104 Nuovo Archivio Veneto getti idraulici e archittonici (x). Di alcuni suoi dipinti (2). Suo particolare modo di scrivere (3). — L’orafo Michele de’ Corbizzeschi scrisse un poema autobiografico ricco d’interesse per la storia del costume (4) Oggetti d’arte e d’ antichità in S. Maria del Fiore (5). Capolavori in Or S. Michele (6). All’ età del Rinascimento appartiene S. Lorenzo (7). Il Bargello, e altre raccolte artistiche minori (8). Varietà (9). Dintorni di Firenze. Fiesole (io). Bellosguar- (1) L. Beltrami, Leonardo e il porto di Cesenatico, Milano, 1902. — id., Leonardo da V. negli studi per il tiburio della Cattedrale di Milano, Mil., Allegretti, pp. 85. (2) N. Bertoglio-Pisani, La Vergine delle Roccie di Leonardo da Vinci, Arte e St. XXII, n. 2-3, 4-5. (Non crede alla realtà della scoperta, che fu annunciata nel 1900. Raccoglie le notizie riflettenti il lavoro di L. e le sue copie). — Anon. Un dipinto ignorato di Leon, da Vìnci, Nap. nobìlìss. XII, 94. (Se ne desume l’esistenza da un poema di Enea Topino, sec. XVI). (3) G. Antonini. Perchè Leon, da Vinci scriveva ‘a specchio’, Gazz. medica italiana, a. 1903. (4) V. Rossi, Armi ed amori di un orafo fiorentino del Quattrocento, Misceli. Graf, p. 711. (5) G. Pozzi, Dì alcuni recenti restauri in S. Maria del Fiore, Rass. Naz. CXXXI, p. 665. (6) Gerspach, in Rev. de l’art chrétien, 1903, p. 31. 108. (7) L. Ozzola, La basilica di S. I^orenzo in Firenze, Rass. Naz. CXXXIII, 238. (Sui lavori fattivi trae notizie da un Registro di Cosimo de’ Medici 1441-53, esistente nell’archivio della Chiesa ; si avverte che nel 1446 morì il Brunellesco, archittetto della Chiesa). (8) P. Schubring, Bargello Akademie, kleinere Sammlungen in Florenz, Stuttgart, Union. (9) M. Reymond, La tomba di Onofrio Strozzi nella chiesa della Trinità in Firenze, L'Arte VI, 7 sgg. (Crede che questa tomba non sia del 1418, ma spetti alla decade 1430-40). (10) E. Steinmann, Michele Marini, Repertorìum jùr Kun-stwissensch. 26, p. 147. (È di Fiesole. Venne a Roma sul cadere del sec. XV, ma il tempo del suo maggior lavoro in Roma spetta al sec. XVI).