302 Ja i.* cappella che segue, ha parecchie sculture del Vittoria; la a." una tavola di Paolo col Battesimo del Signore. Il soffitto è opera dove tutto si vede il genio di Paolo e tutta la ricchezza della sua fantasia. I 3 maggiori comparti offrono Ester condotta ad Assuero, Ester coronata, e Mardocheo trionfante, preceduto da Amano. 43. Canonici di s. Giorgio in Alga, Carmelitani scalzi e altri regolari. V. § XVIII, n. 25. 44- Cisterciensi e Minori osservanti e altri regolari di s. Spirilo. V. § XVIII, n. 5. 4-5. Gesuati di s. Maria della Visitazione sulle Zattere, ora de’ Somaschi e già stata anche de’ Domenicani, e s. Maria del Rosario della pure i Gesuati e s. Domenico delle Zattere de’medesimi Domenicani. Dell’umile religiosa famiglia àe’ Gesuati, fondala già in Siena dal b. Giovanni Colombino, si portarono alcuni a Venezia per ivi fissare all’ordine loro un’abitazione. Dopo essersi fermati in una casa a pigione nella parrocchia di s. Giustina, nell’anno 1392 avendo otlenute alcune casette nel sestiere di Dorsoduro, in contrada s. Agnese, per pio legato di Pietro Sassi, ivi stabilirono il loro domicilio , che per molto tempo chiamossi casa della Compagnia de’poveri Gesuati. Per 3o anni ivi vissero ristrettamente, e nel 1423 avendo ricevuto da Gio. Francesco Gonzaga i.° marchese di Mantova una ricca limosina, poterono con essa e con altre pie oblazioni de’fedeli atterrare l’anguste case e formare un chiostro non molto ampio, però sufficiente alla povertà che professavano. Contiguo ad esso eressero pure un decente o-ra torio sotto l’invocazione di s. Girolamo, nel quale colla facoltà nel 1434 concessa dal vescovo s.Lorenzo Giustiniani, disposero la sepoltura comune de’frati, poi nel i436 benedetta in un all’atrio esteriore dell oratorio dal vescovo di Giovenazzo, Pietro Orvieti, ospite de'religiosi. Pernii- se Dio a prova di loro virtù, che nel det -to anno fossero accusali ad Eugenio IV di gravissime colpe; per cui il Papa subito spedì a Venezia s. Giovanni da Capistrano qual delegato apostolico , perchè coll’ ordinario esaminassero la verità dei supposti delitti, ma i gesuati dal loro processo risultarono innocenti. Gliene derivò tanto credito, che nel 147^ eletto doge il virtuoso Nicolò Marcello, volle egli a ginocchia piegate ricevere il corno ducale da fr. Girolamo Scardena e da fr. Giovanni Veronese poveri gesuati, per l’alta stima concepita di loro congregazione, colla quale si dimostrò poi sommamente benefico. Risolvendo i gesuati di sostituire all’oratorio conveniente chiesa, ne’fon-damenli pose lai.“ pietra il patriarca Donato (tale divenne nel <492, roa lo Stalo personale dice, che i frati edificarono la chiesa nell’anno 1473). Quantunque di mediocre ampiezza e di moderata spesa, i poveri frati impiegarono 3o anni a compierla; poscia consagrata a’ 21 dicembre 1524 dal vescovo di Tiberiade Giovanni, in onore di s. Maria della Visitazione, delta sulle Zattere, titolo che tuttora porta, al quale si aggiunse quello del glorioso s. Girolamo Emiliani oMiani veneto, dopoché fu concessa a’ suoi figli Somaschi. La chiesa ha bel prospetto e ben intagliata porta, elegantissima e dello stile de’Lombardi. In questo convento fiorirono Ira’gesuati fr. Antonio Bembo efr. Antonio Veneziano, fregiati del titolodi beati. Alcuni vi noverano il celebre cardinal Antonio Corraro nipotedi Gregorio XII, ma s’è vero, per pochi giorni. Bensì vi fece lunga dimora e accrebbe il decoro del chiostro, il b. Antonioda Tossignano,che vi compì il noviziato, ed amicissimo di s. Loreuzo Giustiniani, meritò il vescovato di Ferrara. I gesuati restarono sempre poveri, vissero precipuamente coll’opera delle loro mani, ma per giustecausee per soccorrere la veneta repubblica nella guerra di Candia contro i turchi, ClementeIX li soppresse a’6 dicembre 1668, assegnati-