TRIESTE 123 A tergo, sopra la massa nereggiante del parco, s’alza il colle di Contovello, scalea vitifera crestata fieramente di rocce calcaree, con sbattimenti di luce sopra i profili frastagliati, gli sgretolamenti ruinosi e i bastioni a strapiombo. Dinanzi alle scalee fiorite di rose, il mare s’ insacca nel piccolo porto, con le paonate smaglianze del risucchio ; circuisce il castello, sopra un indolente letto d’alghe, che lo impregna d’un color bruno verdognolo, molto triste, nelle estenuazioni della bonaccia. Dall'alto delle terrazze piomba lo sguardo, affascinato dalla vertigine, nell’imo dei boschi sottomarini; si salva spaziando sopra una sconfinata superfice cerula, in fondo alla quale, tra i toni d’acquarello dei monti e dei colli, Trieste si distende, più argentea, meno argentea, se il sole vinca la nebbia, o se la nebbia vinca il sole. E tutto intorno il golfo descrive la sua grande arcata a pieno sesto, con l’estremo pedicello in