232 EQUILIBRIO INSTABILE relativa alla bandiera, agli emblemi e alla lingua dei reggimenti ungheresi, ma Francesco Giuseppe si dimostrò inflessibile nella resistenza. Si aggiunse anche un contrasto fra il ministero ungherese e il ministero austriaco riguardo alla Banca di emissione austro-ungarica, i cui privilegi scadevano alla fine del 19io; il partito dell’indipendenza desiderava che in occasione della rinnovazione del privilegio la banca comune venisse sostituita da due banche, una austriaca ed una ungherese; ma questo nuovo passo nella via della separazione non fu voluto fare dal governo austriaco. L’Imperatore, dopo aver trattato a lungo coi diversi capi di partito ungheresi e dopo avere per ben due volte, nella speranza di trovare una soluzione, incaricato il ministero dimissionario Wekerle di tenere provvisoriamente il governo, si decise a romperla col partito dell’indipendenza: nel gennaio 191 o affidò la direzione del governo ungherese al conte Khuen-Hedervary, il quale dichiarò di voler star fermo sul terreno del dualismo introdotto dal Compromesso del 1867. La Camera approvò un voto di sfiducia e venne sciolta. Il lungo contrasto politico però aveva stancato il paese, cosicché le nuove elezioni assicurarono al nuovo ministero una grande maggioranza. Quanto alla Bosnia Erzegovina, essa ebbe nel 1910 una costituzione che stabilì una Dieta elettiva con sede a Serajevo; però a differenza delle altre provincie della monarchia essa non entrò a far parte dell’Austria o delPUngheria, ma fu considerata come un annesso sul quale i due Stati dovevano esercitare un condo-minium. Veramente gli Ungheresi vantavano degli antichi diritti sulla Bosnia, poiché i re d’Ungheria vi avevano esercitato un tempo la sovranità; ma le nuove provincie erano state occupate sulla base del trattato di Berlino e dopo una laboriosa campagna dell’esercito austro-ungarico; perciò non si tenne conto delle pretese ungheresi e si stabilì uguaglianza di diritti dei due paesi sul nuovo territorio, che venne ad aggiungere due milioni di abitanti slavi alla popolazione della monarchia.