vare che quantunque il eli. ab. Antonio Magrini coll’erudita elucubrazione (intitolala, Intorno al vero architetto del Ponte di Rialto, Vicenza 1854), volle provare essere inventore del ponte il Boldù, egli non con viene a tale giudizio, unendosi soltanto a quello che ne esclude autore Io Scamozzi. 11 prof. Romanin nella Storia documentata di Venezia, celebrando il dogado 88.° di Pasquale Cicogna, il cui nome si rese immortale per la costruzione del ponte di Rialto in pietra, ragiona delle disposizioni per edificarlo e de’24 architetti che gareggiarono nell’impresa, per cui non ha guari fu a lungo disputato sul vero autore, attribuendo- lo chi allo Scamozzi, e chi al Da Ponte, quindi aggiunge. Che da un passo notabilissimo, pel i.° notato dal eh. Giovanni Veludo vice-bibliotecario della Marcia-na,deH’ Oratione infunere di P. Cicogna di Enea Piccolomini accademico veneto, Venezia i5q7, si venne ad aggiungere il 3.° competitore Gio. Alvise Boldù. Conclude,achi spetta l’onore dell’invenzione, sull’esecuzione riconoscendosi generalmente convenirsi il merito al Da Ponte, non esser da lui il giudicarlo, nè appartenere alla sua storia; altri più esercitati e capaci ingegni tuttora vi si affaticano, come i chiarissimi cav. Scolari, F. Za-notto e ab. Magrini, ond’è bene attendere il risultamento di loro studi e di loro indagini. Ora nell’ Omnibus , periodico letterario di Venezia, a p. 3oo, del corrente 1858, il cav. Scolari ci die’la sua lettera del i.° settembre'. Sull’architetto del Ponte di Rialto, all’illustre sig.r cav. Emanuele Cicogna, il Varrone delle cose venete. In essa si conferma nell’opinione, che l’attuale ponte di Rialto è invenzione dello Scamozzi, e per modello ed esecuzione lodevole inerito del suo padrino Da Ponte , giacché lo Scamozzi sebbene avesse fatti i disegni del ponte ad un arco ed a tre archi, e di quest’ultimo anche il modello, premendogli e vagheggiando fossedi preferenza oppi ovato; ma sebbene il fu dal senato, con decreto che offre , nondimeno si volle eseguito l’altro. Il perchè indispettito, parti per Sabbionetta, lasciando al compadie Da Ponte il pregio di fare il modello e l’esecuzione del ponte in discorso ad un arco solo,pur da lui proposto. Quindi confuta una recentissima stampa avversaria, che porta per titolo : Nota intorno V autore del Ponte di Rialto, la quale sostiene inventore ed esecutore di esso Antonio da Ponte, e sorvegliatore tecnico il Boldù. Il cav. Scolari basa le sue asserzioni altresì sopra l’altre lettere da lui pubblicate nel 1853 e nel 1857; non che sulla propria traduzione del poemetto di Nussio Nussi, De Rivoalti Ponte, dall’ autore dedicato al doge Cicogna , ed in cui non si fa parola del Boldù; ed eziandio in conseguenza di altri studi da lui fatti, ed è perciò che nel Boldù riconosce soltanto il relatore al senato della fabbrica del ponte, per 1’ autorità del relativo documento esistente nell’archivio generale de’Frari, e non quanto pretese il Piccolomini, seguito da altri, De laudibus Paschalis Ci-coniae. Rimette poi la questione al sapere e alla dottrina de’ lodati cav. Cicogna, prof. Romanin e prof. Magrini, sperando che quest’ultimo,come si è proposto, la svilupperà con particolari più e-satti ecou)pendiosi,e senza togliere il merito dell’invenzione alloScamozzi,equel- 10 pel modello ed esecuzione al Da Ponte, come si legge nella storia esattissima che fece del ponte di Rialto, dal 1 180 al 1 769, 11 Oallicciolli nelle sue Memorie, lib. t, p. i43. Così nella cólta Venezia,! più svegliati ingegni,con ¡scrupolosa critica,dottamente si esercitano nell’illustrare i monumenti che la rendono cotanto famigerata. In breve riepilogo col Moschini le descritte fabbriche. Il Ponte di Rialto di pietra d’Istria, condotto in soli 3 anni da Antonio da Ponte, non ammirabile per eleganza, lo è per solidità, e per la gran luce del suo arco di veneti piedi 82. Qui intorno vi ha le così dette Fabbriche di