295 Nella primavera di quello stesso anno 1381 lo Zeno erasi volto a Modone per proteggere le galee di mercato che venivano da Levante, ma udendo della mossa della dotta genovese dalla Dalmazia verso quelle parti, le andò incontrò. Spinola evitò la battaglia e favorito dalla notte potò ritirarsi. Zeno continuò a volteggiare in que’ dintorni, poi si avanzò verso la stessa riviera di Genova, già molto molestata dal Visconti (1) e agitata dalle fazioni, coll’intenzione di bruciarvi l’intero naviglio nel porto (2). Ma sopraggiunto da fiero temporale, fu costretto ricoverarsi a Livorno ; Genova dovette allora richiamare lo Spinola dall’ Adriatico ; succedevano parecchi scontri, senza un fatto decisivo ; alla fine ambedue le parti si sentivano stanche, ed Amadeo conte di Savoja, principe allora di sommo credito, offerse la sua mediazione che fu accettata. Così convennero a Torino pel re d’Ungheria i Padri Valentino dottore di Cinque chiese e Paolo vescovo Zagabriense; per la Repubblica di Venezia Zaccaria Contarmi, Michele Morosini e Gio. Gradenigo ; per quella di Genova il dott. Leonardo di Montalto, Francesco Embriaco, Napoleon Lomellino e Matteo Maruffo ; pel Carrarese, Taddeo d’Azzoguidi, Antonio de’ Zachi de Mon-caler e Giacomo Turchetto dottor in legge; infine pel patriarca di Aquileja Giorgio de Fortis da Pavia dottor in ambe le leggi, decano della chiesa aquileiense, il cav. Federico Savorgnano e Nicolò Zerbini di Udine (3). Anche il comune di Firenze vi mandò Donato degli Aldigeri dottor in legge, e gli oratori Giovanni Cambii e Marco Benvenuti, ed il comune d’Ancona Maestro Antonio Marcellino dei Minori. Fin dal principio delle conferenze insorgevano difficoltà disputandosi tra’ Veneziani e Genovesi a chi avesse (1) Patto di Venezia con Galeazzo Visconti Commem. Vili, c. 28. (2) Misti Senato 1381, p. 125. (3) Marin, St. del Commercio veti. VI, p. 215.