694 VITA SEGRETA DI GABRIELE D’ANNUNZIO i suoi due assalitori, i quali certo non avevano supposto tanta vitalità ed una cosi grande aggressività in un individuo dall’apparenza cosi poco erculea. Se si aggiungono a questi piccoli ma significativi episodi, i duelli che d’Annunzio ebbe a sostenere nella sua vita e durante i quali egli si comportò come un uomo che non conosce la paura, si deve per forza arrivare alla conclusione che il suo eroico contegno durante la guerra non fu già il frutto, come avvenne in Turenne, di una meravigliosa vittoria dello spirito e della volontà sulle naturali reazioni del corpo dinanzi al pericolo, ma piuttosto il risultato di una qualità preesistente, la quale non chiedeva che nuove occasioni per manifestarsi in modo più solenne e più completo. « La vita per me non è se non “differimento” cotidiano: perciò delizioso. Vado qualche volta sul nemico a tre e a quattro riprese per giorno! Fra poco incomincerà anche qui il gran gioco. » Cosi mi scriveva d’Annunzio nel giugno del 1918, vale a dire dopo aver passato tre anni in guerra ! Né certamente pensava di stupirmi con questa sua nuova prova di gioconda indifferenza di fronte al pericolo, della quale m’aveva dato tante piccole e grandi prove nel corso della nostra lunga convivenza, e che aveva egli stesso riassunte in un brano della sua lettera a Salandra del luglio 1915 : « La mia vita non è se non un gioco di rischi. L'ho esposta mille volte contro la staccionata e le macerie della campagna di Roma, più d’una volta in terreno chiuso, quasi ogni giorno a Villacoublay, per mesi e mesi di seguito su velivoli diversi, spesso nell’Oceano affidandomi ad un fragile canotto automobile, con tempo di fortuna, come sanno i pescatori della Landa ». Nella abilità politica degli uomini di Stato italiani, diciamolo subito, non ebbe alcuna fede, né all’inizio della guerra né per alcuni anni dopo. Senza neppure tener conto di Giolitti, che nei mesi antecedenti alla nostra entrata in guerra egli considerò un traditore, tanto da bollarlo pubblicamente con questo epiteto al teatro Costanzi, né del