5 22 possessori. Quali gioielli dello stesso artista, conservo alcuni ritratti di mia famiglia, oltre quel lo di Gregorio XVI eseguito nel declinar del pontificato. Innume-rabili sono i leggiadrissimi disegni da lui operati. Del suo ingegno, valore e altre opere, meglio è ammirarlo nello storico illustre della Pittura Veneziana, il quale nella sua delicatezza, pe’ soavi nodi che a lui lo stringono, parlò con sentenza degli altri e principalmente de’profes-sori dell’arte. Fra gli altri usciti dagl’insegnamenti dell’accademica scuola, soltanto mi limiteròa rammentareiseguenti. Cosroe Dusi di talento originale, di pronte idee, sollecito nell’operare, dotto nel disegno e nel colorito, in una parola, nato per essere artista. Il cav. Pietro Paoletti di Belluno produsse opere com-mendevolissime a olio, e si mostrò distinto anche nell’affresco. Felice, pronta e feconda ebbe l’immaginazione; rapidamente eseguiva le sue opere, ina nel più bello di sua vita, scese nel sepolcro lasciando gran desiderio ne’suoi ammiratori. Uno ne fui e sono io. Posseggo di lui, e me ne vauto, oltre pregevoli disegni a penna, in cui pur era valentissimo, i i quadri bellissimi dipinti a olio d’ogni grandezza, 5 de’ quali avuti per onorevole legato del laudato Pontefice, che protesse I’ illustre concittadino e lo creò cavaliere. Molto mi resterebbe dire del Paoletti e delle sue opere, ma troppo riguardandomi, me ne astengo, sebbene alcune cose pure riguardino le venete. Se a Dio piacerà che io possa erigere il vagheggiato imperituro monumento a Gregorio XVI, al modo detto nel voi. LXX, p. 109, e altrove, oltre quanto in questo Dizionario di già alzai, e fecondò non pochi ubertosi frutti alla gloria di quel dottissimo e santissimo supremo Gerarca, mi si aprirà più opportuno campod’eseguirlo. Ulinani! Onore del bel sesso e dell’ arte fti Marianna Pascoli, provetta e consumata nel magistero della tavolozza, ricevendo in- segnamento anche dal Fidia italiano Canova, che ritrasse. A suo consiglio, a ca-gion del sesso, lasciò la storica pittura, e si applicò unicamente alle copie delle magne produzioni de’veneli maestri, con quella preparazione utilissima da lei trovata, di cui parlai nel luogo che citai nel § X, n. 2!. Non eravi forestiere cospicuo che venisse a visitare le Lagune, il quale non 1 ¡pall iasse fatto ricco di sue eleganti e diligentissime copie. Così ella ritraendosi dalla magna pittura, operò che i miracoli dell’arte veneta da lei riprodotti fossero diffusi per lo straniero, e così procurando la gloria sempre maggiore de’veneti antichi campioni, intese, senza por mente, a formarsi una gloria essa stessa. Ora da alcuni anni morì, lasciando desiderio di sè presso i buoni. All’ epoca che scriveva il Zanotto, già l’esimia pittrice Maria Tagliapietra dava saggi del suo valore, facendo concepire liete speranze. Tra’prospettici e decoratori, valorosi e lodatissimi erano i seguenti. Prof. Giuseppe Borsaio, il quale tanto operò da stancar la mente e la penna di chi volesse tutti descrivere i suoi lavori. Vincenzo Chilone, prof. Tranquillo Orsi gran maestro di prospettica. Morti ora questi, rimangono ancora: Tommaso •Viola, Marco Comirato, Pietro Zanai--dini. Tra’ paesisti ed altri generi di pittura, come di scenografia , Francesco Bagnara veramente Proteo della scena, Giuseppe Bertoia, Antonio Fornari, Francesco Milani, Anna Maria Matteini figlia e sposa de’ due chiarissimi artisti sullodati, fece anch'essa vedere che anco in questa età: Le donne son venute in eccellenza-Di ciascun arte ove hanno posto cura. Lodato pittore di costumi: Eugenio Bosa. Valenti miniatori di fiori e di ricami: Dall’Acqua, Gaetano Negrisolo, Francesco Campana, Fa-bris, Bernardino Bussoni , gli ultimi tre ora defunti. I fin qui encomiati, e altri non pochi lasciati per brevità, tolsero l’arte dal fango in che era cadu-