Pubblicazioni sulla storia medioevale italiana 95 La Vita Nuova ; come D. ne concepisce il disegno (1). Sua partizione (2) Convivio (3). Il trattato del de vulgari eloquentia (4). A. Bertola (5), riassumendo il trattato de monarchia, giustamente nota, p. 11, che D. è il cantore della pace, ma non sviluppa poi questo concetto, nè lo raffronta colla tradizione cristiana. Crede che D. stabilisca la reciproca indipendenza dei due poteri, spirituale e temporale, dando alla Chiesa la supremazia morale ; trova accordo, in questo punto, fra Dante e 1’ enciclica Immortale Dei di Leone XIII. La teoria politica svolta nel de Mon colloca D. nel posto mediano tra guelfismo ( 1 ) G. Ciuffo, La visione ultima della «Vita Nuova», Palermo, Lo Casto, 1899, pp. 72, 160. (Crede che D., ancora avanti alla morte di Beatrice, avesse concepito il disegno ge-nerale di una visione in verso esametro). — K. Mac Kenzie, The symmetrical structure of Dante's Vita Nuova, Publications of thè modem language Association of America, XVIII, fase. 3. (Sostiene la direzione simmetrica della V. N., proposta da Norton, combattuta da Schedilo). (2) G. Lisio, L’arte del periodo nelle opere volgari di D. Alighieri, del secolo XIII, Bologna, Zanichelli, pp. Vili 240. (3) Itala Nascimbene, Il Convivio e la Div. Comm., Pavia, Frattini, 1901, pp. 87. Da argomenti interni deduce che il Convivio è anteriore alla Div. Comm. I suoi argomenti persuadono poco, cf. M. Barbi, Boll. soc. dant. X, 223. (4) G. Monteone, Dissertazione sul ‘de vulg. eloquentia’, Napoli, Sangiovanni, 1902, pp. 30. Giudizio severo ne dà P. Rajna, Bull. soc. dant. N. S. X, 236. — D. Ronzoni. Leggendo il ‘de vulgari eloquentia ’ nelle edizioni critiche di P. Rajna, Monza 1898 (estr. da Scuola Cattolica). — P. Rajna, Boll. soc. dant. X, 292 trova che questa dissertazione ha i suoi difetti, ma che è tutt’ altro che priva di pregi. (5) A. Bertola, Ueber Dantes Werk ‘de Monarchia’, Heidelberg, HOrning pp. 43. — C. Steiner, Per la data del ‘de Monarchia’, Novara, 1902, pp. 26. (Sostiene che ad ogni modo la Mon. non è posteriore al 1303. Del Bert., in Giorn. st. tett. ital. XLII, 238, senza accordarmi, in generale, colle sue opinioni. In Rassegna bibl. lett. ital. XI, 54-5, un anonimo esprime 1’ avviso che lo St. non abbia dimostrato la sua tesi).