260 zia acquistarono pegli amici della scienza storica una fama che quasi non acquistò nessun’altra simile collezione. Trovansi ora nella bulla sala da studio di quegli archivi tutte le nazioni, rappresentate da uomini, che studiano ivi ne’carteggi, protocolli ed atti dell’antica repubblica la storia del loro paese. Libri, opere ed articoli di giornali tentarono di dare prospetti su quella collezione, che formata da più di 1,000 singoli archivi, contiene in circa 4°o tra sale e camere, due milioni di volumi. Gli autori di quegli scritti sparsero qualche luce su una piccola parte della collezione stessa, che fu loro accessibile. Nessuno di essi è guida sufficiente in quel labirinto. 1 soli impiegati sono in grado d’ indicare all’indagatore la via, che dee battere per l’oggetto del quale si occupa, ed il fanno con tale vo-louterosità, da rimanere oppresso sotto il peso 1’ assai scarso loro numero. Potrebbero più facilmente bastare a quel bello dover loro se la rinomanza di quell’archivio, proclamato da’Murray e da’ Badecker, non fosse divenuta troppo nota a tutto il modo. L’archivio de’ Fra ri è riguardato in presente, come cosa, ch’è degna di essere veduta, che ogni viaggiatore ritiene dover suo di vedere, perchè è segnata con un asterisco ne’manuali di viaggi. Chi andò alla chiesa de’Frari per vedere il monumento di Canova, non ha fare che due passi per audare all’archivio. La circostanza, che , in tutti altri luoghi, gli archivi, guardati come santuari, non sono accessibilia’profani,è un motivo di più per visitare quello stabilimento, aperto ad ognuno. Ed ivi la curiosità, del pari che la brama di sapere, rimangono soddisfatte. L’antico chiostro de’ francescani è più vasto del palazzo Soubise a Parigi, dove trovansi gli archivi dell’ impero, e cede in ampiezza al solo locale dell’archivio centrale di Napoli nel monastero de’benedettini di s. Severino. 1 locali, a Venezia, sono adoperati nel più opportuno modo. A Lilla, Carlsruhe ec., ne’ tempi recenti, furono con grande dispendio costruiti edifizi speciali pegli archivi. Ma que’locali eia distribuzione di essi non corrispondono a-gli scopi d’un archivio in modo migliore che nel convento di Venezia. Lo stesso dicasi della custodia, dell’ordine,ec. In un piccolo archivio famigliare d’un principe, che occupi alcune stanze, si potrà trovare più eleganza. Si potranno trovare armadi invetriali, buste foderate di velluto o di raso per ogni siugolo documento importante. Ma, in grandi archivi, trattasi soltanto che gli oggetti che loro appartengono, sieno opportunamente collocati; ed eziandio in questo riguardo l’archivio de’Frari soddisfa ad ogni esigenza. Anche il profano lo riconosce alla prima occhiata; ma ciò, che principalmente l’appaga visitandolo, si è eh’ei può vedere una quantità di documenti autografi e suggelli, che quasi da per tutto si sottraggono agli occhi de’curiosi”. Abbiamo il libro intitolalo: Scorsa d’un Lombardo negli archivi di Venezia di Cesare Can-t'u, Milano e Verona stabilimento Ci velli i856. Bellissima ed esatta idea dell’/. R. Archivio Generale di Venezia è la se-guenteebe ricavodalla Nuovissima Guida di Zanotto. Nella sua estensione abbraccia l’antico convento de’Frari, la chiesa soppressa e l’altro cenobio di s. Nicolò de’Frari, di cui in questo §, n. 33, e la vecchia scuola di s. Antonio. La facciata però che sorge sul Rio Terrà s’innalzò col disegno dell’architetto Lorenzo Santi, modificato in qualche parte dal Nobili. L’interno ancora conserva due chiostri, il 1.° ereito, dicesi (però senza prove), sul modello di A. Palladio, nel cui centro elevasi una magnifica cisterna decorata di arco e di sculture , ed il 2.0 costruito da J. Sansovino. La vastità di quest’ainpio ricinlo consiste in 298 grandi sale e stanze, in cui serbansi in bell’or-dine disposti e separati in 2,276 archivi da circa quattordici milioni di volumi, comprendenti carte che cominciano dal-