NEI RAPPORTI INTERNAZIONALI *75 cessioni per costruzioni di ferrovie, ed ingegneri europei ed americani entravano da ogni parte nella Cina per gli studi relativi. Ma questa penetrazione europea suscitò una reazione nell’elemento popolare ostile agli stranieri e anche nella Corte stessa: l’imperatrice madre Tseu-hi, che per molti anni aveva avuto la prima parte nel governo ed aveva anche tenuto la reggenza durante la minorità dell’imperatore, nel settembre 1898 s’impadronì di nuovo del potere, e presto fece conoscere la sua avversione per le cose moderne. Allora la setta dei boxers, nemica degli stranieri, si sentì incoraggiata ad agire: nel 1900 essi incendiarono parecchie stazioni ferroviarie e massacrarono molti cristiani. Presto la ribellione prese grandi proporzioni; le concessioni estere vennero assalite; a Pekino stessa fu assassinato da soldati cinesi l’ambasciatore tedesco; tutti i palazzi degli ambasciatori furono incendiati, eccetto quello dell’Inghilterra, dove gli europei si ripararono. Le notizie di questi fatti, trasmesse in Europa con molte esagerazioni, indussero le grandi Potenze a compiere d’accordo un’azione internazionale di vendetta; Guglielmo II salutando le truppe da lui dirette in Cina usò espressioni feroci invitandole a seguire l’esempio degli Unni, in modo che il nome tedesco per lunghi anni incutesse spavento ai Cinesi; egli destinò al comando di quelle truppe il maresciallo Waldersee, che si trovò ad essere l’ufficiale di più alto grado in tutte le truppe europee inviate laggiù, e fu perciò dalle Potenze (sebbene non tutte si dimostrassero molto contente) nominato generalissimo della spedizione internazionale. Intanto le truppe europee, che erano già in Cina, raccoltesi a Tien-Tsin avevano marciato su Pekino ed il 15 agosto 1900 vi erano entrate liberando gli ambasciatori assediati nella legazione inglese; la Corte imperiale e le truppe regolari cinesi avevano abbandonato la città il giorno prima. La Russia, oltre alla partecipazione alla guerra generale, conduceva per suo conto una campagna in Manciuria, dove le sue ferrovie e le sue proprietà erano state saccheggiate dai ribelli, ed in breve riusciva a sottomettere gran parte di quella regione. Nel settembre 1900 giunsero in Cina le nuove truppe inviate dall’Europa, ed allora furono occupate le più importanti posizioni. Da parecchio tempo il governo cinese aveva manifestato l’intenzione di scendere ad accordi, ma soltanto alla fine di di-