo tempre il * vendosial solito dagli tpngnuoli varie dif-ficollà, e perdendosi nella di’^ussione un tempo prezioto, topraggiunlo l’inverno, i generali tpagnuoli si ritirarono con grandissimo dispiacere de*veneziani, vedendo di nuovo soltenlrare la tiepidezza all’ardore della comune impresa. Ad impedirla, invano il senato fece rappresentare dal suo oratore al re il bisogno di travagliare il turco nella vernala e non lasciargli tempo da respirare; esser ora facile l'annichilarne le forze.l acquislnre tutto quanto si avesse tentato, mentre lasciala sfuggire I’ occasione, diverrebbe difficile; di più sarebbe colpa non usare della vittoria che Dio avea dato, di permettere al turco di riposarsi e rinvigorirsi ncll'iu verno, anzi sarebbe pur cagione che ire di Polonia, Moscovia e Persia non si movessero. Invano raccomandò al Venier di mettere tutto in opera per dissuadere d. Giovanni dall'andare a svernare, avendo la repubblica inviato anche altre galere. Le grandi azioni di d. Giovanni furono interrotte o impedite dagl'interessi degli spagnuoli, dalla poco buona volontà loro verso Venezia, con danno di tutto il popolo cristiano, e fors’ancoda qualche invidia che portavano alla felicità di quel magnanimo principe per la grande opiniooe che in o-gni parte tutti aveaoo concepito di lui. La politica cupa ed egoistica di Filippo II non era da tollerare che altro nome sorger poteste ad eclissare il suo ; da lui non aspettarsi la repubblica una risoluzione magnanima, un toccorso disinterestalo ; e a rallentare vieppiù l’ardore della lega topraggiunse il 1 ."maggio 1 la l>eata morte di «. Pio V, che n’era stalo indefesso eccitatore e sostenitore. Dopo ¡i giorni gli successe Gregario X!II. presto il