588 glieria, le cessate vertenze colla repubblica di Venezia, e ricordate le differenze eli’ ebbe con essa l’altro concittadino Alessandro VllIjCreò cardinale un altro patrizio veneto in Antonio Marino friuli vescovo di Vicenza e con elogio, iodi col breve Indumenlorum, de’ i o febbraio 1759, Bull, cit., p. 91 : Plebanos prò tempore collegiatae Ecclesiae s. Feli-cis Pene ti arimi, in qua Sunimus Ponti-fex sacro Baptismate fuit regeneratus, in apostolicos Notarios recepii eisque praelatitium habitumet rocchettum e-largilur gestanduni intra pracdictarn Ecclesiam. Oltre l’aver dichiarato il parroco prò tempore protonotario apostolico, con privilegio dell’insegue prelatizie in qualunque solennità della stessa chiesa, a questa donò una ricchissima pianeta e un ostensorio d’ argento. Alla biblioteca Marciana inandò in dono le opere del suo antecessore Benedetto XIV,e le sue proprie IJecisiones s. Rotile Romanae co-rum etc. Rornae apud Darbiellini, in 3 tomi magnificamente legale. Quindi aJ25 marzo di detto anno avendo per la i.* volta benedetto la Rosa d’oro, l’inviò in dono al doge Loredano, per l'ablegaloa-postolico Firrao, più tardi nunzio di Venezia, nel quale articolo descrissi la solenne funzione che perciò ebbe luogo nella basilica ducale, di poi confermando il l’apa alla repubblica di avere in Roma l’uditore di Rota veneziano, e gliene accordò la nomina per un qualificato suo personaggio. A’24 settembre 1759 annoverò al sagro collegio un altro nobile veneto in Sante Veronese, suo successore nel vescovato di Padova. Inoltre Clemente XIII nel gennaio 1760 promovendo il nunzio di Venezia Colonna Branci furie a presidente della legazione d’Urbino , die poi elevò alla porpora , gli sostituì Francesco Caraffa di Traieltoarcivescovo di Patrasso. Poi nel 1761,00! brevePer multa, ilei i3 marzo, Bull. Rom. cont. t. 2, p.7 i,coufermò in perpetuo il titolo d’ abbadtssa alla superiora dell’agosti- niane di s. Caterina, col privilegio bacilli deferendi in soleinnioribus fesn et annuii benedicti digito gestandi- a’ 1 luglio concesse che la festa dell’ AnnuiP-ziazione, tanto memorabile per l’origine di Venezia, si celebrasse nella sua diocesi cou ottava e non ostante che in altro giorno si trasferisse; a’20 settembre beatificò solennemente il suo parente e concittadino b. Gregorio Barbarigo, anche predecessore nel vescovato di Padova-ed ordino al senato romano si portasse nel dì seguente in forma pubblica a ve aerare nella basilica Vaticana il novello Bealo, hidia’23 novembre fece cardinale il patrizio veneto Giovanni Molino vescovo di Brescia e già uditore di Rota.Osserva il Moschini, nella biografia del doge Francesco Loredano, che nel pontificato del concittadino Clemente XIII, parve che si accrescesse in lui la pietà,della quale si sarebbero altri frutti ammirali se la morte non lo avesse tolto alla edificazione e al desiderio della patria a’19 maggio 1762, dopo un dogado pacifico. Le sue ceneri si tumularono nel tempio de’ss. Gio. e Paolo, dove l’altro doge Leonardo Loredano ha ricco monumento. Importa che io noti qui di passaggio un brano di risposta da me scritta a’ 14 settembre 1 835, riguardante la bella o-pera del dotto conte Leonardo Maniu nipote dell’ ultimo doge, che porla per titolo: Illustrazione delle medaglie ile Dogi di Venezia denominale Oselle (tie fece una 2.a edizione in occasione che a Venezia raccoglievasi nel 1847 il IX congresso degli scienziati italiani, e che, al dire del conte Dandolo, condusse a tal grado di perfezione da lasciare assai poca speranza di vincerlo a chicchessia). 11 i‘t-spetlabile veneto e mio amorevole defunto Francesco Brambilla capo dell i. r.Censura di Venezia, divoto e affezionatissimo a Gregorio XVI, a’ 6 settembre i835 fra le altre cose mi scrisse. » Debbo uel poi farle una preghiera, che consiste desiderio inio di sapere quale sia la