218 LA JUGOSLAVIA ECONOMICA zionando solamente quelli di grande importanza, i giacimenti ferriferi di Ljubija, di Vares e di Kresevo, in Bosnia; di Kopaonik, di Javor, di Jelitze, di Vlas-sina, di Vranj a e di Maj danpek, in Serbia ; di Topusko, nella Petrovagora in Croazia, ed altri importanti giacimenti in Slovenia, in Montenegro ed in Macedonia. Per l’enorme importanza di questi e per la qualità eccellente del minerale che contiene circa il 50-60 per 100 di ferro, i giacimenti attirano le grandi industrie metallurgiche estere, in primo luogo quelle della Germania, per l’acquisto della materia prima in Jugoslavia a favore di una loro maggiore produttività. La ricchezza di Ljubija e di Vares conta, da sola, 10 miliardi di tonnellate di minerale, il quale contiene il 50-60 per 100 di ferro puro, mentre l’“Eisenerz „ della Stiria ne ha solo il 36 per 100. Con queste due sole miniere la Jugoslavia è in istato di portare l’industria siderurgica e metallurgica a quell’altezza, a cui era arrivata l’industria deU’Austria-Ungheria. In generale il problema del minerale di ferro della Jugoslavia è problema complicato. Finora in gran parte i ferriferi venivano esportati in Boemia, in Ru-menia, in Germania ed in Austria, mentre solo una piccola parte veniva trattata sul posto. Quindi, la Jugoslavia, e per un periodo abbastanza lungo, dovrà dipendere dall’estero per il consumo dei metalli lavorati, dallo spillo fino all’enorme ponte in ferro. Questo non è un fatto lieto, ma contr’essso non c’ è un rimedio efficace, perchè è ovunque impossibile far sorgere di colpo la grande industria metallurgica , anche se c’ è abbondanza di materia greggia. Questa impossibilità è ancora più grave in