monastero di s. Giacomo di Mutano, e Lucia Tiepolo, fondatrice in Venezia del cospicuo monastero del Corpo del Signore. Anclie Beniarda Dotto e Girolama Lero, dalle quali riconoscono l’origine i monasteri di s. Girolamo, l’uno contiguo a Treviso, l’altro in Venezia, riceverono in questo monastero nel secolo XIV i primi rudimenti della perfezione religiosa. L’alta riputazione di straordinaria pietà die fioriva tra queste agostiniane, venne in cognizione d’Eugenio IV, che nel 1431 vietò il disturbarne lo spirito di solitudine, e nel i432 gli lece dare discrete costituzioni; neli438 gli uni le rendite, ed assegnò le suppellettili ed i marini del rovinoso inouastero di s. Lorenzo d’A ninnano, in uno alle ss. Reliquie, fra le quali una ss. Spina. Sotto Nicolò V fu unito ul monastero l'abbandonato priorato di s. Giustina di Venezia, già de’ca-nUViici regolari del ss. Salvatore e di s. Brigida, ove poi alcune monache passarono a formarvi un florido chiosilo. Intanto pregiudicalo il monastero dalla lunghezza del tempo, si dispose nel 1461 l'intera riparazione con privilegi di Pio II, che neh 463.lo dichiarò esente e immediatamente soggetto alla s. Sede. Paolo Il nel 1469 unì al monastero ili s. Maria degli Angeli la chiesa parrocchiale di s. Salvatore di Murano. Dovendo il Papa approvare l’eletta priora, neli473 il Cardinal Lliario legato ne dispensò le monache, privilegio confermalo con autorità di Paolo III nel i544> 111:1 limitandosi a 3 anni la durala delle priore. Il monastero riboccando di religiose, per procurai ne Campiamone Innocenzo VI II gli ottenne snssidii dal senato, e nel 14;)o unì a quello di s. Malia dagli Angeli il monastero cisterciense abbandonato di s. Maria dell’Ospedale di Pia ve di Lova-dina, originato sin da’tempi di Sergio IV Papa per ricovero de’pellegrini ili Terra Sauta, restando affidata la cura dell’aui-me ad un cisterciense o altro sacerdote. Alessandro VI neli4j)5dichiarò spellare 677 ad esse monache i benefìzi ecclesiastici di Lovadina. Graie le medesime a Dio per tante larghe beneficenze, rifabbricarono con magnificenza la loro chiesa, ed a’itì maggio i52q la consagrò solennemente Daniele de fiossi vescovo ili Caorle. Nel recinto esterno del monastero, formante piazza alla chiesa, per divozione il prete Francesco Alberi nel 1566 eresse una decente cappella in onore del dottore s. Girolamo, che a’5 febbraio 1 567 cousagrò Giovanni Delfino vescovo di Torcetto. Nella chiesa di s. Maria degli Angeli ebbe tomba il celebre Sebastiano Venier vincitore a Lepanto e poi doge. Le monache agostiniane vi restarono sino at 1810, epoca della sempre dcploranda soppressione, per la quale fu demolito il monastero. Vasto è il tempio e di bella forma. 11 copioso e ricco soffitto è vago dipinto del Pennacchi. I 5 grandi quadri co'falli della vita di s. Marco sono di Domenico Tintoretto; però in quello con ('Apparizione del Santo può sospettarsi d'un qualche colpo del pennello paterno. Alla parte opposta la s. Apollonia minacciala del martirio è del Perini-da; il martirio di s. Cristoforo è dell’ A-liense, e quello della ricordala santa è del Dal Friso. Sono sullo stile del Palma giovine le tavole de' due primi altari. I quadri de' due altari laterali, con Cristo die appare alla Maddalena, e un Deposto di Croce, sono di G. del Sul via li o della scuola sua. L’Aununziata al maggior aitai e è graziosissima opera del Pordenone. Il gran quadro con l’ingresso di Cristo in Gerusalemme è del Diziani. La chiesa di s. Malia degli Angeli, bisognosa di granile restauro, non è da alcun tempo pài officiata, e vari quadri ed altri oggetti sagri furono collocali nell’attuale chiesa parrocchiale di s. Pietro martire. — S. Giuseppe oratorio non sagramentale, con ospizio a ricovero di povere vedove eretto nel 1754, secondo lo Stalo personale. Ma ileav. Cicogna trattando nelle preziose Inscrizioni Venezia-79