Pubblicazioni sulla storia medioevale italiana 89 Cose astrologiche (n). Dante e Cecco d’ Ascoli (2). Dante e la geografia (3). sistema tolomaico. Termina deplorando che i moderni, trascurata una giusta indicazione degli antichi, non vedano chiaro in questa e in altre questioni astronomiche dantesche). — G. Bof-fito, Il punto e il cerchio secondo gli antichi e secondo Dante, Rend. Ist. lomb. XXXVI, 1x29. (L’ A. avea già sostenuto che D. conobbe il trattato astronomico (1277) di Bartol. da Parma. Ora si studia di provare con esempi che D. studiò vari libri del m. e., e non soltanto Tolomeo e altri antichissimi). — F. Angelitti, Boll. soc. dant. X, 338, discorre della dissertazione di G. Boffito su Bartolomeo da Parma in relazione con Dante. Contro al Boff. sostiene che D. desunse le sue cognizioni scientifiche, non da B. da P. ma da fonti migliori. — T. Bertelli, Sopra una terzina di Dante nel c. I del Purgatorio, Memor. Accad. Pontif. dei N. Lincei, XIX. — P. Gambiera, Note dantesche con due tavole astronomiche, Salerno, Jovane, 1903. (Ristampa, in un volume, di parecchi scritti del G. In uno di essi si traccia la cronografia del mistico viaggio). (1) F. Cantelli, Astrologia dantesca, Palermo, 1901, Lo Castro (estr. da Antol. Siciliana, fase. 2-5). (2) G. Boffito, Il ' de principiis astrologiae ’ di Cecco d A scoli nuovamente scoperto e illustrato, Giorn. st. lett. ital., Suppl. n° 6, (Trovò quest’opera, quasi affatto sconosciuta in un ms. Vatic. Ne trae osservazioni su certi contatti di pensiero fra Cecco e Dante. C’è qualche somiglianza, ma ci sono pur gravi differenze. Da questo libro si conferma l’accusa di eresia contro Cecco. Raccoglie insieme le notizie biografiche. Esamina le sue opere, e ne studia le fonti. Trova che le opere scientifiche di Cecco sono per sè di scarsissimo valore). — Di mediocre interesse sono i seguenti scritti: G. Castelli, Cecco dAscoli e Dante, conferenza. Roma, Soc. Dante Alighieri, 1902. (Di pochiss. peso. Troppo entusiasmo per Cecco). — G. Natali, Per la storia delle relazioni tra Dante e Cecco dAscoli, Le Marche, 1, 169-72 [Fano, 1902]. (Crede, col Castelli, che Cecco conoscesse solo la cantica dell’Inferno). (3) A. Bartolini, Ricerche di memorie agiografiche nella Div. Comm., Giorn. Arcad., a. IV, quad. 43, p. 5. (Non parla dei Santi ricordati espressamente da D., ma di coloro ai quali