studi per la decretata ricostruzione del teatro, il proprio fratello Ciò. Battista, pur egli versatissimo nelle teorie e nelle pratiche della difficile arte edificatoria. Presa saviamente la massima di ricotu-por la grand’opera sul primittivo model- lo del defunto prof. Selva, non s’ intese con ciòd’escludervi quelle variazioni che, o colla mira di migliorare, o per quelle e-sigenze che richiedessero i nuovi usi, fossero consigliate dal comodo e dalla bellezza. Le modificazioni proposte dal Medium, e accettate dalla commissione sti dotti preposta dalla presidenza del U*iitro all’esame di esse, furono precif-tìamente. La rimozione degl’ ingombri che impedi-van la scena, la quale guadagnò uno spazio maggiore a vantaggio dello spettaco- lo, soprattutto nelle popolatissime danze ; l’innalzamento di tutto il coperto perfezionalo nel suo costrutto, onde si rese capace al dipingimento delle tele pe’scenari ; i riformati e migliorali stanzini; l’accresciuta ventilazione; la miglior pulitezza negli ambulacri delle soffitte; i nuovi terrazzi a qualunque parte del teatrale recinto in sostituzione di rozzi battuti ; la costruzione a miglior uso delle macchine dirette non solo aU’estinzione degl’ incendi, ma a far girar l’acqua per tutti i piani. Tra i maggiori miglioramenti, il Diedo fermò le sue osservazioni su due. Si potè aprire la porla rispondente alla sala teatrale, acquistandosi la comunicazione diretta tra la sala e l’andito del pepiano, risparmiandosi un giro lungo e penoso, in ¡specie quando il par-terre è affollato di spettatori. Fu riparato allo sconcio della scala, costruendosi agiatissima, e in modo d’aggirarsi o-gnora entro al suo vaso, si comunica a tutti i piani senza render dipendenti coinè prima gli ambulacri. Alcuni abbellimenti d’ottimo gusto verniero aggiunti, a maggior eleganza e splendore di ciascuna parte, e singolarmente nelle scale, e nello stupendissimo atrio arricchito di stucchi tie’suoi lacunari. Il prof. Orsi nella leggiadra pittura della sala teatrale, e nella sontuosa decorazione del-l’auralo soffitto e pilastrate della boccascena, diè bel saggio del suo sapere e buongusto, onde in chi entra sorge un ineffabile rallegramento e diletto che lo dispone in favore del preparato spettacolo. Si riaprirono tutte le porte esistei!* ti fin dall’erezione della fabbrica, e di cui prima dell’incendio era abbandonato l’uso, per la libera uscita dal teatro al fine dello spettacolo; e sono le confinanti coll’orchestra, e quella sul piccolo atrio che mette alla pubblica via. Nel vestibolo del teatro dalla parte di terra si aggiunsero! monumenti innalzati in onore del Goldoni e del Selva, e le due iscrizioni laterali alla porta d’ingresso. Gioverà riportare sul disastro del precedente edifizio, alcuni de’principali particolari riferiti dal Mulinelli negli Annali delle Province Fende. » Propriamente alle ore 3 circa del mattino de’i 3 dicembre i83y,il teatro era dalle fiamme in cenere convertito. Sebbene ignota la cagione dell’incendio, certo è peto che il fuoco da parecchi giorni occultamente avea lavorato nel-l’interne travi del soffitto, finché giunto alle materie più facili ad accendersi e a divampare, in detta ora proruppe con empito e furore di loggia in loggia, e invase tutte l’interne pareti. Precipitò allora nel centro della sala il tetto ar-dente, e confuso in una sola fiamma, si convertì in un immenso orrendo pozzo di fuoco. Riuscì inutile ogni umana industria per salvare dall’irreparabile perdita l’edifizio, solo potè limitar la rapina e la furia delle fiamme sulle case addossate all’ardenti pareti. 11 principale prospetto non soffrì alcun danno, le muraglie e l’arco della scena poterono eziandio resistere all’urto di tanta rovina, che calcinò le magnifiche colonne di marmo. I preparati spettacoli d’opera e di ballo, dal Comune si trasportarono temporaneamente al teatro d’ Apollo. Tosto il municipio si occupò del pensiero di far