i3st ginee martire, diversa da quella di Torcetto, e ne riparlo nel § XVIII, n. ?.3; di s. Margherita verginee martire; de’ ss. Tommaso e Bartolomeo Apostoli; di s. Maria Maddalena; de’ ss. Innocenti; di s. Gio. Battista. Era parrocchiale e collegiata; filiale di s. Maria Formosa; cessò d’ esser parrocchia nel 1808, e divenne nel 18 io succursale di s. Zaccaria. 12. S. Procolo o Proculo, volgarmente s. Provolo. Era parrocchia delle monache di s. Zaccaria, le quali si facevano rappresentare nell’ amministrazione parrocchiale da due cappellani curatila loro eletti. Colla soppressione de’ monasteri e colla concentrazione delle parrocchie la chiesa nel 1808 fu chiusa, indi demolita e nella sua area fabbricate abitazioni. Se ne vogliono stali fondatoli i Partecipazii, che nella loro venuta da Malamocco a Venezia illustrarono questa cill'a con tanti sagri edifizi. E’ incerto, ma probabile, che insieme col monastero eh’ erale contiguo di s. Zaccaria, cui fu del tuttosoggetta, fosse eretta d’ordine d’Angelo Partecipazio, il i.°de’do-gi che risiedè in Rialto, forse nell’810 o nell’8l4, mentre il monastero fu fabbri-catoappunto circa l’8i4-Verso l’85o pare che vi sia stata trasferita la parrocchia ch’era annesa alla chiesa dis. Zaccaria, onde rimuovere il disturboche ne risentiva la quiete delle monache nella loro uf-fiziatura; gius parrocchiale che tuttavol-ta si ritarda per congettura al i 107, nel cui precedente anno 1 io5 tanto la chiesa di s. Procolo, che quella di s. Zaccaria erano state distrutte da vastissimo incendio. Ristorata da que’danni con assai angusta struttura, nel declinar del secolo XIV trovandosi rovinosa e cadente, la rinnovò nel 138g Amedeo de’ Bùongua-dagni cancelliere ducale. Ma per la sua poco solida costruzione, le monache nel 1642 la riedificarono da’ fondamenti a spese loro, in modesta e decente forma, e ne seguì la consagrazione nel 1697 ; ne fu poscia accresciuto il decoro verso la metà del secolo passato, rinnovandosi gli altari con ¡scelti marmi. Sestiere eli s. Marco. 13. S. Marco, già basilica primiceriale e parrocchia ducale, esclusa affatto dalla giurisdizione dell’ordinario diocesano, soggetta immediatamente al doge, matrice di 3 filiali,sede del primicerio e di sua curia, ufliziata da 1 2 cappellani ducali, col titolo di canonici, da 6 sotto-canonici, e da molti sacerdoti e chierici. Da prima esisteva colà la chiesa di s. Teodoro. Al presente è la descritta basilica metropolitana con parrocchia e decanía, la cui cura è nel capitolo, esercitata in atto dall’arciprete 2.“ dignità del medesimo. 14- Geminia.no, già intitolata anche a s. Menna, collegiata e filiale di s. Marco, a cui eia dirimpetto: fu soppressa e poi demolita per cedere il luogo al palazzo reale. Ne parlai nel § IV, n. 3. i5. S. Mois'e Profeta, prima intitolata a s. Vittore martire, dalle famiglie Arti-geria e Scoparia, nel dogado di Gio. Gal-bajo del 787 perfezionata, dotata e fatta parrocchiale. Riedificata da Moisè Ve-tiier , fu da lui fregiata col titolo del s. Profeta, di cui aveva il nome, che secondo il Dandolo si deve credere unico titolare, contro la tradizione in favore di s. Vittore. Distrutta colla parrocchia nel terribile incendio deli io5, si rialzò poi dalle sue rovine colle limosine de’ fedeli. Dotata da’suoi fondatori di ragguardevoli rendite, secondo il praticato nell’ antica disciplina, nel 1 192 furono divise in 3 porzioni eguali, assegnandosi lai .a per la conservazione dell’edifizio, la 2? pel sostentamento del pievano, la 3.a pei preti e chierici inservienti al suo culto; lutto confermandosi nel n3i. Aumentandosi oltre il bisogno il suo clero, senza corrispondenza di rendite , nel vescovato di Bartolomeo Quirini del 1274 fu ridotto, oltre il pievano, a 3 preti, diacono e suddiacono, e due accoliti ; nondimeno ne’