150 vittoria ottenuta il primo di luglio, giorno di s. Marziale, fu poi ogni anno solennizzata nella ricorrenza della festa di quel Santo ; e i Veneziani a tosto profittarne si diedero con più impegno che mai all’ oppugnazione di Zara. Spezzata da Pietro Civran, eletto capitano generale (1), la catena che chiudeva il porto e che fu mandata in trionfo a Venezia, investirono la città da tutte le parti. Furono promessi larghi premii ai soldati che primi superassero le mura ; maggiori ancora a quelli che vi piantassero le insegne di s. Marco. Zara fu in breve ridotta agli estremi ; gli Ungheri dopo fortissima battaglia sconfitti si ritirarono, tornando col re alle loro terre ; nessuna speranza di soccorso più confortava la città, battuta inoltre continuamente dalle macchine che già nelle mura aprivano larghe breccie : la fame ogni dì più cresceva. Fu uopo arrendersi (2) ; il sacrifizio della indipendenza fu compiuto. Dichiaravano i Zaratini nella capitolazione che la loro città e il distretto appartenevano da tempo antichissimo al dominio di Venezia, e che se si erano alcuna volta sottratti al medesimo sottomettendosi ad altri, ciò aveano fatto indebitamente, ed ora annullavano ogni e qualunque patto di simile specie ; imploravano in conseguenza grazia e misericordia e si sottomettevano nuovamente alla giurisdizione veneziana mero et mixto imperio. I Zaratini venivano (1) 1346. Eodem anno rex Ungariae collegit immensum exercitum et obsedit firmissimam mimicionem scilicet Jader, sed Venetenses sibi resièjtentes et machinas quas adduxerat rex, subtilitate sua, noctis tempore cremaverunt, et Ungaros armata manu insequentes paucis evadentibus omnes interfecerunt et rex, cum Theutomcis quos convellerai et de quibus presumebat, cum dìfficultate evasit. Continuano Novimontensis in Pertz Mon. Germ. Hist. t. X, 673. (2) Il Oaresini contemporaneo mette la resa al 21 nov. 1346 e con lui concorda il Barbaro, secondo il quale la rivolta di Zara durò 16 mesi. Sanudo invece 21 die. 1347 e così il Lucio, St. di Dalmazia, ma falsamente, perchè il documento della pace porta la data 15 die. 1346 (l-'acta V, 79) ed il 30 il doge annunziava a Trevigi il riacquisto della città. Verci t. XII, p. 79.